• Giulio insepolto

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    di Giulia De Baudi

    È inutile girarci tanto intorno, la verità su quanto è accaduto a Giulio Regeni, come è stato per Ilaria Alpi, non si saprà mai, o si saprà tra qualche decina d’anni quando gli attori di questa tragedia saranno tutti defunti … speriamo accada quanto prima.

    Ed è inutile girarci tanto intorno, contro coloro che vogliono la vera sepoltura di Giulio che permetta loro una elaborazione affettiva del lutto, e quindi una separazione senza rabbia e annullamento, si ergono Creonti, fatti di carne e ossa, anaffettività e lucida malattia mentale, che gli informatori mediatici preferiscono chiamare “Stato”, “servizi deviati”, “realpolitik”.

    La storia si ripete indisturbata da millenni: di qua Antigone che per rimettere ordine una realtà sociale e politica disarmonica, che permette che una persona cara venga lasciata insepolta in pasto ai mastini del potere, si batte fino allo sfinimento, di là i Creonti incravattati ella “ragion di stato”, per i quali l’ordine è rappresentato dagli inalterabili equilibri tra le sfere del potere … i brutali assassinii di Giulio, Ilaria, Stefano Cucchi, per loro sono solo fastidiosa polvere da nascondere sotto il tappeto buono della realpolitik.

    Scomparendo il ricordo, così pensano i Creonti, sparirà anche il fatto. Anaffettivi, per affetti alterati e scelte di vita,  non hanno tenuto conto della memoria affettiva che rimane in chi vuole la verità e chiede di vedere i volti di chi ha ordinato, torturato, ucciso.

    Verità e punizione dai colpevoli: questi sono gli unici farmaci per lenire lo strazio di una morte assurda, come assurde sono le intenzionalità che portano alla scempio, come assurde sono le motivazioni di chi sa e tace, o peggio non vuole neppure sapere, come non volle saper nulla Paolo VI della strage dei sacerdoti pallottiniani avvenuta durante la dittatura finanziaria, cattolica e militare in Argentina. Come ricorda il giornalista argentino Horacio Verbitsky quando Massera si disse mortificato per il “piccolo errore” Montini non trovò nulla di meglio da dire che «si trattava di un episodio ormai superato» e augurò un «futuro di pace e prosperità per l’Argentina».

    C’è da scommettere che fra qualche tempo, fuori dai riflettori degli informatori mass mediatici complici di ogni infamia, verrà messo in scena lo stesso stolido “gioco delle parti” in cui, sul corpo straziato e insepolto di quel ragazzo, si firmeranno accordi che gli informatori mass mediatici continuranno a definire “accordi politici” ma che sono e saranno sempre complicità finanziarie.

    Chi è Antigone nella tragedia di Giulio Regeni la sappiamo: il padre e la madre del ricercatore – mandato allo sbaraglio senza neppure avvertirlo del reale pericolo a cui andava incontro – che si appellano al diritto di natura ovvero alle leggi etiche della eusabeia, della pietas, condivise dalla comunità degli umani. Quelle leggi di natura a cui si appella anche l’Antigone sofoclea «le leggi non scritte e incrollabili degli dei. Non soltanto da oggi né da ieri ma da sempre esse vivono, da sempre: nessuno sa da quando» .

    Sappiamo anche chi sono i Creonti: sono coloro che con i loro sofismi impongono un capo espiatorio capace di ristabilire quell’ordine che in realtà è uno stato delle cose che occulta e protegge i loro sporchi interessi  «Il sofisma di Creonte, – scrive Cesare Molinari nel suo saggio Storia di Antigone  – eterno sofisma di tutte le ideologie, e particolarmente di quelle dei gruppi dominanti, consiste non solo nel ritenere i valori proposti validi in assoluto, ma altresì nell’affermazione che il corpus  di questi valori costituisce l’ordine, e che al di fuori non si dà che caos e rovina.»

    Si lo sappiamo chi sono i Creonti: tutti coloro che non fermeranno il mondo per ripristinare la verità e le leggi dell’umano e dare così una vera degna sepoltura a Giulio.

     

    25 gennaio 2017

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