• Cuba – Le molteplicità dell’essere e del non essere

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    Eguaglianza e libertà di pensiero e di espressione non possono proprio percorrere insieme la strada della storia?

    di Gian Carlo Zanon

    Abbiamo deciso che sarò io a rispondere a ciò che ha scritto Roberto Cursi (leggi qui).  Non lo volevo fare, e c’era già chi si era proposto ma, mi hanno fatto notare i compagni di ventura, sembra che questa diatriba sulla realtà cubana e su alcune persone de La Isla sia soprattutto un fatto personale. E allora per smentirli ho deciso di rispondere cercando di rimanere in argomento e di non dare interpretazioni sulle intenzionalità nascoste in questa serie di articoli inviateci da R. Cursi.

    Argomento terrorismo su Cuba: continuo a pensare che la maggior parte di queste “notizie” sugli attentati subiti dagli abitanti cubani, siano vere tanto quanto i falsi attentati di Bruxelles, vere quanto la caduta per cause altre da quelle risapute delle Torri Gemelle e vere come tutto l’armamentario fantastico di cui è solito deliziarci Giulietto Chiesa. Ritengo quindi “fuorvianti e imbarazzanti” non certamente gli incidenti avvenuti ma le “notizie” sulle cause che li hanno determinati.  La leggenda metropolitana del Dengue volutamente indotto è addirittura ri-di-co-la. Ritengo inoltre che eventuali  piccole porzioni di verità non cambino la sostanza del mio giudizio.

    Argomento stretta di mano tra il cosiddetto assassino di Ernesto Guevara e la giornalista Yoani Sánchez : non c’è mai stata , punto. Lo dice anche Roberto Cursi «Se poi si siano scambiati anche una stretta di mano non so dirtelo, e non penso che l’atto in se sia di particolare importanza».

    E qui, devo uscire dalla mia promessa di non giudicare le intenzionalità ed essere molto rigoroso nella critica: ma come nel titolo R.C. scrive Quella “stretta di mano” con Félix Ismael Rodríguez  e poi scrive che non ha alcuna importanza perché, in sostanza, anche se non gliela data è come se gliela avesse data?

    E tutto questo solo per ciò, come scrive Alberto Buitre nell’articolo che Cursi dice di leggere «de ella dijo el militar cubano-estadounidense Felipe Rodríguez alias “Lázaro”,» (che di lei disse il militare cubano statunitense Felipe Rodríguez alias “Lázaro”)?  Ma questo o è un’incapacità di traduzione, o è un delirio, o è un’infamia.

    È come se si dicesse che Ernesto Guevara,  avendo incontrato Sartre, fosse d’accordo con la pedofilia che il filosofo francese difendeva pubblicamente. Ma ci rendiamo conto. Ed è inutile elencare i premi ricevuti dal bloguero mexicano perché Yoani Sánchez ne ha ricevuti dieci volte tanto. Ed è inutile dire chi li ha attribuiti ad entrambi perché il Nobel della pace lo hanno dato anche a cani e porci, tra cui Henry Kissinger .

    Questione Damas de Blanco: le Damas de Blanco sono donne che da anni danno luogo a manifestazioni pubbliche per cercare di denunciare il fatto che mariti, figli, padri, fratelli, sono stati incarcerati e sono da anni nelle prigioni cubane per ragioni politiche. Le ragioni della loro incarcerazione pare interessare poco Roberto Cursi «Anni fa il movimento è nato a seguito di quella che fu chiamata “la Primavera negra” perché alcuni dei loro parenti erano stati arrestati (capire poi se alcune motivazioni erano legittime o meno è un’altra storia ancora).» E qui ancora devo essere rigoroso perché se questi uomini siano o meno in carcere per ragioni di rilevanza politica è la sostanza del problema e non un fatto di secondaria importanza di cui si può fare a meno di parlare.  Insinuare una falsità facendo il giochino di dire non dicendo che poi in fondo questi detenuti potrebbero anche essere dei volgari delinquenti è … brutto, decisamente brutto.

    Quindi con quanto scrive ora conferma le ragioni del mio dire «a sentirti,gli scrissi (leggi qui)  –   stringi stringi, queste donne hanno fatto in modo di far incarcerare mariti, fratelli, figli, per poi farsi riempire di soldi dagli americani… lo so che non hai scritto queste parole ma il senso percepito da chi ti legge è questo». E si debbono distinguere nettamente le cause dagli effetti altrimenti il senso degli accadimenti storici viene meno.

     

    L’annosa questione “chi è Yoani Sánchez” : ritengo che sia inutile da parte mia ribadire nuovamente l’idea che mi sono fatto di quella donna che ritengo coraggiosa, intelligente, sensibile e dotata di una elevata onestà intellettuale. Da cosa lo deduco? Dall’unico elemento vero e incontestabile: ciò che scrive. Vale dire i contenuti di ciò che scrive, la forma di ciò che scrive; il suono e il ritmo che io sento in ciò che scrive. Io rivendico di intuire da ciò che scrive la sua realtà umana e di conseguenza penso di intuire l’intenzionalità che anima i sui scritti. Naturalmente potrei sbagliarmi ma, per un “vizio identitario” sono obbligato a fidarmi di ciò che sento e non di ciò che gli altri vorrebbero che io pensassi mostrandomi “prove” che francamente …. Leggete qui questo suo articolo e capirete ciò di cui che sto parlando. Non ho altro da dire su Yoani.

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    … epilogo

    Pochi giorni fa stavo in pizzeria con un amico che ama molto Cuba e la conosce a fondo. Di fronte alle mie critiche sul regime castrista egli mi disse che in nessun paese americano esiste come a Cuba una sanità pubblica gratuita per tutti, una scolarizzazione gratuita per tutti, una casa gratuita per tutti. Per quanto riguarda la casa, ricordo che una quindicina anni fa circa mandai a una famiglia l’equivalente di circa 500 euro. Conservo ancora la lettera di ringraziamento in cui mi si diceva che quel denaro era servito per costruirsi una casa dove andare a vivere degnamente. «Que dio la bendiga, – mi scriveva Miguel Gámesle dè mucha suerte e le desplegue cada dia todos sus bienes».  Quersta lettera, a cui sono  molto affezionato, soprattutto per l’incredibile semplicità di chi la scrive con una bellissima calligrafia, è uno degli inuumerevoli specchi che, nel bene e nel male, riflettono la realtà cubana: comunismo, creligione cattolica, castrismo fanno parte del sincretismo culturale di un popolo che non ha gli anticorpi per difendersi da ciò che gli yankees dei palazzi di vetro, in accordo con i nipotini di Fidel, stanno preparando per loro.

    Per ciò che riguarda sanità e scolarità sono sicuro che in questi anni il governo cubano abbia fatto del suo meglio per mandare avanti le due istituzioni nel migliore dei modi. Sono anche sicuro che moltissime persone all’interno delle istituzioni siano corrotte e usino il loro potere con lo scopo di sopraffare i loro concittadini per farse i loro porci comodi. E questo della denuncia della corruzione endemica è un altro valore aggiunto nel lavoro di  Yoani Sánchez. Lei per lo meno scrive ciò che vede cioè la verità nascosta nella realtà data e non i dati folcloristici locali.

    Tornato a casa mi è venuta la domanda che avrei dovuto fare all’amico della pizzeria: ma per dare ai milioni di cittadini cubani sanità, scolarizzazione, e abitazioni gratuite è proprio necessario proibire la libertà di espressione politica e libertà di denunciare chi abusa del proprio potere? Le due cose non possono andare insieme? Eguaglianza e libertà di pensiero e di espressione non possono proprio percorrere insieme la strada dellla storia?

     

    In queste domande c’è sempre una “voglia di verità” …  ci sono molti individui a cui la verità dà fastidio e preferiscono, come tutti i credenti, costruirsela da soli con i giochetti della mente. Con questi giochetti, la propria “verità” confezionata su misura diviene l’unica realtà vera. Ma non ci si accontenta di avere per sé questa “verità/realtà” si vuole anche costringere gli altri ad aderire a questa realtà adeguata, a suon di alterazione del senso del reale. Il soggetto agente ha bisogno di rendere congrue le proprie fantasticherie. Una menzogna condivisa con altri diventerà poi una verità/realtà.

    Mi rendo conto che tutto questo potrebbe essere addebitato a me stesso, che, per una falla della mente, potrei essere io colui che  crea una verità fittizia e, visto che scrivo pubblicamente, potrei essere io quello che cerca nella comunanza di giudizio una legittimazione. Ma questo ce lo dirà la storia futura.

    Ps. Chiediamo scusa ai nostri lettori per questa diatriba che, a causa dei continui rimandi ai più risulterà quasi incomprensibile. Giuro che questa sarà l’ultima volta che si dibatterà specificatamente su questi tempi su cui ci siamo soffermati anche troppo.

    Leggi qui L’articolo di Roberto Cursi

     

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    • Terrorismo: Gian Carlo Tu definisci gli attentati che ha subito Cuba degli “incidenti”, ma ti rendi conto che affermazione che hai fatto?
      L’unico punto su cui ti do il beneficio del dubbio, è quello sul virus del Dengue, ma solo perché, dopo che è stato scoperto, e confermato anche da terroristi anticastristi -condannati-, non c’è stato un Organismo Internazionale che l’abbia cerificato.
      Per quanto riguarda Giulietto Chiesa, le sue sono solo teorie, mentre per gli attentati a Cuba ci sono i fatti, i processi e le condanne, e anche qui riporto l’esempio dell’aero “Volo Cubana 445 – Wikipedia”, leggilo e dimmi ancora che il tutto è “fuorviante e imbarazzante”.
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      “Stretta di mano”: Gian Carlo, tu scrivi: “non c’è mai stata, punto”. Lo dice anche Roberto Cursi: “Se poi si siano scambiati anche una stretta di mano non so dirtelo”.
      Da quello che si legge non è vero che io abbia detto che “non c’è mai stata”, invece ho scritto che “non so dirtelo”, e lo confermo, perché il mio pensiero è stato il seguente, o che non si siano mai incontrati e quell’affermazione non è veritiera, oppure l’incontro poteva esserci stato, perché nelle tante iniziative pubbliche di Yoani S. a Miami, con politici Repubblcani (e F. Rodriguez era membro di quel partito) e con le tante Associazioni anticastriste (e la sua è tra queste), nel mezzo dei saluti poteva starci tranquillamente anche lui. Ma questo logicamente ha una valenza diversa.
      E visto che Carotenuto l’ha scritto, davanti a ciò non ho l’autorità di smentire affermazioni altrui se non ne ho certezza. Per questo ho scritto “non so dirtelo”.
      Per quanto riguarda la frase che ho messo come titolo -Quella “stretta di mano” con Félix Ismael Rodríguez- lo capisce chiunque che è la sintesi del contenuto del capitolo, dove si parlava della biografia di F. Rodriguez e anche dell’ipotetica “stretta di mano” che, come vedi, avevo messo tra virgolette.

      Damas de blanco: Tu dici che io insinuo “falsità facendo il giochino di dire non dicendo che poi in fondo questi detenuti potrebbero anche essere dei volgari delinquenti è … brutto, decisamente brutto.”
      Gian Carlo vedo che si continua a interpretare le mie parole come meglio vi conviene.
      Ora mi devi dire perché insinuo falsità facendo capire che loro “potrebbero essere dei volgari delinquenti”, ma perché dovete mettere in bocca agli altri i vostri “pensieri”.
      Io facevo riferimento a tutt’altro, e chi conosce la storia di quei prigionieri l’avrebbe capito subito a cosa mi riferivo, mentre chi non la conosce, purtroppo, parte con proprie interpretazioni facendole poi passare per pensieri altrui, e questo è … brutto, decisamente brutto.
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      Y. Sánchez e i suoi riferimenti politici e socio/economici: Su questo argomento, con tutti gli esempi che ti ho dimostrato, dal twitter a Macri, agli articoli che pubblica nel suo giornale, non ho trovato scritto nulla su cui hai espresso una tua opinione.
      Invece continui a ribadirmi tutte le qualità intrinseche di questa donna, che io non ho mai contestato e per l’ennesima volta l’ho anche riscritto nel mio articolo -e devo dire che sono anche stanco di ribadirlo-.
      A me sembra che io “alzi il dito indicando la luna, mentre si fa del tutto per portare l’attenzione sul dito”.
      Per me ci sono due piani: il primo è quello delle sue qualità come donna, giornalista, contestatrice del Potere castrista, che a me piacciono e spero vivamente continui a fare.
      Il secondo è quello della creazione e diffusione nel mondo -da parte di potenti Istituzioni e Associazioni- della sua immagine e battaglia politica, e del suo conseguente “allineamento” politico ideologico al pensiero neoliberale.
      Su questo punto non posso che prenderne le distanze, e se qualcuno mi chiede cosa ne peso, non mi può poi accusare di screditarne l’immagine.
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      Seminario per gli 80 anni di Vargas Llosa: Ricordo che eri stato tu a chiedermi di dimostrarti con prove alla mano il fatto che Y. Sanchez avesse rapporti amicali e di riferimento politico con personalità del pensiero Neoliberale, e nel mio articolo te l’ho dimostrato più che sufficientemente.
      E questa volta la faccio io la domanda: ma cosa ne pensi tu di tutti i rapporti che Y. Sanchez ha con quel mondo?

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