• Tutta la città ne sparla- Endorsement della Chiesa per l’ineffabile programma pentacrociato del M5s

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    Di Giulia De Baudi

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    «Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi, dal lavoro alla lotta alla povertà, nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità». Così affermava ieri sul Corriere della sera  Marco Tarquinio direttore del quotidiano della Cei, Avvenire. Ovviamente molti vaticanisti dalle ginocchia incallite si sono precipitati a dire che la Cei nulla sapeva dell’endorsement pubblicato dal giornale di cui è padrona assoluta. Non sapeva nulla il cardinale Angelo Bagnasco, non sapeva nulla il segretario generale Nunzio Galantino. La classica iconografia delle tre scimmiette vaticane: “non sento”, “non vedo” … “ma veramente! Non ci posso credere!”.

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    Intanto il movimento “trequartista” pentacrociato incassa endorsement e popolarità cattolica e Grillo incarna già il nuovo messia non compreso dai Caifa della curia romana. I mugugni torquemadeschi di un Adinolfi et similia fanno solo parte del solito canovaccio della Commedia dell’Arte clericale che segue solo una regola: la Chiesa cattolica sta sempre con il più forte. Lo ha fatto con Costantino, con Carlo Magno, con Mussolini, con Hitler, con Franco, con Craxi …perché non farlo anche con Grillo? Appunto! La storia insegna.

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    “Tanto rumore per nulla” per un “servitore di due padroni” si potrebbe pensare leggendo l’intervista incriminata in cui il comico fa la parte del servus currens che fa finta di non capire. Ma non è proprio così. I due firmatari dell’intervista, Arturo Celetti e Luca Mazza che mercoledì 19 aprile 2017 su Avvenire lo hanno intervistato. (leggi qui tutta l’intervista)  apparentemente non lo hanno “stanato”, ma…. Si perché a leggere l’intervista, sembra che il comico ligure non capisse molte domande. “Non capiva” soprattutto quelle calde in cui si chiedevano, per esempio, lumi sul suo lezioso pensiero riguardo quella “libertà di far morire gli anziani senza curali”, che alcuni delinquenti male intenzionati chiamano “eutanasia”.

    Non deve aver capito neppure la domanda sul “disumano” sovrappiùdi far fare i figli con l’utero in affitto” perché ha risposto in modo talmente sibillino che la pitzia delfica si è dichiarata folgorata sulla via per Corinto.

    Non ha capito neppure la domanda sull’autodeterminazione del cittadino e sulla sua irresponsabile libertà individualistica… ma, visto come tiene al guinzaglio i suoi sottoposti, questo è comprensibile. Che ne sa lui della libertà individualistica? Eddai ma che domande gli fate!

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    E quando ai suoi dubbi esistenzialistici «Cosa vogliamo diventare? Come saremo?» i giornalisti gli rispondono «Speriamo non prodotti di laboratorio e neppure “scarti” da rafforzare con la “morte per legge” negli impulsi autodistruttivi…» Grillo, non forse non capendo la gravità della comunicazione, fa il vago e parla di reddito di cittadinanza … perché è lì che si prendono i voti. Vedo già milioni di italiani con la bava alla bocca in coda verso le sacre balaustre, tra due schiere pentacrociate, per ricevere corpo di Cristo e “obolo di cittadinanza”.

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    In realtà l’intervista, oltre che un chiaro endorsement vaticano per il M5s, è risultata essere anche un do ut des  “io do affinché tu dia” . Gli intervistatori, mai smentiti da Grillo, hanno parlato della libertà di far morire gli anziani senza curali, hanno “demonizzato l’irresponsabile individualismo e la folle autodeterminazione del cittadino incapace di difendersi dai propri impulsi distruttivi;  poi ovviamente non poteva mancare il tormentone sulla “disumanità dell’utero in affitto” e sulla “morte per legge” degli scarti sociali, alias eutanasia.

    Un bel modo per amplificare – grazie alla propaganda fide avvallata da Grillo (se non critichi ti allinei) – l’ingerenza cattolica sulla politica e sulla società italiana.

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    21 aprile 2017

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