• Non so voi ma io ora sono single, politicamente single

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    di Jeanne Pucelli

     

    Oggi mi sono scoperta single … politicamente single. Non è che questa condizione esistenziale mi addolori particolarmente, mi fa solo vivere il clima politico in modo “strano”.

     

    Negli scorsi anni mi ero politicamente “innamorata” di politici che in seguito si sono rivelati, se non proprio sordidi, quantomeno squallidi. Vedi il presidente della Regione Puglia che si è messo a fare i capricci e ha deciso di andare a farsi una casetta in Canadà con l’amore suo. Oppure il suo padrino politico che è finito a far da testimonio di nozze a Valeria Marini; poi c’è quell’altro che tra uno sciopero della fame e uno della sete, ha  aiutato per anni Berlusconi a rimanere in politica mentre la sua amica, quando era Ministro dell’Interno, dava segni di evidente stato di demenza senile e non sapeva neppure cosa accadevanel bagno di casa sua.

    Per farvela breve in questi anni sono passata da una catastrofe politico-affettiva ad un’altra. Catastrofi che se da una parte mi hanno lacerato, dall’altra mi hanno consentito di aprire gli occhi sulla realtà vera dei politici che, teoricamente, si inscrivono nella sinistra.

    Se finora gli innamoramenti politici erano tipo quelli adolescenziali, in cui mi tuffavo mani e piedi, ora, come dire, ho messo tra me e quegli umanoidi “la giusta distanza” e mi sono inforcata un paio di occhiali, tipo quelli di Superman, che danno la super-vista.  

    Con questi occhiali, divenuti un’appendice del mio Io,  ogni giorno vivo la triste ma reale esperienza della visione della politica… e, nonostante la tristezza opprimente, ho deciso di bere questo amaro calice fino in fondo, costi quello che costi.

    Cosa vedo? Vedo i politici di professione aderire solo alle regole del gioco che li fa vincere; vedo individui dallo sguardo vacuo che cambiano idee a secondo del tavolo in cui ci si siede e a secondo della “situazione politica”. Vedo esseri assurdi, contenti di essere lusingati da una marmaglia elettorale che li assume a leader purché ne eseguano i taciti comandi. Uomini e donne che hanno perduto il senso della decenza; individui loschi dai princìpi relativi, adattabili alle circostanze, come gli indumenti che si cambiano seguendo le stagioni.

    Li vedo come quegli alieni dei film di fantascienza che mutano la loro forma per assomigliare agli umani ed ingannarli. Tanti piccoli Zelig a cui basta l’odore della platea per cambiare il loro linguaggio e plasmarsi ai desiderata subodorati in quell’istante.

    Mi consolo pensando che forse, tutto sommato, in ultima analisi, non mi sono certamente messa in gramaglie; e , forse, alla fine sono stata io ad utilizzare gli “amori politici” per i miei fini reconditi … come succede spesso con gli uomini, che credono di , e invece… .

    No, non mi sono messa in gramaglie, sono andata a trovare Civati, nel suo Blog, ma dopo un po’ mi  anno-i-a-va  da morire. Non c’era trippa per gatti.

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    E allora come disse quel simpaticone di Nanni Moretti, quando era ancora simpatico, in questo periodo di essenziale solitudine politica faccio cose, vedo gente, esco, frequento, incontro.

    Faccio cose come vedere politici in televisione; vedo parlamentari e ministri  a incontri e congressi; esco per incontrare qualche deputato intelligente e preparato come alcuni ex parlamentari del M5s; frequento, su face book, qualche radical chic, ma solo per prenderlo per i fondelli; incontro persone che affollano convegni politici et similia.

    Intanto queste  dannate lunettes continuano a farmi vedere il tono un po’ troppo gigionesco di Pippo Civati, l’inconsistenza umana di Matteo Renzi, il grigiore del suo sottosegretario intento a, come dio comanda, far sfornare alla moglie uh figlio all’anno, i vaneggiamenti logorroici di Vendola, la falsità di Fabrizio Calderon de la Barca, che ora ha scoperto la grandezza politica di Craxi.

    Con questi maledetti binocoli vedo anche la menzogna nei discorsi di chi, solo a parole, si fa difensore degli ultimi e di chi gioca al poliziotto buono per recuperare chi, disgustato dai politici sinistri, cerca di trovare dell’altro che non c’è più in politica.

    Con questi dannati occhiali vedo che il compromesso politico non è un errore di percorso ma una prassi normale; vedo una scissione talmente incistata da far dire ad un politico una frase per poi smentirla un minuto dopo …  e senza neppure accorgesene. Vedo i politici affermare sullo stesso argomento cose a secondo delle persone che incontrano: fare discorsi rivoluzionari ai rivoluzionari e discorsi conservatori ai conservatori.

     

    Eppure fino a pochi mesi fa non ero così. Fino a ieri mi lasciavo andare e “vedevo” nel politico di cui mi innamoravo cose interessanti … che forse non c’erano. Poi, come nell’amore, all’illusione seguiva la delusione, poi un’altra storia, e così via. Niente di serio, intendiamoci: solo qualche pomiciata ai convegni,  lui sul palco ed io in platea,  e qualche cena insieme … lui dentro lo schermo ed io a tavola, sola,  davanti a spaghetti fumanti. Insomma, pur rimanendo fisicamente distante, mi “mescolavo”.

    Ma forse l’illusione ripetuta e ripetuta è stata alla fine vitale e comunque je ne regrette rien . Una volta un saggio amico mi ha detto che sono meglio i rimorsi che i rimpianti. Innamorarsi sta nella natura delle cose, non è poi tanto grave. Dopotutto non mi sono certo innamorata di Berlusconi o di Casini …

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    L’uscire con le ossa rotta da un innamoramento, se ne è a valsa la pena, non può essere visto solo tragicamente e nessuno può dirmi che non mi dovevo innamorare di Tizio e di Caio e di Sempronio. Rivendico i miei innamoramenti perché mi hanno dotato di una visione dell’altro più profonda, e ora so che un altro Bersani non mi farà più innamorare,  come ora non mi fanno innamorare Civati e Cuperlo pur se sono, penso, spero, di gran lunga migliori del bischero fiorentino. Diciamo che ora sono “politicamente single”.

    Sono single perché dopo l’ennesima delusione è successo qualcosa. Le “larghe intese” proprio non le ho digerite. C’è stata una apertura d’occhi, una separazione … tutto quello che, appunto, succede a chi si innamora e poi viene deluso. E allora che si fa? non ci si innamora più?

    Non so. si vedrà, qualcosa succederà … è sempre successo qualcosa.

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    • Come ti capisco!!!!! Anch’io ho seguito il blog di Civati un periodo e poi mi sono annoiato! Quante chiacchiere su niente! Anch’io conosco dei parlamentari del M5S con cui mi sono confrontato e che seguo con piacere. Allora aspettiamo un’altra storia d’amore. Intanto vedo meno la tv e sto studiando lo spagnolo. Vado alla ricerca di nuove storie, per capire anche la storia italiana.Ora mi affascina la storia di Cuba. Il socialismo di Cuba si basava sulla realizzazione materiale, non sulla realizzazioni delle esigenze ( come tutta la teoria marxista). E’ una idea che ho rubato oggi ad una intervista ad uno psichiatra. Però mi ha fatto capire e vedere che a Cuba stanno cercando di cambiare la realtà dall’interno, nonostante le difficoltà economiche che hanno. Stanno nascendo tanti blogger che vogliono cambiare la loro vecchia rivoluzione con un’altra rivoluzione, ma fatta dai giovani cubani. Ho la sensazione che nel mondo ci si è accorti che la realtà materiale è fondamentale per l’essere umano, ma non è più sufficiente. C’è una evoluzione culturale, è inarrestabile, come le primavere arabe. Forse sono troppo ottimista, ma se non si è un pò folli non ci si innamora più!
      Grazie Jeanne, ogni articolo è uno stimolo per innamorarsi di qualcosa di più.

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