• L’arte del “sentire” nelle periferie politiche

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     di Gian Carlo Zanon

     

    Esiste da sempre una frontiera intenzionale tra le periferie e i centri sinistra. Nelle periferie si muove la “base” cioè il corpo senza parola dei partiti. Nei centri vivono coloro che sono la mente di quei corpi senza voce. Rischio e ripropongo un tema che ormai è divenuto di una banalità assoluta: tra la periferia e il centro dei partiti di sinistra si è consumato negli ultimi anni uno strappo culturale enorme che sarà molto difficile ricucire.

    Lo strappo più vistoso è tra ciò che vive il corpo della sinistra e ciò che pensa la sua mente. Nelle dimore di quelle periferie s’aggirano le passioni sociali e politiche nutrite dal contatto giornaliero con la realtà umana. Nelle stanze delle segreterie s’aggira, l’astrazione, il compromesso, la “ragion di stato”, la sete di potere, l’inganno, la sopraffazione e, ovviamente, il denaro.

    Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla camera si è dimesso. Ha lasciato il suo partito sbattendo la porta  dicendosi indignato per alcune frasi  … frasi che non devono essere piaciute a molti altri esponenti  di Sel visto che è iniziata una migrazione verso un luogo non ben definito. Nichi Vendola dice che stanno andando verso il Pd renziano accalcandosi sul carro del vincitore. Vendola però, avendo reso palese il suo modo di far politica stile “a Frà che te serve” in quella famosa telefonata a Girolamo Archinà, è quantomeno poco attendibile.

    Ci ha pensato quel genio di Fabrizio d’Esposito del Fatto Quotidiano a “svelare il mistero”,  rivelando, tra il serio e il faceto, le “trame” che vedrebbero lo psichiatra Massimo Fagioli al centro dei “complotti” a sinistra del Pd.

    Peccato che però il giornalista non ne azzecchi una, rischiando anche qualche querela da parte dello psichiatra, che oggi su TgCom24 “Fatti e misfatti”, durante un’intervista fattagli da Paolo Luguori, che, giustamente si dichiarava “molto confuso” da ciò che legge sulla politica, ha detto chiaramente che Il Fatto quotidiano lo sta «attaccando e insultando dall’anno scorso , da ottobre (…) con diffamazioni, con bugie, menzogne (…)»

    In effetti il d’Esposito mente per la gola scrivendo «Anche Migliore, napoletano, era un fagiolino e frequentava le lunghe sedute di questo eretico della psiche e dell’anima veneratissimo nella Capitale ma pressoché sconosciuto nel resto del Paese.» E qui si vede tutta la perfidia del giornalista che diffonde il suo veleno: “La teoria della nascita” cardine delle scoperte di Massimo Fagioli racchiuse nei suoi ormai innumerevoli libri, non solo è conosciuta nell’ambito accademico nazionale, ma fa parte di molti corsi di insegnamento nelle nostre Università. Inoltre i suoi libri hanno dimora: nella biblioteca centrale dell’Università di Harward, nella Biblioteca dell’Università di Fortaleza, in Brasile, nella Public Library di New York, alla Biblioteca Centrale di Vienna, nella  Buecherein Wien e in altre piu di cento biblioteche in tutto il mondo, come la Biblioteca Nazionale di Parigi e la Library of Congress di Washington.

    Contrariamente a ciò che scrive d’Esposito: Gennaro Migliore non ha mai frequentato l’analisi collettiva; Luca Bonaccorsi non è né la mente né il piede editoriale di Left; Fagioli non ha mai detto quelle frasi offensive su Vendola che il giornalista gli attribuisce e che sono state già smentite da La Repubblica anni fa; ecc. ecc..

    Ho narrato ciò che sta succedendo a Sel soprattutto per cercare di spazzar via i gas maleodoranti di un giornalismo d’accatto in cerca di gloria e di denunce, ma anche per dire del distacco di chi, come Migliore, sta ancora una volta dissolvendo il partito che sta all’estrema sinistra del panorama politico italiano. Questo molti militanti delle periferie politiche non lo hanno capito, e in mancanza di vere e proprie spiegazioni da parte dei fuoriusciti, si sentono abbandonati e forse anche traditi da chi, apparentemente, non si cura minimamente della loro sorte.

     

    Poche ore dopo le dimissioni di Migliore Rosa Rivelli, una militante di sinistra di Ferrandina, che ha rivestito vari incarichi politici nel partito che è andato via via trasformandosi da Rifondazione Comunista  a Sinistra Arcobaleno,  e poi in Sel, ha reagito in un modo inusuale a quello che, io penso, lei ha vissuto come un abbandono. Rosa Rivelli ha scritto una poesia. La poesia si intitola Pugni al cielo li chiami. In questa poesia (che potete leggere qui), Rosa si rivolge al figlio, ma non solo. Si rivolge, sorridendo e tremando a chi cammina « …in questi giorni difficili,/offesi dalla fabbrica del provvisorio/che forgia umanità stranite, /saccheggiate di senso del tempo,/stagioni turbate/dalla voracità costretta del presente».

    Rosa Rivelli che ha ancora “un’assurda” fiducia nel genere umano, scrive a noi che «É l’odore bambino (…)  che mi tiene sveglia.» e ci parla di «quest’ultima lacerazione,/con un ago piantato nel respiro/e le ginocchia molli.» e alla fine ci, e gli regala la sua « bandiera rossa…».

    Quella di Rosa Rivelli non è una bandiera rossa qualsiasi; non è una bandiera ideologica; non è una bandiera rossa perché inzuppata di sangue da ragioni di stato; è la sua bandiera che odora di bambino. La bandiera di chi come lei continua, “assurdamente”, a pensare che il fossato tra corpo e mente, tra periferia e centro, tra silenzio e parola, possa essere colmato da una possibile umanità che si manifesta «tra la curva pensosa della bocca/ e l’abisso dolce dei tuoi occhi nocciola».

    E Sisifo insegna, scriveva Albert Camus «la fedeltà superiore che rifiuta gli dei e solleva i macigni.(…) Anche la lotta verso la cima basta e riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice».

     

    23 giugno 2014

    3 giugno 20

    Il “caso Migliore -Fagioli” lo potete seguire su Segnalazioni

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    • bellisimo…Giancarlo..

    • Grazie infinitamente Gian Carlo! Mi da molto e mi arricchisce sapere che tu abbia saputo leggere “lo smarrimento”.. ,E mi rimanda positività, nonostante la “durezza” con la quale ci dobbiamo confrontare a viso aperto. Un nuovo umanesimo abbiamo detto nel nostro incontro..io ci credo molto.
      Rosa

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