• La verità … a mia immagine e somiglianza

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    di Nora Helmer

    Vi ricordate il ritornello dell’era mediana del berluscocene? “Berlusconi fa le leggi ad personam” . E tutti i sinistrorsi a gridare allo scandalo! E tutti i destrorsi a gridare che non era vero! Ora di questi scandali non se ne parla più. Si sa lo scandalo nasce da ciò che stupisce,  se fosse stata vera la nascita di un essere umano dallo Spirito Santo sarebbe stato uno scandalo e invece … quindi un fenomeno per scandalizzare deve avere delle caratteristiche che spiccano e disarticolano equilibri etici ed estetici ben consolidati.

    Ora chi si stupisce più di leggi ad personam? La stragrande maggioranza dei politici inseriti che bivaccano nelle circoscrizioni, nei comuni, nelle sedi regionali, nei due rami parlamentari, occupano non tanto gli scranni, quelli servono solo per le pantomime ufficiali, ma sale e salette dei luoghi deputati nelle quali aspettano il lobbista di turno che chiederà una leggina, un emendamentino, la modifica o la soppressione di una regola esistente di qualsiasi genere, in poche parole un privilegio. In cambio il privilegiato sarà munifico col politico che fa parte integrante del sistema. Il ventaglio dei privilegi è amplissimo: si parte dalla licenza di fabbricazione di un pollaio richiesta da un contadino al cugino di secondo grado consigliere comunale, si transita attraverso norme urbanistiche da eliminare, per far un favore a un gruppo di palazzinari, e si giunge alla trattativa tra Stato e Mafia. Esemplare l’atteggiamento del Pd, ora guidato da Renzi che, come scriveva due giorni fa Beppe Lopez su Il Fatto.it, si è adattato ad essere mera manovalanza del potere finanziario.

    Ricordo il mio stupore durante le prime puntate della berlusconeide, quando il Cavaliere, ora disarcionato, e i suoi accoliti, chiedevano con veemenza e sicumera leggi che potessero favorire i loro interessi personali. Ora non mi meraviglio quasi più. L’altra sera però mi sono un po’ intristita quando su Blob, che aveva dedicato un numero monografico al Ministro Boschi, l’ho vista davanti a re Giorgio mentre prestava giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.» Che dire, forse la Boschi pensa che il per bene della Nazione si debba eliminare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, modificare la Costituzione che ha giurato di difendere, e fare ciò che, secondo lei, porta avanti non per se stessa ma «… nell’interesse esclusivo della Nazione.»

     

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    E qui entra in ballo l’alienazione di sé sulla realtà circostante … cioè quella dinamica psichica per la quale ciò che è verità per se stessi  deve divenire verità sacrosanta anche per gli altri.

    Mi ha insegnato un’amica psichiatra, che molto spesso la proiezione di sé è talmente inconsapevole da trasformarsi in “pseudologia fantastica”. Vale a dire che alla fine l’individuo che entra in questo delirio, crede veramente che i suoi desiderata combacino perfettamente con ciò che anche gli altri vogliono ardentemente. Ormai spessissimo udiamo i politici ripetere “gli italiani vogliono questo e quell’altro; i cittadini del nostro paese ci chiedono queste o quelle leggi; il popolo ci chiede le riforme costituzionali ecc. ecc.”. A me non risulta. A voi risulta? E allora o sono assurde menzogne o si tratta di pseudologia fantastica.

    Ma questa alienazione di sé, in negativo, che spesso tracima in casi cronici di pseudologia fantastica, non appartiene certamente solo al mondo della politica. Le intenzionalità consce e inconsapevoli delle persone che non sanno porre un limite tra sé e la realtà-verità delle cose, troppo spesso invadono il reale divenendo per l’individuo disturbato, “verità universali”.
    Ci sono casi di filopedofili famosi, come Sartre, Simone de Beauvoir e Michel Foucault che nel 1977 firmarono un famoso manifesto, in cui, in nome della “liberazione sessuale” esigevano la depenalizzazione dei rapporti con minori, bambini compresi. (Leggi qui)

    Nel mondo della psicanalisi freudiana e junghiana la proiezione delle proprie grette convenienze personali, impera. Basti pensare a Carl Gustav Jung che nel periodo nazista, seguendo le orme di Heidegger, affermava: «L’inconscio ariano dispone di un potenziale più elevato di quello ebraico». Nel 1930 Jung fu nominato presidente onorario della Associazione tedesca di psicoterapia. Con l’avvento del nazismo, nel 1934 questa Associazione, cui in precedenza aderivano parecchi psicoterapeuti ebrei, fu sciolta e ne fu creata dai nazisti un’altra, con Jung presidente. Jung fu, con il professor Göring, cugino di Hermann Göring, il delfino di Adolf Hitler, redattore capo della rivista “Zentralblatt fur Psychotherapie”, un periodico di matrice nazista internazionale.
    E che dire di Freud e dei suoi epigoni che che hanno proiettato la propria patologia, intrisa di stolidità, su almeno quattro generazioni di esseri umani convincendoli della loro aggressività geneticamente preordinata. A Einstein che in una lettera gli chiedeva cosa ne pensasse della guerra (leggi qui) Freud rispondeva «Con un po’ di speculazione ci siamo convinti che la pulsione distruttiva – che per Freud è natura umana – opera in ogni essere vivente e che la sua aspirazione è di portarlo alla rovina, di ricondurre la vita allo stato della materia inanimata». Una fotocopia dell’essere paer la morte di Martin Heidegger!!!

    Lo stesso vale per il difetto di pensiero di Cesare Lombroso che stando dalla parte dell’occupante sabaudo affermava, anticipando il razzismo padano, l’inferiorità mentale dei meridionali «infidi, pigri e riottosi; razza maledetta dal cranio anomalo».

    Il passaggio dalla psichiatra alla scienza positivistica propriamente detta è presto fatto. Una parte di essa, in silenzio, prosegue nella ricerca della comprensione delle realtà che compongono il reale per poterle dominare e rivolgerle verso il bene dell’umanità intera. Pensiamo ad esempio alla ricerca sul cancro e sulle altre patologie mortali .

     

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    Un’altra parte, rumorosamente, vive immersa in un brodo di glamour in cui religione, illuminismo, cultura psicanalitica, utilitarismo, mischiano i loro umori producendo pseudo teorie scientifiche che attraverso la propaganda di media compiacenti devastano la cultura. Grandi industrie farmaceutiche inventano, ad personam, nuove patologie psichiatriche che la loro medicina miracolosa naturalmente guarisce; imbonitori con serie patologie sessuali e studi dalle pareti infestate da lauree, convincono donne e uomini impensieriti dalle loro “defaillance sessuali”, come l’impotenza o la masturbazione protratta fino alle soglie della vecchiaia, che questi eventuali “piccoli inconveniente di rapporto con l’altro sesso” sono semplicemente la verità della specie, impedendo ai loro pazienti di cercare di realizzare la propria sessualità e quindi la propria piena identità umana.

    Una volta un’amica mi raccontò che sconvolta per il tradimento del compagno, che era nativo di Cuba, andò a chiedere aiuto ad una psichiatra che le disse subito “ cara signora lei se ne deve fare un ragione perché nella cultura cubana è normale che l’uomo tradisca la propria compagna”. Ebbene questa mia amica poi seppe che la psicoterapeuta era sposata con un cubano e che portava in capo, coscientemente,  un meraviglioso palco di corna.
    La psicoterapeuta aveva alienato la propria castrazione e impossibilità di separazione sulla mia amica convincendola che quella era la verità dello stato delle cose … inseguendo la propria verità aveva trasformato la paziente a propria immagine e somiglianza.

    13 ottobre 2014

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    • Vi seguo con una certa assiduità da quando (volontariamente o involontariamente) mi sono “separato” da mia (ex) moglie (e con dolore dalla mia unica figlia, -qui ed ora, convivo con un’altra compagna- quasi, la precedente relazione con una donna -non è stata l’unica relazione della mia vita- quasi, come fosse una ferita aperta diffcile da rimarginare). Tant’ è, che ieri -non ho più alcuna relazione con mia (ex) moglie, a parte mia figlia- ho risentito quest’ultima, a telefono, per la prima volta, ho riascoltato la sua voce, ieri dopo “due anni di silenzio”.

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