• Gesù, ovvero l’invenzione del dio cristiano- Recensione

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    di Giulia De Baudi

    Certo fa un po’ impressione  prendere tra le mani il libro di Flores d’Arcais, dove, sulla copertina rossa, spicca la parola Gesù. Subito dopo però, leggendo il sottotitolo, L’invenzione del Dio cristiano, il giudizio subitaneo si affievolisce. L’autore di questo piccolo/grande libro, di esplicita volontà divulgativa, vuole «… fare giustizia di ogni pretesa di storicità dogmatica che si è affermata dal Concilio di Nicea in poi».

    Questo lavoro, scrive tra le righe l’autore, è stato scritto in contrapposizione al libro di Ratzinger Gesù di Nazareth uscito nelle librerie nel marzo 2011, che invece afferma, tra le altre cose, la storicità assoluta dei contenuti del documento niceno. Il Credo, o Simbolo, niceno, redatto nel 325 sotto dettatura di Costantino I e poi corretto, nel 381, da Teodosio, nel Primo Concilio di Costantinopoli, recita così :

     

    «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: – Dio da Dio – ),(…) Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; (…) Per noi uomini, e per la nostra salvezza, discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. (…) Coloro poi che dicono: “C’era (un tempo) quando (Gesù) non c’era”, e: “Prima di essere generato non c’era”, e che dal non essente fu generato o da un’altra persona o essenza dicono essere o creato, o trasformabile o mutevole il Figlio di Dio, (costoro li) anatematizza la Chiesa cattolica. »

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    Nel Credo niceno, che finisce con tanto di maledizione per chi non aderisce al suo dogma, vi è condensato tutto ciò che i cristiani devono, obbligatoriamente, credere di Gesù. Vale a dire che A) Gesù è stato concepito dal dio monoteista e da Maria; B) che è della stessa sostanza del padre; C) che è morto crocifisso e che dopo tre giorni è risorto e salito al cielo mediante apoteosi, come, nei miti greci e romani, usavano fare alcuni mortali chiamati dagli dei a divenire divinità e poi oggetto di culto. Vedi i miti di Asclepio il medico semidivino e Romolo primo re di Roma che fanno parte di questi fortunati ascesi al cielo tramite apoteosi.

    Anche la copula mistica fra divinità e donne mortali era abbastanza normale nei miti greci, ad esempio Zeus ingravidò Leda in sembianze di cigno, e, poi, in forma di pioggia d’oro, si unì a Danae, generando così l’eroe semidivino Perseo. Anche Ismene, come Maria, madre di Diòniso, non vede il divino amante che la ingravida, perché Zeus è invisibile come il dio delle tre religioni monoteiste che prende il nome dal padre degli dei olimpici in quanto il genitivo di Zeus è Dios, ed entrambi hanno gli stessi epiteti e caratteristiche: Dio significa “il luminoso” e Zeus è “lo splendente”.

    Madonna_del_parto_piero_della_Francesca Madonna del Parto – Piero della Francesca

     

    Leggendo le prime pagine del suo libro si ‘vede’ un Flores d’Arcais piuttosto infastidito da un Ratzinger il quale, «pretende di fare anche opera di storico, e addirittura di “giungere alla certezza della figura veramente storica di Gesù».

    Certamente si può, e da esseri pensanti si deve, essere d’accordo con l’autore del libro, ma viene anche da chiedersi che senso ha, in fondo, mettersi a contraddire uno che se ne va sempre in giro con le babbucce e un copricapo rosso fiammante e un vestito bianco con tanto di mantellina svolazzante come se fosse la cosa più normale al mondo. Verrebbe da chiedere a Flores d’Arcais: “ scusa, ma ti piace vincere facile? E non lo sai che intraprendendo un colloquio con uno che afferma cose assurde devi entrare nella sua credenza dogmatica?”.  Basterebbe l’assenza totale di fonti storiche documentarie, vergate nell’anno zero dell’era cristiana-occidentale, che attestino l’esistenza di questo fantomatico Gesù, per chiudere qualsiasi discussione sulla storicità di colui che Ratzinger chiama ‘figlio di dio’. Inoltre per affrontare una dialettica sull’argomento si dovrebbe assumere come dato reale anche l’esistenza della divinità che informa le tre religioni monoteiste.

     

    Invece no, ci si accorge che ci si era sbagliati: Flores d’Arcais  ci  vuole parlare della invenzione del Dio cristiano da parte di un nugolo di personaggi storici, i quali hanno preso un povero cristo morto come un infame schiavo sulla croce, e lo hanno pian piano divinizzato. E questo per i loro scopi di potere e di dominio sulle menti dei sudditi/proseliti.

    L’autore con questo suo lavoro  introduce il lettore nelle mille e mille divergenze teologiche e nei mille cristianesimi che sono poi confluiti in una religione dogmatica e coercitiva voluta e protetta dall’imperatore Costantino, e resa unica religione di stato, e quindi obbligatoria, nel 380 dall’editto di Teodosio: « (gli) stolti eretici(..) incorreranno nei castighi divini e anche in quelle punizioni che noi vorremo infliggere loro».

    Questo libro di Flores d’Arcais, svela la malafede millenaria della Chiesa cattolica che ha negato, anche nell’ultimo libro di Ratzinger,  la vera storia del cristianesimo, cha si sviluppa da un sincretismo di culture ed i religioni che si incontrano nel bacino del Mediterraneo. Queste religioni parlavano della resurrezione del corpo, di chiara provenienza iranica, idea estranea  all’ebraismo delle origini.

     

    Per capire meglio il divenire culturale di centinaia di religioni salvifiche, tra cui il culto di Mitra, sono di estrema importanza quei manoscritti del mar morto, – non citati da Flores d’Arcais -scoperti nel 1947 presso la località di Qumran, che hanno arricchito la nostra conoscenza relativa ai movimenti dissidenti ebraici esistenti intorno all’anno zero dell’era cristiana. Vi sono buone ragioni per ritenere che i manoscritti di Qumran appartenessero ad una comunità di esseni. Anche se in questi scritti non è stata trovata alcuna allusione alla presenza di figure messianiche, si è ormai certi che questa comunità esprimesse le stesse idee che apparterranno poi al cristianesimo.

    I successivi Vangeli canonici e apocrifi sono chiaramente agiografie di un personaggio mitico chiamato Gesù. Chi fosse non si sa, non esistono fonti storiche che accertino l’esistenza di questo re dei Giudei. A meno che un’agiografia non si consideri storia vera.  Si potrebbe fare un’ipotesi di ricerca: la figura di Gesù non è altro che la concretizzazione di idee religiose e politiche, in divenire, che divengono, dopo essere state snaturate in tre secoli di rimaneggiamenti, figura percepibile solo dal terzo secolo d.C. quando, per l’incontro con la cultura greco-romana, il cristianesimo diventa una vera e propria religione di Stato sostenuta da una codificata iconografia cristiana.

    Il libro, di Flores d’Arcais, anche se piccolo di dimensioni, è incredibilmente ricco e denso di notizie che dimostrano l’acrobatico falso di Ratzinger il quale vuole far divenire la sua credenza personale verità storica.

    In uno dei capitoli, Nascita della Pentecoste,  vi è la descrizione di come, durante delle cerimonie  – che assomigliano molto a quelle che vediamo alla televisione dove pastori evangelici fanno miracoli a ripetizione e dove ogni tanto qualcuno ha una ‘visione mistica’ – alcune persone presenti venivano riconosciute come Gesù risorto, e di come alcuni partecipanti parlavano con un linguaggio che oggi un buon psichiatra potrebbe chiamare schizofasia. Questo linguaggio ‘misterioso’ veniva poi ‘tradotto’ da altre persone in un clima «invasato». Questo fenomeno viene chiamato nel libro glossolalia ed è: «il dono pentecostale per eccellenza: discorsi ispirati da dio in una lingua incomprensibile: la coniazione, talvolta patologica, di associazioni sillabiche prive di senso. La presunta facoltà di pregare e lodare dio in una lingua misteriosa».

     

    Anche colui che, snaturandolo, mischiò il cristianesimo alla cultura greco romana, Paolo di Tarso, considerava la fede follia, e i cristiani dei primi secoli «proclamavano altrettanto orgogliosamente il credo quia absurdum», cioè credo perché è assurdo. Ma absurdum si deve tradurre innanzitutto come stonato,  e poi dissonante, stravagante, dissociato.

     

    Non si capisce perché ancora oggi, nonostante la sbandierata libertà di pensiero, vi sia una cecità tale negli esseri umani che si definiscono credenti. Una cecità che non permette loro di affrontare da esseri pensanti il problema della malafede della Chiesa di cui fanno parte. Certamente questa cecità, che può giungere a stati patologici, quando ad esempio si annullano fatti e accadimenti evidenti, trova il suo nutrimento nell’alienazione religiosa. Ci hanno provato grandi filosofi come Marx e Feuerbach a denunciare l’esistenza negli esseri umani dell’alienazione religiosa, senza spiegare però come nasce, quando nasce e perché nasce.

     

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    Essendo la fede, solo un credere reale qualcosa che ‘esiste’ solo nella mente umana, ora la parola sul fenomeno dell’alienazione religiosa dovrebbe passare alla psichiatria; sono gli addetti ai lavori della psiche che ci devono spiegare il motivo per cui la credenza, vestita culturalmente in migliaia di vesti religiose indigene, è così radicata in quasi tutte le culture del mondo terracqueo.

     

    Il fatto culturale tutto sommato conta poco, ogni manuale di storia della religioni spiega benissimo che le religioni sono funzionali alle società nelle quali si esprimono. Sono funzionali soprattutto alle caste di potere pluto-teocratico delle società in cui si esprimono.

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    Come dire: “se i fedeli credono perché è assurdo, allora crederanno anche che il presidente del consiglio lavora per il bene comune degli italiani”. N’est pas?

     

    12 settembre 2012

     

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    Scheda

    Autore: Paolo Flores d’Arcais

    Titolo : Gesù , L’invenzione del Dio cristiano

    Editore: add editore   

    euro 5,00  

    pagg. 132

    • Lo psichiatra servirebbe a te, perché non ti rendi conto che Qualcuno, in questo preciso istante, sta facendo battere il tuo cuore, un muscolo involontario, mantenendoti in vita (anche se non te lo meriteresti, ma tant’è!), che non puoi prevedere nemmeno quello che ti capiterà tra un minuto, che vivi soltanto per questa vita terrena, che credi di sapere tutto e non sai niente e sei cieco, misero e senza speranza. Tanto per la cronaca, di Gesù hanno scritto anche Tacito, Svetonio, Giuseppe Flavio, ecc., fai delle ricerche accurate prima di parlare a sproposito!

      • Si è vero di questo fantomatico Gesù ne hanno anche scritto Torquemada e Calvino, Savonarola e San Cirillo il mandante dell’assassinio di Ipazia, Woytjla l’amico di Pinochet e Ratzinger il protettore dei clerici pedofili, Sei in buona compagnia con loro e con molti altri malati di mente, che, allora come ora, trovavano una loro congruità sociale in una società intossicata dall’alienazione religiosa che trova la sua forma nelle tradizioni più orribili del dominio pluto-teocratico. Diglielo a quel “qualcuno” che “decide per te” … naturalmente secondo i tuoi inconsapevoli comandi e i tuoi desiderata. Suerte Pablito !!!!

        GDB

    • Hai parlato solo di uomini, di persone, più o meno fallibili, mai di Gesù, che ha fatto (e fa) solo del bene. Gesù ha dato la Sua Vita sulla Croce anche per te, se credi in questo sei salvato. Del resto l’apostolo Paolo scrive che la predicazione della Croce è pazzia per quelli che non credono. Ah, un’ultima cosa: quel qualcuno di cui parli è Gesù, non ho nessun’altro che mi guida, per cui Lui ha già letto quello che hai scritto, non ho bisogno di riferirglielo. Non ti preoccupare, non ti disturberò più.

      • Paolo quando leggo cose simili a quelle che hai scritto su questo commento, la domanda che faccio è più o meno è questa “ma sta parlando sul serio o sta scherzando?” Se sta scherzando ci facciamo una risata, se sta dicendo sul serio la cosa è un po’ più grave. È più grave perché credere in qualcosa che non esiste è perdita di rapporto con la realtà. Perdita di rapporto con la realtà significa difetto di pensiero e anche malattia. D’altronde i credenti vivono di alienazione religiosa, e, fino a cinquant’anni fa, coloro che soffrivano di malattie psichiatriche venivano definiti alienati.
        Susanna

      • Per Paolo e Susanna.
        La religione è un fenomeno sociale consistente e incardinato come una metastasi maligna nella cultura del nostro paese. Si può quindi capire, (capire, non assolvere) Paolo che probabilmente non ha avuto fin dalla tenera età chi gli potesse fornire gli strumenti per avere una lettura critica della cultura egemonica esistente nel nostro paese. Quindi, Susanna, l’homo religiosus credentis semplicis, cioè quella persona che aderendo acriticamente alla religione di stato, non è nel senso tecnico, una persona malata. È solo una persona che trova nella cultura una religione prêt-à-porter che si attaglia più o meno perfettamente al suo pensiero già compromesso dai rapporti umani pre-pensiero verbale. L’alienazione religiosa, àgita dalla pulsione di annullamento, fa di ciò che è ciò che non è, e di ciò che non è ciò che è. In fondo è un pensiero magico reso congruo dalla cultura dominante. Se Paolo invece di ascoltare le agiografie leggesse la storia saprebbe la verità, ma probabilmente non possiede la vitalità sufficiente per fare un lungo lavoro per affrancarsi dalla credenza religiosa cattolica che affonda le radici inconsce nella sua realtà umana contaminata dall’alienazione religiosa. Ora Paolo è una persona religiosa che crede nell’esistenza di un fantomatico Gesù che fa parte della mitologia cristiana come Mitra, che possedeva le stesse caratteristiche mitologiche: madre vergine, padre dio ecc. ecc. , faceva parte delle religione mitraica. Poi c’è quello che crede in Manitù, quello che crede in Brahma, Shiva e Visnù , quello che crede ai marziani, poi ci sono i satanisti, gli spiritisti, ecc. ecc. Il pensiero di ogni individuo è libero di inventarsi qualunque cosa. L’importante è che queste religioni, che sono quasi sempre funzionali al potere, non contaminino con le loro assurde credenze, come succede in Italia, le leggi dello stato. La storia criminale del cristianesimo è lì a dimostrare quanto la religione abbia impedito e impedisce, allora come ora, la libertà di pensiero e di comportamento. Io non ho nessuna intenzione di impedire a Paolo di andar a prendere quell’ostia che egli nel sua mente crede consacrata, non vedo perché molti credenti, forse anche Paolo non so, vogliano impedire, al grido di “Gesù non vuole”, la contraccezione, l’aborto, i matrimoni misti, l’inseminazione eterologa, l’eutanasia ecc. ecc. .
        Quindi Susanna, non si può parlare nel caso di Paolo di malattia mentale … certo che però la frase :

        “quel qualcuno di cui parli è Gesù, non ho nessun’altro che mi guida, per cui Lui ha già letto quello che hai scritto, non ho bisogno di riferirglielo”

        è quantomeno inquietante ..

        Roberto C. (psichiatra)

      • Carissimo Paolo fino a quando ci sara’ gente che spiega le assurdita’ della religione cristiana e tu ti accanisci a contra dire, farai sempre la figura del fesso e del bigotto. Il solo fatto che il vangelo mette per testimone quattro primitivi ignoranti , pieni di rogna , di vermi, di pidocchi , con igiene animalesca , e con odori nauseabondi , dovuti alla vita di caverne di quei tempi , ti dice tutto, mentre il tuo Gesu’ chiamato figlio di Dio per dare la buona novella si spostava con l’asino in pochi km2 , ti ricordo il mio detto: DOVA LA FEDE SI POSA ANCHE LA MERDA DIVENTA ROSA. mago prof. Silva

    • caro paolo
      lo spirito santo ha perso l’infallibilità, e va girando disperato tra le stanze papali,ripetendo a se stesso: sto benedetto dove lo metto?
      ma poi pensando a bergoglio ritrova la calma, ci penserà certamente lui a tirarmi fuori da questo pasticcio,esperto come è di sparizioni e torture.

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