• Grecia, Italia, Europa … come Cile, Argentina, Sudamerica … fermare i lupi di New York e le iene della Troika

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    Grecia: nuovo sondaggio, testa a testa tra Sì e No

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    Nora Helmer

     

    Lagarde, Draghi e Juncker,/fino ad oggi, fino a questo amaro /mese di luglio/dell’anno 2015, /con Merkel, Hollande, Renzi, /iene voraci /della nostra storia, roditori /delle bandiere conquistate /con tanto sangue e tanto fuoco, /impantanati nei loro orticelli, /predatori, infernali, /satrapi mille volte venduti /e traditori, eccitati /dai lupi di New York, /macchine affamate di sofferenze, /macchiate dal sacrificio/dei loro popoli martirizzati, /mercanti prostitute /del pane e dell’aria di Grecia /fogne, boia, branco/di cacicchi di lupanare, /senza altra legge che la tortura /e la fame frustrata del popolo.

    La storia troppo spesso si ripete, se non identica, simile a se stessa. Come nella Commedia dell’Arte, mutano gli attori ma le maschere che caratterizzano i personaggi sono sempre uguali. E identico è il canovaccio che vanno a rappresentare. E identico è lo scenario. Ho rubato interamente I Satrapi, l’ultima poesia di Pablo Neruda (che potete leggere qui) modificando solo i nomi dei protagonisti, la data e il luogo in cui si svolge questa tragedia umanitaria. Il resto è rimasto identico perché ciò che sta accadendo in Grecia è l’immagine speculare di ciò che è accaduto nel settembre del 1973 in Cile e negli anni settanta/ottanta in tutto il Sudamerica.

    E non sono la sola a pensarla in questo modo: il 30 giugno il Il Manifesto titolava un’intervista di Roberto Ciccarelli all’economista Christian Marazzi con queste parole «Il golpe della Troika contro il governo Tsipras» che alla domanda del giornalista «A sini­stra molti fanno il para­gone con il colpo di stato con­tro Allende in Cile. Secondo lei è un para­gone appro­priato?» rispondeva: «Può sem­brare for­zato, ma i ter­mini della que­stione sono que­sti. Nel 1973 i gol­pi­sti usa­rono l’esercito e la Cia. Oggi in Gre­cia indos­sano il doppio petto. Allora, in Suda­me­rica, non si poteva accet­tare un governo demo­cra­ti­ca­mente eletto, e di sini­stra. Oggi non lo si può accet­tare in Europa.»

    A chi pensasse che intervistatore e intervistato sono i soliti orditori di scenari complottistici e degli eversori comunisti trinaricuiti, rispondo subito con un titolo dell’Espresso «Greci, votate per salvare la democrazia» e con il relativo cappello «I grandi economisti sostengono Alexis Tsipras – Piketty, Stiglitz e Krugman concordano sul fatto che dalla crisi greca vi sia solo una via d’uscita: quella di opporsi ai disegni della troika. Che sta portando l’Europa alla fame e lontana dai popoli». Se non bastasse a chiudere la bocca ai millantatori, che declinano le proprie bramosie private aderendo al credo economico neo liberalista, posso sempre citare un articolo apparso ieri sul Sole24ore giornale “notoriamente di estrema sinistra”: «E se alla fine si scoprisse che è la sostenibilità democratica e non quella finanziaria il vero tallone d’Achille dell’euro? » scrive Adriana Cerretelli sul periodico della Confindustria. Poi aggiunge «Una forsennata guerra psicologica condotta con l’arma impropria delle informazioni manipolate oppone il premier Alexis Tsipras ai suoi partner europei, entrambi ansiosi di convincere il popolo greco a giocare la loro partita. Tsipras invita con forza a dire no, a difendere la sua causa e la sua poltrona contro l’Europa che ha orchestrato il tracollo dell’economia nazionale (…) »

    Ora mi domando: coloro che vogliono dare una lezione a Tsipras – e al popolo greco qualora rifiutasse oggi con un secco NO i diktat della banche – come si possono contrapporre a queste verità? Mi domando anche come alcuni economisti e storici possano prendere le parti di coloro che portano le maschere mortifere della Troika divinità finanziaria ebbra di sangue umano. «Cos’altro vuole la Germania? Il sangue greco?  È un intervento gravissimo. Non può e non deve essere il cancelliere, l’interlocutore di Atene. Le trattative le porta avanti la Troika, anche se i greci rifiutano di chiamarla così: Commissione europea, Bce e Fmi. Anzi sarebbe bene che Atene negoziasse prescindendo dal Fmi. Il resto è ingerenza. Qual è il motivo dell’ingerenza?» – chiede Giampiero Calapà  a Barbara Spinelli su Eddyburg, la quale risponde.

    «Si configura come un colpo di Stato di tipo nuovo: una forma di regime change. È un gioco ormai politico, più che economico: creare paura e panico per far cadere Tsipras.» 

    Lo scenario è ben disegnato: golpe di stato mascherato; attacco alla democrazia partendo dalla culla in cui è nata; guerra psicologica portata avanti da economisti e informatori mediatici al soldo delle banche private e della finanza globalizzata. Come in ogni golpe ci sono anche i “desaparecidos” nel senso che si occultano le cause della morte di centinaia di persone tra suicidi e omicidi per i quali sono state usate le armi della malnutrizione, della non assistenza sanitaria, della disperazione.

    condor grecia

    Il Plan Cóndor ordito dalla CIA, agli ordini dei «lupi di New York» di cui parla Neruda, che nel Centro e Sudamerica causò immense sofferenze e decine di migliaia di morti, ora ha un nome ancora sconosciuto e al posto di Nixon e al premio “Nobel per la Pace” Kissinger ci sono altre «iene voraci» che si contendono le menti e i corpi dei cittadini greci. Gli unici a far finta di non avvedersi di ciò che sta accadendo sono i «boia, senza altra legge che la tortura /e la fame frustrata del popolo.» che dall’alto dei loro scranni mediatici oltraggiano la storia che fu e impediscono l’autodeterminazione dei popoli che pur terrorizzati sanno da che parte pende la bilancia dell’umano.

    Oggi vedremo se la consapevolezza che sa distinguere tra gli “uomini e no” sarà più forte della paura generata dei banditori di menzogne che, oltraggiando la memoria di Allende e la lotta di Alexis Tsipras, evocano il terrore dei bisogni materiali che servono per la sopravvivenza fisica con lo scopo distruggere le esigenze umane di eguaglianza e libertà.

    Chissà se e quando finirà questa guerra tra “uomini e no” ci sarà una nuova Norimberga che farà pagare a coloro che hanno tentato di distruggere le istanze democratiche del popolo greco , e a chi li ha sostenuti attraverso la propaganda mediatica, il giusto prezzo della loro infamia.

    In qualsiasi modo voteranno oggi i Greci questa sarà solo una tappa verso la restaurazione della democrazia declinata umanamente che prevede anche uno sviluppo compatibile con le esigenze umane di libertà e uguaglianza.

    5 luglio 2015

     Ascolta la verità sui motivi per cui Renzi e i suoi bravi vogliono distruggere la costituzione

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