• Visita guidata nel gorgo della crisi economica

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    gorgo_acqua

    di Gian Carlo Zanon

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    Chi ha visto la puntata di Presa Diretta di Riccardo Iacona lunedì scorso si sarà, per deduzione,  reso conto  anche di ciò che non è stato detto. Vale a dire che:

    1. A) La crisi è molto più profonda di quanto viene percepito dalla popolazione perché l’informazione mediatica, soprattutto quella televisiva, altera la percezione che i cittadini hanno della crisi.

    1. B) I politici, tutti, nascondono la crisi con una capillare “distrazione di massa”.

    1. C) Quelli come noi di G&N che hanno pubblicato le stesse notizie – ma almeno tre anni prima – di quelle mandate in onda da Rai3, non sono dei deliranti catostrofisti, né dei complottisti compulsivi. Sfido chiunque a trovare delle differenze sostanziali tra ciò che è stato detto – troppo tardi – da Iacona, e ciò che noi abbiamo pubblicato in decine di articoli sin dalle prime settimane dall’apertura del nostro sito online di informazione giornalistica.

    Una risposta al perché sia avvenuto tutto ciò la potete trovare nei quattro articoli dal titolo Crisi economica: Mandanti, Sicari, Guardiani e Sciacalli scritti da  Gian Carlo Zanon, e in altre decine di articoli sulla Crisi economica e sui Crimini economici.

    Mentre Cassandra sapeva prevedere il futuro grazie ad un dono divino, ma forse anche mediante la propria intuizione femminile, noi più modestamente arriviamo alla verità seguendo il metodo deduttivo appreso da Giordano Bruno: se esiste un sistema solare e so che il sole è una stella attorno alla quale girano molti pianeti e satelliti, e io vedo un’infinità di stelle anche a occhio nudo, vorrà dire che esistono “infiniti mondi”. Se decine di amici mi dicono che i figli stanno emigrando, se sotto casa vedo decine di serrande abbassate, se l’inquilino del piano di sotto non riesce da mesi a trovare un lavoro qualunque, non è che posso pensare che porto sfiga alle persone che mi circondano. Giusto? Casomai deduco che la crisi è profonda e generalizzata anche se un minchione di politico dice che stiamo uscendo dal tunnel della crisi economica.

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    Ciò che invece ci accomuna alla profetessa troiana è il fatto che non ci si fila quasi nessuno. Fa niente, la storia, finora, ci ha sempre dato ragione. Dire la verità è un fatto “organico” : o si è fatti così o si è fatti come il minchione di cui sopra che delira guardando nei tunnel.

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    tunnel

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    C’è però un fatto reale a cui finora non avevo pensato : sono ormai cinque anni che si parla di default , di caduta repentina nel baratro, di fine della democrazia, ecc. ma finora non è ancora successo nulla che stravolgesse completamente il mio vivere quotidiano : il mio amministratore continua a darmi uno stipendio, magari bloccato; i supermercati sono pieni di merce, magari in parte invenduta; la benzina non è razionata, ma magari continua ad aumentare; la banca mi ha dato un piccolo mutuo, tremila euro per comprarmi una utilitaria usata, magari di più non me ne dava; la mia fidanzata ancora me la dà, magari più raramente; ecc. ecc.. E allora, mi dico a me stesso medesimo, che minchia vuoi, di che minchia ti impicci … lo so ma è, come diceva mio zio buonanima, una questione d’onore, oppure,  come direbbe Jeanne Puccelli  una question  di onestà intellettuale che si ha o non si ha.

    Questa maledetta onestà intellettuale spinge il pensiero ad indagare ciò che pur non essendo palese esiste per deduzione. E allora rispondo alle mie domande partendo da quel “magari” che fa suonare il campanello d’allarme della crisi che rosicchia ora per ora, giorno per giorno il welfare  a cui ci eravamo abituati e una prosperità raggiunta attraverso le lotte tra le vari parti sociali.

    La lentezza con cui la crisi avanza nasconde la nostra percezione della stessa allo stesso modo in cui non percepiamo il movimento dell’ora nell’orologio; eppur si muove. E allora sono di nuovo diventato Cassandra e mi sono detto, e ora lo dico al lettore, che questa “lentezza”  viene padroneggiata per ovvi motivi. Avete presente un cavallo fremente trattenuto dalle briglie da un fantino capace di determinarne l’irruenza allo scopo di risparmiare le sue forze per la vittoria finale? La stessa cosa fanno i killer della finanza: sanno che se repentinamente svuotano lo stato sociale, ed eliminano i diritti civili e costituzionali, i cittadini si ribellerebbero e allora eseguono con la giusta lentezza i salassi quotidiani, fino a che tutti i cittadini verranno dissanguati senza neppure accorgersene.

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    Quindi non verremo gettati di colpo nel gorgo del fallimento del sistema Italia, verremo amorevolmente guidati dagli specialisti della “distrazione di massa”  verso il fondo della crisi che verrà diluita fino a farla apparire innocua.

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    Ad ogni scalino ci verrà tolto un diritto civile; ad ogni rampa un articolo della costituzione verrà furbescamente abolito; in ogni pianerottolo di questo palazzo sotterraneo ci sarà un funzionario che ci assicurerà sulla bontà del gorgo economico, ci parlerà di  uno stato di necessità che perdura, di annullamento delle esigenze per far fronte a bisogni cogenti, di realismo politico, di tutto ciò che udiamo da politici e da giornalisti come Scalfari tutti i santi giorni.

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    E sì, penso proprio che sarà così: gli stregoni dell’alta finanza hanno ritenuto più opportuno cambiare strategia: non si precipiterà più improvvisamente nel baratro economico, la discesa negli inferi terzomondisti sarà ben governata. Ad una situazione da terzo mondo ci si arriverà prima o poi, ma per gradi. Ci si arriverà attraverso una moltitudine di micro crisi pilotate, in modo che ci si troverà devastati senza quasi rendercene conto. La modifica dell’art. 138 della Costituzione, che nasconde il suo smantellamento, è uno dei molteplici gradini che portano al fondo del baratro. Prova ne è lo svuotamento lento ma inesorabile della democrazia, l’aumento dei ticket una volta gratuiti, la precarietà lavorativa, il blocco degli stipendi e delle pensioni, la delocalizzazione del parco industriale, e soprattutto la disoccupazione che nonostante il famigerato “decreto del fare” cresce in modo esponenziale di ora in ora… di ora in ora , non improvvisamente.

    D’altronde, come racconta Hannah Arendt nel suo La banalità del male,  alla definitiva “soluzione finale” della shoah ebraica ci si arrivò per gradi, e solo, nel gennaio del 1942 (conferenza di Wannsee),  la situazione bellica e il “reclutamento” degli schiavi dell’Est europeo, diedero un’accelerata allo sterminio.

    18 settembre 2013

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