• L’ora di alienazione…

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    di Gian Carlo Zanon

     

    Se dovessi scrivere un romanzo contemporaneo  ma distopico, stile Roller Ball Murders di William Morrison o Nineteen Eighty-Four (1984)  di George Orwell, oppure come Brave New World di Aldous Huxley o Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, lo chiamerei “L’ora di alienazione”.

     

    Chiamerei il romanzo in questo modo per descrivere la presente e reale distopia politica che ha per fondamento il controllo della mente che deve essere addomesticata secondo i desiderata dei governanti. La mente dei cittadini deve essere modellata e uniformata con i metodi di tutti i totalitarismi autoritari descritti già nel testo de La repubblica di Platone, passando poi da Utopìa di Thomas More a La città del sole di Tommaso Campanella, per finire all’articolo di  Marco Bascetta apparso oggi su Il manifesto, che titolava:  “No all’autoritarismo del «reddito di cittadinanza».

     

    “L’ora di alienazione”, ovvero l’ora di insegnamento della religione cattolica non è solo un tassello del grande mosaico totalitaristico che si sta ultimando. Non è una semplice tessera musiva come “l’elemosina di cittadinanza”,  lo smantellamento del servizio sanitario gratuito, la soppressione delle borse di studio, la legittimazione del lavoro gratuito che assomiglia troppo alle corvées a cui era sottoposti i contadini a favore dei nobili prima della Rivoluzione francese (o così o niente, poi vedremo, tanto ti inserisci nel mondo del lavoro!!!).

    Anche “l’idea balzana” della reintroduzione della leva militare obbligatoria, che sembrava più una boutade agostana di un accaldato che una proposta reale, in realtà è una tessera del mosaico da incubo disegnato dai maître à penser dei Chicago Boys negli anni Sessanta/Settanta, che sta quasi per essere terminato. Pare seguiranno delle piccole modifiche per far aderire meglio quel disegno, già di per sé orroroso, alle patologie di regnanti modello Trump.

     

    Oltre a questi tasselli del mosaico distopico prossimo venturo già enumerati , come scrive Marco Bascetta nell’articolo citato, ve ne sono altri ancor più inquietanti come «la patente di moralità rilasciata dalla burocrazia, allora, per fare l’esempio più diretto, anche il servizio sanitario potrebbe essere negato a chi giudicato colpevole di una vita sregolata.»; la «superfetazione degli apparati di controllo, ben più onerosi delle infrazioni che sono incaricati di perseguire. Una caricatura scalcinata della Stasi alle prese con Le vite degli altri interpretata dalla Guardia di finanza a caccia di consumatori «immorali».»; inoltre «non a caso è per le forze dell’ordine, non per la sanità, l’istruzione, la protezione civile o i beni culturali, che il governo annuncia diecimila assunzioni.»

     

    Insomma un allucinante mosaico con al centro il cartello di freudiana memoria che ordina lo svuotamento della realtà interiore umana che deve essere prontamente “riempita” dalla pulsione di annullamento:  SI PREGA DI CHIUDERE GLI OCCHI.

    Perché, come ci aveva avvertito Saramago, solo una moltitudine di sudditi accecati e instupiditi forma una massa omogenea, uniforme, quindi trattabile e governabile, può essere gestita senza troppi problemi. Chi sfugge all’omogeneità, all’uniformità, chi pensa di poter ancora scegliere il proprio destino e consumarlo fino in fondo a suo piacimento è un eretico, è un ribelle da bandire dalla società e da silenziare con la mordacchia mediatica che determina la sparizione di idee ed individui. Non facciamoci illusioni, il caso Cucchi – grazie alla determinazione di Ilaria Cucchi – è e sarà solo un caso isolato se i cittadini non riescono a distruggere questo mosaico distopico.

    L’ora di alienazione, ovvero l’ora di religione cattolica, non è una tessera del mosaico, è il muro costruito da mattoni di ore di religione all’interno delle menti ancora acerbe – acerbe nel senso della fiducia verso gli adulti –  che annulla la realtà. Un muro su cui inesorabilmente vengono incollate, dagli insegnanti di dottrina cattolica, una per una le tessere del difetto di pensiero: “fare di ciò che è, ciò che non è, e fare di ciò che non è, ciò che è”.

     

    Chi non ha gli strumenti rimarrà incatenato non tanto alle idiote fiabe biblico/evangeliche, ma una forma mentis che assumerà per vera perché “conveniente” qualsiasi idiozia religiosa, politica, sociale e pseudo scientifica.

    L’abitudine alla credenza, legata al “è vero ciò che mi conviene, se non mi conviene non è vero” sarà il collante per ogni tessera che con le altre andrà a soffocare l’identità umana di chi si adeguerà di volta in volta a una pseudo identità di appartenenza diventando un decerebrato ingranaggio del potere.

     

    L’ora di “alienazione concordataria” inserita nel programma scolastico,  che prevede un sempre più disatteso pacchetto di lezioni facoltative, è il cardine della controllo psichico di massa che viene assunto e gestito dalla religione cattolica: fai credere a un bambino che un mito cristologico è realtà storica, ripetiglielo quando è un adolescente e avrai un suddito spogliato della propria identità. Identità umana che presuppone una visione profondamente critica e giudicante di tutto ciò che cade sotto i nostri occhi.

    «Credere significa immaginarsi che sia ciò che non è, credere ad esempio, che questo pane sia carne, che questo vino sia sangue, – che esso sia, cioè, ciò che non è». Questa frase di Ludwig Feuerbach, inserita nel suo libro più famoso, “L’essenza della religione”, nel quale viene sintetizzato il concetto di alienazione religiosa, ovvero dell’alterazione del pensiero da giudicante a credente.

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