• Heidegger filosofo del nazismo, Pacelli firmatario del Reichskonkordat, Woytjla grande amico dei satrapi sudamericani, Bergoglio … chi è senza peccato …

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    claudia

    di Giulia De Baudi

    Non c’è niente da fare, son duemila15 anni che i cristiani confondono la vita con la morte. Come ha fatto notare il filosofo Fulvio Iannaco sul suo blog Segnalazioni, oggi l’Avvenire ha pubblicato un articolo firmato Giovanni Reale e Dario Antiseri come se il primo fosse ancora in vita. Dato che non credo che Reale abbia potuto collaborare nei giorni scorsi con Altiseri – non mi risulta che esista una connessione Wi-fi con l’aldilà cristiano – ho pensato che forse il redattore si è scordato di mettere una nota per informare i lettori sulla datazione dell’articolo. Sarà un ennesimo mistero della fede!!!

    A parte l’ambigua datazione dell’articolo che confonde, il pezzo, secondo me, è molto interessante. L’articolo, dal titolo Heidegger senza senso di colpa, si sofferma molto su ciò che lo gnomo di Messkirch fece e disse nel 1933. Grande annata quella del ‘33 per le forze cristiane che si opponevano a coloro che Heidegger definiva “senza mondo”, vale a dire coloro che, sempre secondo lui, non avevano nessuna possibilità di assurgere all’essere: ebrei, zingari, malati psichiatrici, comunisti e tutti coloro che si opponevano al supremo destino del Terzo Reich.

     

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    1933

    Il 27 febbraio i nazisti architettano ad arte l’incendio del Parlamento tedesco, il Reichstag, facendo cadere la colpa sui comunisti e sui socialisti.

    «Il 3 marzo 1933 – due giorni prima dell’elezione del Reichstag, – scrivono Reale e Antiseri – Heidegger aveva donato con dedica alla famiglia dello storico dell’arte Hans Jantzen il libro di M.H. Sommerfedt: Hermann Göring. Un profilo biografico.»

    Il 5 marzo, aiutati dai cattolici capitanati da un certo Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli che svolgeva con zelo teutonico il ruolo di Nunzio apostolico del Vaticano, vincono le elezioni e l’imbianchino di Braunau am Inn, «dalle – secondo Heidegger – meravigliose mani» va al potere.

    Il 21 aprile, Heidegger viene eletto rettore dell’Università di Friburgo.

    Il primo maggio entra, nel Partito nazionalsocialista.

    Il 27 maggio in occasione dell’assunzione della carica di rettore, fa il suo celebre discorso nazista, L’autoaffermazione dell’Università tedesca, infiammando il cuore degli studenti nazisti.

    Il 20 luglio Eugenio Pacelli, che poi, casualmente, diventerà Pio XII, firma il Reichskonkordat, cioè il concordato tra la Santa Sede e la Germania nazista. Un concordato che, come quello firmato da Mussolini nel ‘29, e quello firmato con il fascista Franco nel ‘53 è tuttora tutt’ora valido.

    25 dicembre: Avvenire ci informa anche che «Per le vacanze natalizie del 1933 Heidegger invia un messaggio di ammonizione ai docenti, in cui afferma che «il fondamento determinante e il fine da raggiungere», sin dal primo giorno del suo rettorato, è «la radicale trasformazione dell’educazione scientifica a partire dalle forze e dalle esigenze dello Stato nazionalsocialista […]. Il singolo, quale che sia la sua posizione, non vale niente. Il destino del nostro popolo nel suo Stato vale tutto». Sembra di udire l’Angela del focolare del IV Reich parlare delle sorti della Grecia!!!

    Gli autori dell’articolo su Avvenire però non ci dicono, e Reale certo non ce lo potrà dire, perché nel primo paragrafo scrivono «sul suo distacco dalla Chiesa cattolica, (…) molto è stato scritto». Questa frase, scritta, non si sa bene da chi, non si sa bene quando, sembra messa lì apposta per tracciare un confine tra i cattolici e Heidegger. Mi sbaglio? Può darsi. Può darsi che mi possa sbagliare, ma nella mia ignoranza mi chiedo quando Heidegger prese le distanze dalla chiesa cattolica? e perché?

    Se, come narrano molto bene Reale e Antiseri sull’articolo “odierno”, Heidegger non solo scrisse quello che scrisse – vedi i Quaderni neri – ma non ebbe mai neppure un senso di colpa, ciò significa che rimase sempre in perfetta sintonia con la Chiesa cattolica incarnata da quel Nunzio apostolico di Germania di cui sopra: prima entrambi, Pacelli e Heidegger, aiutarono l’ascesa al potere di Hitler; durante entrambi fecero finta di non vedere e non sapere quello che succedeva agli ebrei e non solo, nei campi di sterminio e non solo; poi non solo non dimostrarono mai di sentirsi minimamente in colpa per le loro infamie, ma il filosofo continuò imperterrito a estendere la sua apologia di sterminio in scritti e conferenze e il clerico aiutò i criminali nazisti, tra cui Mengele e Eichmann a riparare in Sudamerica dove divennero esempi da imitare per gli amici di Woytjla: Pinochet, Gualtieri, Videla.

    Heidegger e Pacelli avevano le stesse idee su comunisti ed ebrei; leggetevi (qui) un importante saggio di Giampiero Minasi I Quaderni neri di Heidegger, cattolico nazista e antisemita, in cui vengono ben documentate sia la formazione cattolica di Heidegger che è il fondamento delle sue teorizzazioni antisemite e naziste, sia la storia dell’antiebraismo cristiano.

    26 febbraio 2015

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