• Cronache ai tempi del corona virus (quinta giornata: dettagli)

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    Bergoglio campeón de Dios y MATA VIRUS

    di Gian Carlo Zanon

    “Credere: è un sentimento piuttosto che un pensiero che si veste di un credo che sembra pensiero ma è sordo e cieco ad ogni ragione e percezione”

    Massimo Fagioli, Left, n. 48, 8 dicembre 2006

    Leggo sui social alcuni commenti sull’apparizione del Bergoglio dispensatore di grazia divina che rasentano il ‘delirio schizofrenico’. Non mi soffermo troppo sull’insensatezza delle affermazioni dei credenti persi nei loro deliri salvifici, e vesto un momento i panni dell’antropologo per far notare quanto, ancora una volta, il pensiero magico/ religioso e il pensiero raziocinante e logico vadano a braccetto. Il motivo è molto semplice: entrambi si fondano sulla soppressione del corpo e quindi degli affetti e dei relativi sentimenti che senza corpo non hanno modo di esprimersi se non alienandoli in un’inesistenza  prêt-àporter incontrata nel proprio milieu culturale e aggiustata giorno per giorno nella mente del credente che la plasma a propria immagine somiglianza. (*)

    In questi giorni per esempio la credenza in un DIO MATA VIRUS va per la maggiore e il suo paladino Bergoglio è divenuto un must politico ovvero un elemento indispensabile visto che, in ogni loro discorso, i pseudo sinistrosi del Pd, ci cacciano dentro il nome del porteño più famoso del mondo… dopo Maradona.

    D’altronde non dobbiamo dimenticare che le religioni svolgono anche il compito di stampella per chi ha una struttura psichica claudicante. La religione è un farmaco (con effetti collaterali devastanti) che compensa la mancanza di quell’affettività perduta in quanto alienata in una inesistenza che ogni popolo chiama a suo modo Dio, Manitù, Brahma, Pinco Pallo e Zabadà.

    Il minus intellettivo del credente, qui inteso come incapacità di intelligere, cioè di decifrare correttamente la realtà,  li porta ad usare i logori strumenti della logica e della retorica… nel tentativo patetico di capovolgere il senso della realtà giungono ad affermare che l’ateismo è una religione.

    Al primo scricchiolio del proprio castello di carte, retto da un pensiero difettoso, angosciati corrono a nascondersi nelle trincee della religione. Lì si salvano da una, per loro, devastante verità ma allo stesso tempo escludono dalla loro vista la realtà vera… anche quella umana. La trincea della fede diventa la loro tana inespugnabile dove consumano il loro tempo ormai inutile.

    Di chi sia Bergoglio, della sua storia presente e passata ne abbiamo scritto abbondantemente (leggi qui)… vorrei solo aggiungere che lui stesso nella sua prima intervista ufficiale dell’agosto 2013: si definì così «Sì, posso forse dire che sono un po’ furbo, so muovermi (…)» e questo furbastro ora ha indossato i panni di Savonarola… gli esponenti del Pd citati sono i novelli piagnoni attaccati alle sue sottane.

    28 marzo 2020

    (*) leggi saggio “Alienazione religiosa – i buchi neri dell’Essere e il vortice del Nulla”.

    Il quadro in copertina rappresenta Santiago Mataindios (San Giacomo uccisore di nativi sudamericani

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