• … si fa sera … poesie … – Gian Carlo Zanon – “«È un cembalo» disse/ e voleva dei soldi per vivere il vino/ e scordarsi del volto che dava alla musica un senso.”

      0 commenti

    fab

    Le corde di Eraclito

     

    La campagna correva spruzzando di verde

    vetri e pupille di donne straniere.

    Un suono perfetto sgusciò

    sfumando a Natura i colori:

    un uomo, gitano nel cuore,

    urtava, sapendo di corde,

    un’arpa ungherese con legni di quercia.

     

    La mente destata dall’eco diceva:

    che fare per mettere insieme parole e

    dire di mani fatate e di corde vibranti?

    Intanto, il suono, come vento giungeva

    scoprendo abitudini vili, e

    certe del niente, e fissate nel tempo

    di inutili, galattiche sfere.

     

    «È un cembalo» disse e voleva dei soldi

    per vivere il vino e scordarsi del volto

    che dava alla musica un senso.

    E la corda ch’era d’arco di Apollo,

    che uccise la Pitzia,  o fu lira

    d’Orfeo, e incantava le fiere,

    si tese ancora una volta … e fu canto.

     primavera 2011

    altre poesie dell’autore

    Scrivi un commento