• … si fa sera … poesie … Cesare Pavese

      2 commenti

    Assenza

     

    Incontro

     

    Queste dure colline che han fatto il mio corpo
    e lo scuotono a tanti ricordi, mi han schiuso il prodigio
    di costei, che non sa che la vivo e non riesco a comprenderla.

    .
    L’ho incontrata, una sera: una macchia più chiara
    sotto le stelle ambigue, nella foschia d’estate.
    Era intorno il sentore di queste colline
    più profondo dell’ombra, e d’un tratto suonò
    come uscisse da queste colline, una voce più netta
    e aspra insieme, una voce di tempi perduti.

    .
    Qualche volta la vedo, e mi vive dinanzi
    definita, immutabile, come un ricordo.
    Io non ho mai potuto afferrarla: la sua realtà
    ogni volta mi sfugge e mi porta lontano.
    Se sia bella, non so. Tra le donne è ben giovane:
    mi sorprende, e pensarla, un ricordo remoto
    dell’infanzia vissuta tra queste colline,
    tanto è giovane. È come il mattino, mi accenna negli occhi
    tutti i cieli lontani di quei mattini remoti.
    E ha negli occhi un proposito fermo: la luce più netta
    che abbia avuto mai l’alba su queste colline.


    L’ho creata dal fondo di tutte le cose
    che mi sono più care, e non riesco a comprenderla.

    Pavese: poesie e altro

    • Stupenda. Non esiste, se posso… non è nessuna donna reale è l’idea che cerca la donna fisica, che la desidera, una sete, un esigenza inestinguibile, un’idea che cerca chi l’accolga che è tutt’uno con l’identità che la genera. Ma sono solo parole, la poesia dice tanto altro.

    Scrivi un commento