• Terrorista o malato di mente?: note a margine dell’omicidio della deputata Joe Cox

      1 commento

    123Thomas Mair

     -

    di Gian Carlo Zanon

    Modificare la narrazione mediatica spostando l’ago della bilancia sulla malattia mentale, servirebbe a disarmare i malati di mente dal delirio di onnipotenza e dalla “gloria”, cioè da ciò che essi, in modo delirante, perseguono.

    Mostrarli nella loro vera immagine, quella di poveri mentecatti e di miserabili vigliacchi, fermerebbe la loro mano nichilista.

    Esco dal circuito giornalistico nazionale per cercare un po’ di semplice verità su questo ennesimo crimine efferato compiuto da un malato di mente. «Thomas Mair: Man arrested in connection with Jo Cox attack  was a ‘loner’ with ‘history of mental health problems‘» questo titolo del New Telegraph e questo sottotilo del Dailymail   «had been recently released from psychiatric care» dovrebbero fugare ogni dubbio sulle caratteristiche psichiche dell’assassino. La sorella ha confermato l’insanità mentale del fratello affermando che però è stato aiutato: «but he has had help.»

    La sua malattia mentale verrebbe anche confermata dall’efferata dinamica dell’omicidio.

     

    I nostri giornalisti, infarciti di cultura basagliana che nega la malattia mentale, (leggi qui) invece preferiscono non parlare di malattia psichiatrica e dopo aver titolato come ha fatto Panorama «Chi è il killer di Jo Cox: Thomas Mair, il neonazista : 52 anni, risulta collegato a gruppi estremisti inneggianti negli Usa alla creazione di una nazione bianca e allo sterminio.» “come nella migliore tradizione” elencano una sequela pressoché infinita di adesioni di Tommy Mair a molteplici organizzazioni razziste, neonaziste, antisioniste, e a gruppi pro-apartheid. Conseguentemente il movente di Tommy Mair sarebbe essenzialmente politico/ideologico ed egli sarebbe un terrorista.

     

    Penso che dovremmo dare i giusti significati alle parole “terrorismo” e “terrorista”: per terrorismo si deve intendere ciò che un gruppo di individui militarmente organizzati guidati o da una ideologia politica e religiosa, oppure da istanze libertarie, mette in atto contro vittime casuali ed innocenti allo scopo di creare un clima di terrore. Terroristi erano i militanti del Front de Libération Nationale (FLN) algerino; erano terroristi i baschi dell’ETA, erano terroristi gli irlandesi dell’IRA; lo erano anche le Brigate Rosse e la banda Baader Meinhof tedesca; sono, ovviamente terroristi i cosiddetti martiri islamici che portano il terrore anche in Europa. Gli attacchi dell’11 settembre 2001  alle torri gemelle di New York e al Pentagono – nonostante ciò che scrive Giulietto Chiesa – sono atti terroristici.

     

    Tommy Mair non è un terrorista, come non lo è lo shooter di Orlando Omar Mateen, come non lo è il norvegese Anders Breivik, né chi ha ammazzato John Lennon o la singer americana Christina Grimmie – uccisa pochi giorni fa ad Orlando dal pazzo paranoico Kevin James - né tutti coloro che in America compiono i mass shooting,  i massacri di massa.

     

    Ciò che è accaduto ieri conferma la tesi che questi omicidi sono portati a termine da persone malate di mente (quasi sempre schizofrenici paranoici leggi qui) che voglio mostrare al mondo intero la propria potenza.

    Per realizzare il loro delirio di onnipotenza scelgono un bersaglio e colorano il loro atto di tinte politiche, ideologiche o religiose per dare un senso che legittimi il loro delirio.

     

    Su un giornale oggi campeggiava questo titolo: Chi è Tommy Mair, il presunto killer della deputata laburista Jo Cox: squilibrato o neonazista?  Una domanda stupida e senza senso. Senza senso perché un neonazista non può essere che uno squilibrato a volte molto grave.

     

    La negazione dell’eguaglianza tra gli esseri umani è già di per sé malattia mentale perché presuppone la perdita di contatto con la realtà oggettiva e quindi un’interpretazione delirante.

     

    Modificare la narrazione mediatica spostando l’ago della bilancia sulla malattia mentale, servirebbe a disarmare i malati di mente dal delirio di onnipotenza e dalla “gloria”, cioè da ciò che essi, in modo delirante, perseguono.

    Mostrarli nella loro vera immagine, quella di poveri mentecatti e di miserabili vigliacchi, potrebbe fermare la loro mano nichilista.

    Leggi qui gli articoli correlati

    Scrivi un commento