• Il Saladino iraniano Hassan Rouhani conquista Roma

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    sopra : l’incontro al vertice tra Italia e Iran

    124di Giulia De Baudi

    Fino a poco tempo fa i territori si conquistavano con guerre e devastazioni, ora lo si fa con i petrodollari e attraverso le dittature cultural-religiose.
    Osservando ciò che è successo durante la visita del presidente iraniano Hassan Rouhani le mie paure, riguardo al rafforzamento del potere delle teocrazie islamiche, prendono corpo. I petrodollari islamici lentamente stanno invadendo i territori abitati da millenni dal monoteismo cristiano.
    Da un certo punto di vista è naturale – ed anche democratico – che in un territorio abitato da parti considerevoli di individui di fede mussulmana, si cerchi di trovare un equilibrio anche legislativo che legittimi la loro presenza. Avevo già scandagliato questo tema in un altro articolo, “Il “sistema” : finanza e Islam” (leggi qui). Oggi, dopo la visita dello scita Rouhani è il caso di rivedere lo stato delle cose.

    Il discorso è complesso ed entrano in gioco le sensibilità individuali. Io ho la mia e la incarno attraverso mio pensiero critico.
    Riguardo la visita di Hassan Rouhani, ciò che mi ha dato più fastidio è lo zelo con cui l’ospitante ha cercato di individuare cosa potesse dispiacere al proprio ospite. E non parlo della mutandizzazione delle discinte veneri capitoline. Quella è la mera invenzione di qualche burocrate italiota ignorante e pruriginoso ora “introvabile”. Da giorni tutti i media del mondo ci stanno sfottendo, compreso quelli iraniani. (leggi qui) Pare che nella calotta polare artica, fin dove giunge il segnale satellitare, si odano uscire dagli igloo le risate degli eschimesi. Una vera figura di merda.
    Ma the state of the art è molto peggio di quanto ci si possa immaginare. Parlo del fatto che il delirio religioso di Rouhani, condiviso da tutto il clero cattolico, esclude il genere femminile. Infatti lui, il Rouhani, non saluta dando la mano alle donne. Un’usanza? Un moto di rispetto verso le donne? No, secondo me è annullamento.

    Si sta, giustamente, discutendo dell’insensata copertura delle statue procaci ma questo fatto a mio giudizio è molto più grave. Per essere più chiara creo un’immagine: voi ricevete in casa un ospite accanto a vostra moglie, gli date, come di consuetudine, la mano e quello che fa? entra nella vostra abitazione evitando vostra moglie non esistesse. Io lo trovo orribile. E voi?
    Un giornalista – che non cito per non esporlo alla gogna mediatica – senza batter ciglio ha scritto : «Venendo ai saluti: stretta di mano riservata solo agli uomini, ma alle donne non è stato chiesto di mettere il velo.» emmenomale che non è stata chiesta loro l’infibulazione istantanea quale condizione per partecipare alla cena col prode Saladino!

    Informo chi non lo sapesse, che è bastata una stretta di mano con il suo l’avvocato per costringere la disegnatrice e attivista iraniana Atena Farghadani, a sottoporsi al test di verginità e gravidanza nel carcere in cui è rinchiusa. Lo ha denunciato la sezione britannica di Amnesty International nel suo sito. È accaduto nel famigerato penitenziario di Evin, a Teheran, in cui l’attivista 29enne è detenuta da diversi mesi dopo la condanna a 12 anni e 9 mesi a causa di alcune vignette che hanno preso di mira esponenti politici e la guida spirituale iraniana, l’ayatollah Alì Khamenei.

    Quando vado in vacanza in un paese straniero, mi adatto agli usi e ai costumi del luogo. Quasi sempre lo faccio felicemente. Vado in Svezia: mi adeguo ai loro ritmi di vita, mangio le loro specialità, bevo persino il loro caffè. Vado in Tunisia: entro nelle loro moschee togliendomi le scarpe, coprendomi il volto e i capelli, mangiando e bevendo ciò che essi mangiano e bevono. Non mi verrebbe mai in mente di chiedere alcolici. È il giusto obolo da versare alle persone che ti ospitano.
    Non vado in casa di un amico tunisino chiedendogli di mangiare spaghetti al dente e di bere vino: l’ospitante offre, l’ospite accetta oppure se ne va. Questa è la regola non scritta che da millenni disegna i rapporti di reciproca ospitalità.
    Naturalmente quando viene la mia amica vegana a pranzo non le faccio trovare le zampe di porco nel piatto, sarebbe uno sfregio, ma seduta acanto a lei mi cibo di tutto ciò che a me piace.

    Ma queste sono piccole cose in confronto alla violenza dell’annullamento della propria identità che le donne devono subire da parte di questi … individui che escludono la realtà umana delle donne dal loro “campo visivo”.

    Hassan Rouhani ha anche incontrato il suo omologo Vaticano con cui, a guardar i commenti mediatici e le foto, si è trovato completamente a suo agio. Era già tutto previsto: anche nell’apparato ecclesiastico le donne vengono declassate al rango di suppellettili.

    Tornando invece all’auspicabile equilibrio tra individui con vissuti culturali diversi che si trovano a convivere nello stesso territorio, ciò che dovrebbe emergere è il meglio di ogni cultura. Mi spiego meglio: l’egemonia culturale dovrebbe essere composta da ciò che di meglio esprimono le culture delle varie parti sociali.
    La storia ci insegna che Roma dopo aver conquistato la Grecia assorbì l’arte e la filosofia, dei greci. Gli stessi cristiani mutuarono l’arte, la filosofia e persino la teologia dal mondo greco-romano. Non è un caso se la bibbia dei cattolici, la Vulgata, venne tradotta in latino dalla Septuaginta, cioè la versione della bibbia in lingua greca tradotta dai 72 saggi ad Alessandria d’Egitto. Inoltre non dimentichiamo che, intorno al 110 d.C. il Vangelo di Giovanni venne vergato in greco.

    Persino i cosiddetti “barbari” assorbirono la cultura presente nella penisola: la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi, l’editto di Rotari, in parte attinge dal diritto romano e in parte dalle antiche leggi del popolo longobardo. Per ragioni di convivenza l’editto fu valido solo per la popolazione di origini longobarde; quella romana soggetta al dominio longobardo rimase invece regolata dal diritto romano, codificato a quell’epoca nel Digesto promulgato dall’imperatore Giustiniano I nel 533. E questo vale anche per le integrazioni all’editto apportate successivamente dai re Longobardi Grimoaldo e Liutprando.

    I guai intervengono quando un credo religioso si erge al rango di esteta, di giudice, di legislatore, pretendendo obbedienza incondizionata dei cittadini privati dalla loro cultura.

    28 gennaio 2016

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