• Freud: la caduta di un idolo di cartapesta

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    di Gian Carlo Zanon

     

    Quando Michel Onfray, il filosofo francese fondatore dell’Università Popolare di Caen, venne a Roma per presentare il suo libro, Il crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane, non lesinò certo ‘complimenti’ al cosiddetto ‘scopritore dell’inconscio’«Freud?  Un reazionario, non un rivoluzionario: simpatizzava per i ‘cesarismi’ del XX secolo e di questo testimonia una dedica, scritta nel 1933, piena di elogi per Mussolini, definito dal medico viennese ‘eroe della cultura’

    Poi Onfray parlò dell’appoggio dato da Freud al regime nazista del cancelliere Dollfuss, del suo lavoro per fondare l’Istituto Goering per fare in modo che la psicanalisi continuasse a esistere sotto il regime nazionalsocialista, ed infine del suo odio viscerale per la sinistra e per i poveri i quali «non possono guarire dalle nevrosi perché non hanno i soldi per pagarsi le carissime psicoanalisi freudiane».

     

    Nel suo libro, che potete trovare ancora in libreria, Onfray scrive che il freudismo, e naturalmente anche la psicoanalisi freudiana: «riposano su una gigantesca affabulazione, a sua volta fondata su una serie di leggende.  Freud disprezzava la filosofia e i filosofi, ma non fu che un filosofo, autore di una soggettiva psicologia letteraria. (…) Spesso sappiamo solo quello che di lui hanno fatto i freudiano-marxisti e che è ben lontano dai testi freudiani».

    Quando il libro del filosofo francese fu pubblicato naturalmente gli epigoni del medico viennese si agitarono. Si incazzarono anche quei pochi analisti freudiani rimasti che continuano a far pagare ai loro pazienti, a peso d’oro, ciò che in verità è fatto di una materia ben più vile e maleodorante.

     

    Luciana Sica, maestra di retorica e, a quanto appare,  adoratrice di Freud, in un articolo apparso sulle pagine di La repubblica dell’8 aprile 2011 , cercò di demolire Onfray definendo il suo libro, con l’aiuto di vari compagni di merenda freudiani, un banale “attacco” a Freud, l’idolo intoccabile. Ed è incredibile come la Sica cercò di imbambolare i lettori mettendo in evidenza non tanto le accuse di non scientificità del ‘metodo freudiano’ – in verità scientificamente inesistente – ma definendo gossip alcuni passaggi estrapolati furbescamente dal libro di Onfray.

     

    La giornalista pur elencandole, non pose l’accento sulle accuse più gravi ma spostò l’attenzione del lettore sui ‘peccati veniali’ di Freud: « Freud intanto è stato un cocainomane depressivo, onanista, incestuoso (…) un adepto di occultismo, un inventore di casi clinici, un antisemita, un sostenitore dei fascismi. Addirittura sarebbe stato il teorico ‘dell’attenzione fluttuante’, per potersi appisolare durante le sedute! E ancora, imperdonabile, era un mascalzone che andava a letto con la cognata ».  Poi puntualmente, la Sica fa intervenire un divertito Nino Ferro, altro adepto freudiano:«Che Freud andasse a letto con Minna Bernays, (la cognata n.d.r.) a me lo rende anche più simpatico.»

     

     

    Freud moglie e cognata

     

    A ma il fatto che Freud avesse una liaison con la cognata non me lo rende simpatico. Men che meno sapere che fosse un cocainomane, un onanista, un adepto all’ occultismo, un inventore di casi clinici, un antisemita, un sostenitore dei fascismi, una che aveva teorizzato l’assenza dell’analista chiamandola eufemisticamente ‘attenzione fluttuante’.

     

    Né tantomeno mi sono simpatici coloro che, nascondendosi dietro l’immagine di questo squilibrato, per decenni, e con queste finte teorie, create come leggi mosaiche da un uomo di tal fatta, hanno di fatto truffato, e continuano a truffare, milioni di persone nei loro studi privati causando impoverimento, dolori e tragedie psichiche nei pazienti.

     

     

    Freud e Jung

     

    Io ne sono indignato.  E non mi diverto nemmeno quando scopro, dopo decenni di oscurantismo culturale, che Freud stava in buona compagnia di un certo Carl Gustav Jung nazista che straparlava in questo modo: «L’inconscio ariano dispone di un potenziale più elevato di quello ebraico».

     

    Nel 1930 Jung fu nominato presidente onorario della Associazione tedesca di psicoterapia. Con l’avvento del nazismo, nel 1934  questa Associazione, cui in precedenza aderivano parecchi psicoterapeuti ebrei, fu sciolta e ne fu creata dai nazisti un’altra, con Jung presidente. Jung fu, con il professor Göring, cugino di Hermann Göring, il delfino di Adolf Hitler, redattore capo della rivista “Zentralblatt fur Psychotherapie”, un periodico di matrice nazista internazionale.

     

    Ma, forse, dopo aver letto il libro di Onfray, interessantissimo sotto tutti i punti di vista perché smaschera l’inganno culturale che si perpetua da quasi cento anni, ci chiediamo se questo libro sarà veramente capace di far crollare il castello di carte puntellato da una falsa cultura di pochi, dice Onfray, ma agguerriti millantatori culturali. Ce lo chiediamo perché questo lavoro di Onfray, che non è uno psichiatra ma un filosofo, dal punto di vita scientifico non è veramente efficace e per di più non offre certamente una nuova teoria psicologica, e quindi è facilmente contestabile.

     

    Mi chiedo anche perché si faccia tanto baccano solo ora sulle falsità di Freud e sulla sua finta teoria, strillata all’interno di un idolo di cartapesta da piccoli nani culturali che il calore della storia farà sciogliere come neve al sole, quando, da quarant’anni, lo psichiatra Massimo Fagioli con la sua  Teoria della Nascita,  esposta già nel 1971 nel suo primo libro Istinto di morte e conoscenza, ha gettato le basi di una psichiatria che non si può definire nuova per il semplice la psichiatria, intesa come cura della psiche, non è mai esistita.

     

    Tra l’altro proprio negli stessi giorni in cui usciva il libro di Onfray, uscì in Germania Todestrieb und Erkenntnis, la traduzione del primo libro di Massimo Fagioli ‘Istinto di morte e conoscenza’. La psichiatra tedesca Hannelore Homberg, che è stata, con Cecilia Iannaco e Antonio Marinelli, la traduttrice del libro di Fagioli, ha affermato: «Todestrieb und Erkenntnis offrirà, risposte inedite ai tanti che in Germania fanno ancora i conti con l’enorme problema del nazismo.  Le radici pulsionali dell’anaffettività scoperte da Fagioli potrebbero dare una risposta estremamente importante e innovativa alla loro domanda ‘come è potuto accadere’, evitando però ogni pessimismo su una natura umana sempre pensata come necessariamente malvagia ed aggressiva».

     

    Lo psichiatra Massimo Fagioli


    Quindi ricordandomi dei due eventi editoriali e culturali all’insegna della dissacrazione di un mito di cartapesta, Sigmund Freud,  e di una falsa disciplina,  la psicoanalisi, ho voluto riproporre questo scandalo che dura da almeno cent’anni. L’ambiente culturale ‘radical-chic’ che ha da sempre  riproposto Freud insieme a ‘maître à penser’ dichiaratamente di destra come Ludwing Binswanger, seguace del filosofo nazista Martin Heidegger, non sembra in grado di fare autocritica.

     

    Questi mastini della cultura che si sono creati una pseudo identità portandosi addosso medagliette e santini con l’effige del caro Sigmund, hanno perduto la possibilità di rivedere le loro credenze deliranti o di fermare una volta per tutte le loro disoneste ‘dicerie dell’untore’.

    Chissà, forse questo annullamento di un certa cultura dogmatica e fondamentalmente disonesta, sarà stato aiutato dal solito elevato tasso di esterofilia che affligge da sempre gli italiani: se Massimo Fagioli si fosse chiamato, alla francese,  Maxim Haricot o all’inglese Max Beans forse sarebbe stato meglio accolto dalla cosiddetta intellighenzia italiana … ma ne dubitiamo molto.

    14 novembre 2012

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    Leggi qui un’intervista al filosofo Michel Onfray di Carlo Patrignani

    • Tutto molto interessante, mi permetto solo di dire che “L’inconscio ariano dispone di un potenziale più elevato di quello ebraico” non è un’affermazione nazista. Sono parole correnti del tempo e soprattutto bisognerebbe conoscerne il significato completo. E’ un po’ come leggere negro in qualche componimento e dare del razzista all’autore.
      Jung, come visione delle cose è distante anni luce da Freud, non era nemmeno un grande assertore della scientificità della sua materia.
      Per quanto riguarda Freud, lasciamolo ai radical chic e alla sinistra…se lo meritano 😉

      • … si forse hai ragione, forse dare l’aggettivo nazista a quella affermazione delirante di Jung non è propriamente esatto , meglio catalogarla più semplicemente come un grave difetto di pensiero proprio dei malati di mente lucidi che riescono ad irretire solo coloro che in un modo o nell’altro gli assomigliano. Solo quelli … ogni persona sana di mente non può che inorridire di fronte a queste sconcezze pseudo culturali. E non è questione di tempi … molti intellettuali nello stesso periodo la pensavano in modo molto diverso e molti di loro hanno pagato con la vita la loro libertà di pensiero. Poi ci sono i Freud e gli Jung vigliacchi corsi ad aderire ad un pensiero nazista creato da Heidegger e cavalcato da insulsi venditori di fumo che legittimavano il nazifascismo con le loro considerazioni deliranti. Ma vedo che ancora qualcuno non vuole capire e preferisce continuare ad applaudire questi individui aderendo così al loro pensiero criminale… mi chiedo perché …

        Giulia D. B. per la Redazione di G&N

    • Non credo sia un difetto di pensiero notare delle differenze, se invece di ariano avesse usato caucasico forse staremmo parlando di nulla. L’uguaglianza è totalitaria quando lo è per definizione. Comunque, dalle vaghe informazioni che ho non mi sembra che Jung fosse un sostenitore del nazismo, anzi ebbe anche qualche problema fino ad essere messo all’indice.
      Le cose che Jung dice sono notevoli, non sono naziste e dunque forse è per questo che godono di seguito e notorietà. Del resto non c’è molta differenza tra presiedere un’associazione di psicologi nella Germania di Hitler o in quella di un qualunque altro Paese “democratico” magari sotto De Gaulle, Churchill o chissà chi altro…

      • … ma io rimarrei nello specifico che dice che Jung era un nazista e un delirante. Questo è un dato storico documentato. Il caucasico De Gaulle Churchil non c’entrano nulla mi sembra solo un modo per confondere le acque. Detto questo ognuno è libero di credere a ciò che vuole, pensa che c’è gente che crede alla verginità della madonna , altra cosa sono le verità storiche documentate. posso suggerire di leggere sul nostro sito sotto la voce “i giorni e le notti tag Jung” tutto ciò che è abbiamo trovato su questo delirante “eroe della cultura”.

        Giulia D.B. per la Redazione di G&N

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