• Specchio, specchio delle mie brame …

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    di Giulia De Baudi

     

    In un suo articolo apparso il 30 maggio 2012 su L’Unità, Non siamo scimmie «assassine» Pietro Greco è tornato a parlare di questi ormai famosi neuroni specchio che secondo alcuni eminenti scienziati determinerebbero l’empatia.

     

    Greco, chimico e scrittore di opere scientifiche divulgative, descrivendo le ricerche del biologo evoluzionista Frans de Waal scrive: “Gruppi di «neuroni specchio» rendono possibile anche il fenomeno di «empatia». Se vedo qualcuno vomitare, per esempio, anch’io subisco qualche conato. I «neuroni specchio empatici» in realtà fanno molto di più che evocare emozioni primordiali. Lo stesso gruppo di Rizzolatti (Giacomo Rizzolati è lo scopritore di queste cellule neuronali da lui chiamate “neuroni specchio” N.d.R..) ha dimostrato che si attivano anche in condizioni psicologiche più raffinate. Si attivano, per esempio, quando vedo una persona triste e mi sento triste anch’io. O quando, appunto, vedo un bambino cadere e sbucciarsi le ginocchia e anch’io «provo» una sensazione di dolore e un’immediata solidarietà. L’empatia e i comportamenti solidaristici sono alla base delle particolare relazioni tra madri e figli (…)Ma sono alla base anche delle relazioni nelle società di mammiferi e nelle società, vastissime, create dall’uomo».

    Pablo Picasso -Ragazza davanti allo specchio

    Ho evidenziato in neretto “che si attivano anche in condizioni psicologiche più raffinate” perché col suo dire Pietro Greco svela, forse inconsapevolmente, che sono le emozioni e le sensazioni che attivano questi neuroni specchio e non il contrario come veniva invece affermato dallo psichiatra Massimo Ammanniti che in articolo su Repubblica del 10 gennaio 2012, parlando anch’egli dei neuroni specchio scrisse: «Ancora non si è risposto a molti di questi interrogativi ma si può ipotizzare, sulla base di queste ricerche sul cervello, che nell´incontro con altre persone si attivi il meccanismo di simulazione incarnata. In altre parole se si incontra una persona che prova gioia, dolore oppure tristezza si avverte una risonanza affettiva sostenuta dall´attivazione di aree cerebrali corrispondenti. È una specie di “appaiamento”, come scrive Husserl nel linguaggio fenomenologico, una corrispondenza che fa assimilare l’altro a noi stessi.»

    Sembra che i due dicano la stessa cosa ma non è così: Ammanniti dicendo che si avverte una risonanza affettiva sostenuta dall´attivazione di aree cerebrali corrispondenti” afferma che sono i neuroni specchio che attivano l’emozione e la relativa empatia e non il contrario. Dice praticamente che se una persona ci sta simpatica è solo perché c’è la “simulazione incarnata” attivata dei neuroni specchio. Per assurdo dice fra le righe che se votiamo Berlusconi e Hitler è dovuto a un fattore puramente fisiologico e noi non ci possiamo fare niente.

    La differenza si fa sempre più evidente quando appare l’onnipresente fantasma di Freud: «Un analogo processo era stato descritto da Freud – scriveva Ammanniti – a proposito dell’identificazione che comporta l’introiezione delle caratteristiche dei genitori.»

    Non la pensa così Greco che scrive « E il quadro che ne emerge (dalle ricerche del biologo Franz Waal) è affatto diverso rispetto a quello dipinto da Lorenz, da Huxley e da Freud. L’uomo non è una «scimmia assassina». Al contrario, è «naturalmente buono». Ergo per essere buono non ha bisogno di nessuna identificazione con padre, madre e sorelle, che a quel punto potrebbe essere anche tossica.

    Ammanniti invece qualche mese fa invece la pensava diversamente:  «A livello cerebrale, – scriveva –come esistono meccanismi di attivazione, ugualmente si verificano disattivazioni e si può ritenere che il sistema dei neuroni specchio possa essere bloccato in alcune circostanze.»

    Ergo se per un disguido tecnico ‘sti neuroni specchio si disattivano, di fronte ad persona che ci sorride invece di rispondere al sorriso gli si dà una bella coltellata. Bah … francamente.

     

    dal film La viaccia

    Francamente ci sono ricerche molto più serie ed interessanti che dicono da quarant’anni che l’essere umano nasce naturalmente sano e cerca nell’altro da sé l’umano che sente in se stesso. Questa scoperta fondamentale sulla realtà umana si chiama:teoria della nascita’ ed è stataresa pubblica nel ’72 dallo psichiatra Massimo Fagioli nel suo libro cardine Istinto di Morte e conoscenza.

    Ora fa piacere che venga dall’ambiente scientifico l’ennesima conferma alla scoperta di Fagioli che ha sempre parlato di una realtà umana “naturalmente buona” alla nascita. E certamente non sono certo ‘sti neuroni specchio a plasmarla in questo modo.

    Come abbiamo visto si è arrivati all’assurdo: Abbiamo da una parte uno psichiatra, Ammanniti, che dovrebbe capire di psiche di realtà umana che invece appare come un puro organicista;  e dall’altra parte un chimico, Pietro Greco, che dovrebbe essere naturalmente portato a pensare l’emozione in termini chimici il quale invece “sa” che le mutazioni neuronali avvengono attraverso sensazioni ed emozioni e non il contrario … è un mondo capovolto … specchio specchio delle mie brame …

    10 giugno 2013

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