• “Salute a te RENZI, signore di Firenze, tu che sarai Presidente del Consiglio”

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    29 ottobre 2017 – Visto ciò che sta accadendo nel Pd , riproponiamo questo articolo del settembre 2013 … come dire … poi non dite che non ve lo avevamo detto !!!

     

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    di Giulia De Baudi

     

     

     

    “Il sistema partitico e chi lo condiziona, penso naturalmente al gotha della finanza, segue ormai arcaiche regole hollywoodiane”

     

    Roma, 4 settembre 2013 – Sto cercando di mettere a fuoco i contenuti della lussureggiante battaglia tra renziani e pensanti, che sto seguendo sui media cartacei, sui giornali on-line, sui blog, su face book, nei discorsi ascoltati al mercato, in incontri pubblici e convegni, nelle chiacchiere tra colleghi, persino nel gruppo di analisi collettiva a cui partecipo. Insomma cerco di capire, tirare le somme e tentare di scriverne.

     

    Ciò che osservo da qualche giorno dal mio inviolabile maniero in cui vivo in una esaltante dissolutezza pari solo a quella del protagonista del racconto di E.A.Poe Metzengerstein è questo: un folto gruppo  di renziani convinti (molti di loro convinti dagli ultimi veri o presunti share pro-Renzi) lo vuole incoronare alla guida del Pd. Mi scuseranno i renziani per la mia drastica divisione – renziani/pensanti – ma i membri di questa categoria che sbava per il Topo-Gigione fiorentino, se sono di sinistra come dichiarano, non possono essere assimilati a quella dei pensanti. Se invece appartengono alla destra-neoliberista-clericale lo dicessero, così risolvo subito il problema con una sana indifferenza tipo: non ti curar di loro ma guarda e passa.

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    Troppo altera? Troppo trachant nei miei giudizi? Sarà, ma in non vedo molte sfumature tra percepire Renzi come un salvatore della sinistra o vederlo come un individuo pericoloso per ciò che rimane di sinistra nei partiti italiani. La storia poi ci dirà quale delle due percezioni è stata delirante.

     

    Trasmissione televisiva Le Invasioni Barbariche

     

    Renzi, che è già stato definito un  “frenetico youppista retroanniottanta di triste memoria” è come Craxi. E come Craxi è il killer scelto dai poteri forti come alfiere della vulgata neoliberista.  Il gigione fiorentino è come “Arlecchino servo di due padroni” : servo della propria bramosia e del potere finanziario che la soddisfa … vedi la faccenda Ponte Vecchio-Montezemolo e l’inchino a Marchionne. D’altronde anche Mussolini prima della marcia su Roma s’era messo d’accordo con industriali e latifondisti … e la Chiesa cattolica naturalmente … quella è come il prezzemolo, sta bene dappertutto, purché mischiata al potere.

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    Riuscire ad individuare nel gigione fiorentino vuoti di essenza umana e conseguentemente politica, in senso alto, non è poi così difficile.

    Alla base di una reale percezione della realtà umana  dell’altro da sé ci deve essere innanzitutto ciò che viene chiamata  onestà intellettuale. Onestà intellettuale che sottende molte caratteristiche identitarie fra cui: una visione profonda e olistica degli esseri umani che compongono la società; una sapienza storica non viziata da ideologie e alienazione religiosa; una reale e completa capacità di decifrare i dati provenienti  dalla realtà che ogni giorno si accampa ai nostri occhi.

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    Mi scuserà Montale, ma la realtà è un ”inganno consueto” solo se viene osservata passivamente, senza frapporre tra noi ed essa una griglia formata dalle qualità sopra elencate: onestà intellettuale, sapienza, pensiero non inquinato da ideologie e alienazione religiosa ecc.; in poche parole ciò che possiamo definire una visione del mondo critica.

     

    La mia visione critica della realtà mi dice che Renzi non è un rottamatore della classe dirigente del Pd. Egli è il distruttore di quel poco, pochissimo, di sinistra rimasto in quel partito. Renzi è il punto di non ritorno della sinistra italiana … e credetemi presunti compagni innamorati del gigione fiorentino, mi dispiace che anziché vedere la sua realtà, attorno a lui si crei un delirante tifo da stadio.

     

    matteoIeri lo ha scritto finalmente anche Paolo Franchi sul Corriere : Sorpresa, postcomunisti addio – Il Pd si scopre democristiano. Franchi dopo questo titolo strillato continuava : «Gianni Cuperlo, ha voluto polemicamente ricordare a Renzi, sospettato, in caso di vittoria, di voler mandare in soffitta la sinistra interna, che “senza sinistra il Pd semplicemente non c’è”.»

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    Elementare, Watson! Ma troppo tardivo. Io e i miei colleghi,  povere Cenerentole dell’informazione mediatica, già nel 2012 avevamo catalogato mister piacione Renzi nei politici “non umanamente compatibili con la parola sinistra”.   «Chi ha votato Renzi - Scriveva Gian Carlo Zanon nel dicembre 2012 - o è cieco o non è di sinistra».. 

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    E ciò mi sembra lapalissiano : di sinistra è solo colui che investe le proprie risorse umane nella società che intende come una società di eguali per nascita e possibilità di realizzazione umana. Chi usa il nome la parola sinistra per farsi solo gli affari suoi non è “di sinistra” è un ASOCIALE.

     

    Cosa stia esattamente succedendo in questa faccenda è difficile dirlo. Però, dalla sforzo giornalistico sorto a costruire un’immensa aureola di capacità politica da porre sul capo di Renzi, posso intuire che egli, per ora, è stato scelto come  farmacos  dai dominus  dell’informazione mediatica. Egli è l’ultimo unto dai signori dei poteri forti.

     

    Il sistema partitico e chi lo condiziona, penso naturalmente al gotha della finanza, segue ormai regole arcaiche e regole hollywoodiane. Quando le vecchie stars non incantano più il pubblico adorante e non riempiono più i contenitori elettorali di voti piacenti alle major di Wall Street, si getta in scena, complici i media,  un nuovo ùpocrites (attore in greco) . Renzi è il nuovo ùpocrites metà divo, metà vittima sacrificale da eliminare al volgere dell’anno lunare con il rito del farmacos che purifica la polis dal miasma provocato dalla propria ybris (tracotanza).

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    Entrato come farmacos che purifica (rottama) all’inizio dell’anno lunare uscirà come farmacos, inteso come il veleno che inquina. Renzi è il “Re per una notte carnevalesco”, prima riverito e pasciuto e divinizzato da managers e fans, poi abbandonato e deriso dagli stessi. Guardatelo bene: uno come Renzi non ha scampo.

     

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    Mentre le Parche di Wall Street nei loro impenetrabili grattacieli a specchio ordiscono le trame politiche di Renzi, o di chi per lui, tessendone e sfacendone le fortune, i cittadini seduti nell’invisibile càvea del teatro della politica assistono immoti allo spettacolo che coattivamente si ripete: Occhetto, Veltroni, Fassino, Franceschini, Bersani, i Giovani Turchi, e ora Topo Gigione Renzi  … sento già i tragici echi che preparano la sua fine: «salute a te Renzi signore di Firenze; salute a te Renzi segretario del Pd; salute a te Renzi che sarai Presidente del Consiglio» ed egli come un novello Macbeth va ad uccidere (rottama) il vecchio e spompo Re Duncan – la segreteria del Pd – ma, come sappiamo, per un attore di terz’ordine che sale le scale delle segreteria di partito, c’è sempre pronto un Macduff , non partorito da madre cattocomunista, che gli taglierà la testa.

    4 Settembre 2013

     

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    Michele Ciliberto
    Anche Veltroni ha scelto Renzi
    Il Pd, la sinistra e i democristiani

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    l’Unità 5.9.13

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    «…Ma non si tratta solo del Pd; si tratta dell’Italia. Coloro che danno per scontata l’estinzione della sinistra e considerano un residuo del passato il candidato della sinistra alla segreteria del Pd dovrebbero interrogarsi su cosa sarebbe l’Italia senza una sinistra forte, moderna, riformatrice e un Pd con la sua sinistra ridotta al silenzio. Certo, sono rilevanti le personalità del Pd che provengono, in vario modo, dalla matrice democristiana per il lavoro che svolgono a tutti i livelli. Ma bisogna anche sapere che oggi la funzione della sinistra, e anche della sinistra del Pd, è materialmente e politicamente indispensabile.

    Senza di essa declinerebbe la leva principale della trasformazioni sociali e politiche dell’Italia, almeno quali le abbiamo conosciute fin ad oggi. Ma sopratutto verrebbe meno la sola forza che può dare un esito politico positivo e democratico al risentimento che avvelena l’Italia, contribuendo a portarci fuori della crisi. Non so se sia a tutti chiara l’entità della posta oggi in gioco: il problema sul tappeto, discusso in modo spesso superficiale, riguarda, oltre che il futuro e il destino della sinistra, quello dell’Italia. Di questo si tratta quando si parla del congresso del Pd e dei vari candidati alla segreteria del partito: qualunque sia la posizione presa e la candidatura scelta sarebbe opportuno che si sapesse di cosa si sta parlando.»

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