• Poesie – Elena Chiattelli. “E come pretendi, ormai,/ che non sia comodo mai niente.”

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    Charlotte G-

    Ah, come hai preteso, donna minuta

    di diventare alta

    a suon di intelligenza

    Che dirà quella gente

    che ti destinava bassa e di pochezza,

    ma di più,

    o di meno,

    secondo il livello di miopia,

    ti voleva simile e replicante

    E

    ferma

    immobile

    e di più

    o di meno

    a seconda del livello di bugia

    ti diceva

    non ci sono proprio alternative

    non pensarci neppure

    diventerai come,

    sei pari a,

    tutta sua, tale e quale

    la fronte identica

    l’attaccatura dei capelli,

    lo stesso senso pratico di qua

    i fianchi e l’uso del cacciavite,

    due gocce

    E come hai preteso

    di cercare gli imprevisti,

    di partorire figli

    di ateismo vero e fertile pulita libertà

    gravidanze lunghissime,

    smagliature che sembrano disegni

    per dare alla luce fogli

    parole, viaggi nella notte

    come hai preteso

    di non accontentarti

    di volerne ancora e ancora meglio

    di non prendere per buono

    qualche dogma di morte,

    femminicida e infanticida

    come hai trovato

    la punta del mento

    per tirare su la testa, riconoscere

    l’amore

    la ricerca.

    Non c’è fine.

    E come pretendi, ormai, che

    non sia comodo mai niente.

    Il che è preteso per amore.

    Che hai preteso perché ti è stato chiesto.

    Che sia chiaro

    donna minuta

    fatta altissima

    a suon di pretesa intelligenza

    che ti diranno che li hai abbandonati

    per il solo fatto di non aver voluto tenere

    l’attaccatura dei capelli uguale uguale

    per il solo fatto di innamorarti

    dell’umano

    infinito innato potenziale.

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