• … balle mediatiche e bufale web, tribunali del popolo e inquisizioni governative, divieti e censure: signore e signori siamo entrati nell’era post-mediatica

      0 commenti

    grillonarola

     -

    1-woman-on-computer-by-corie-howell-creative-commons

    di Jeanne Pucelli

     -

    Questa volta Beppe Grillo, ultima incarnazione di Ieronimo Savonarola capo dei piagnoni fiorentini, ha scoperchiato un verminaio reso invisibile dall’informazione mediatica. Ma forse si è spinto un po’ oltre. Con il suo stile, che potrei sintetizzare “troppa grazia San Antonio”, si è contrapposto al tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust, tuonando contro l’informazione mediatica ufficiale e invocando una sorta di “tribunale del popolo” forcaiolo. Penso che intenda quel tribunale del popolo che quando viene sollecitato dal suo führer risponde sempre “si, certamente”, anche quando i dogmatici “codici di comportamento” vengono trasformati radicalmente dall’oggi al domani.

     -

    Il leader dei “piagnoni” pentastellati, sempre più accecati dalla sua corrosiva narrazione, nella sua denuncia ha messo, giustamente, sullo stesso piano “bufale del web” e “balle dei media”: «Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet. E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa» Questo è quanto ha scritto sul suo blog l’onnipotente demiurgo del M5s.

     -

    Come dargli torto. Aggiungerei anche che le “balle mediatiche” – dalla propaganda antisemita dei giornali nazisti e fascisti, alla non critica all’invasione dell’Iraq per esportare la democrazia” –  hanno creato vere e proprie tragedie. Le bufale web sono, finora, solo acqua fresca in confronto alla persuasione e alla “distrazione di massa” mediatica.

     -

    Generalizzando, il giornalismo di questi “tempi oscuri”, è nel migliore dei casi cerchiobottista: lo sta ampiamente dimostrando il conduttore di Prima pagina in onda questa settimana su Rai3. Un “tipo sveglio”, tipico rappresentante dell’italianità papalina. Un tipo che non dice ma insinua, e solo chi è molto smaliziato è in grado di cogliere le sue vere ma ben nascoste intenzionalità. Insomma, a me sembra, ma mi potrei sbagliare, un altro lupo cattivo  travestito da cappuccetto rosso webiano – lavora al giornale online Il Post –  capitato lì, casualmente” per continuare a confondere la realtà. E Rai3, che fa parte dell’informazione ufficiale, in qualche modo è una delle migliori emittenti mediatiche … figuriamoci le altre.

    -

    Di fatto si  la casta politica sta cercando di arginare il disamore dell’opinione pubblica che non crede certo alla propaganda mediatica messa su da quattro idioti ancora convinti che gli italiani credano a giornali e televisioni: lo abbiamo visto col referendum in cui al bombardamento per il SI partito da quasi tutti i giornali, Repubblica e L’Unità in testa, dai telegiornali, dai radiogiornali ecc. ecc., il popolo ha risposto con un sonoro NO.

     -

    Detto questo, quali sono le intenzionalità del Grillo che, come faceva il Mago di Oz, si presenta ogni volta con un travestimento ideologico diverso a seconda delle proprie convenienze? “L’ardua sentenza ai posteri” diceva qualcuno.

    Lo so “ognuno tira l’acqua al proprio mulino”, lo faccio anch’io … ma c’è mulino e mulino.

    C’è il Mulino Bianco dove la l’ex bomba sexi spagnola ha smesso la maschera di Zorro per trasformarsi in un idiota che dialoga con le galline.

    C’è il Mulino Mediatico della casta giornalistica prona alla casta politica e finanziaria, che è divenuto ormai un circo in cui clows ben pagati spostano l’attenzione, omettono notizie, le addomesticano, le costruiscono assecondando i desiderata del potere che conta.

    C’è il Mulino dei nani pentastellati, in cui, a differenza della favola, regna Grillolo un piccoletto sputasentenze che tiene sotto scacco mentale migliaia di sprovveduti i quali, incapaci di distinguere il nero dal bianco, sguazzano nelle infinite sfumature di grigiume proposte dal novello Mago di Oz.

     -

    Poi c’è il mio Mulino Privato in cui vorrei vivere e lavorare nella bellezza nel suo senso più ampio. E lavoro ogni giorno per portare acqua pura al mio mulino… lo faccio per una mia utopia di bellezza che presume affetti veri, umanità, rapporti interumani puliti, veri… appassionati.

     -

    4 gennaio 2017

     -

    ® Jeanne Pucelli – 2017 – Riproduzione vietata

    -

    -

    Scrivi un commento