• Dossier Bergoglio – nella sua fatwa contro la “dea tangente”, il caudillo della Chiesa cattolica prende lucciole per lanterne, evasori per pedofili, corrotti per desaparecidos

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    di Giulia De Baudi

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    «1) Disse ancora ai suoi discepoli: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. 2) È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.» (Luca (17), 1 -2).

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    L’11 novembre durante la Messa celebrata nella Casa Santa Marta, Bergoglio ha ribadito che tutti devono dirsi «peccatori», ma bisogna essere attenti a non diventare «corrotti». Per i corrotti ha stabilito la pena di morte.

     

    Riporto un paio di frasi copiate da un articolo di Francesco Antonio Grana pubblicato su Il Fatto Cronaca  lo stesso giorno, perché sono le uniche che ricordano perfettamente ciò che io ho udito con le mie orecchie al telegiornale. Dico questo perché, per quanto ne so, tutti gli altri quotidiani hanno o omesso parte del discorso di Bergoglio, oppure ne  hanno addirittura cambiato il testo.

     

     «C’è chi dice: ‘Ma padre, io sono un benefattore della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla Chiesa’. Ma con l’altra mano, ruba: allo Stato, ai poveri. È un ingiusto. Questa è la doppia vita. E questo merita, lo dice Gesù non lo dico io, – ha aggiunto Francesco – che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Non parla di perdono, qui Gesù”.»

     

    È chiaro, a chi sa leggere l’italiano, che Bergoglio con questo suo anatema lanci una fatwā in piena regola, cioè un condanna definitiva, «Non parla di perdono, qui Gesù”.» contro chi «ruba ai poveri», e contro chi ha «una doppia vita». Costoro, dice el porteño, appellandosi alla massima autoritas cristiana, «lo dice Gesù non lo dico io», meritano che gli si metta al collo una macina da mulino e che siano gettati nel mare. Amen! “Alla faccia della carità cristiana” direbbe il mai dimenticato Totò!

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    Bergoglio, sostenuto dal Vangelo di Luca, getta le vesti di umile pastore del gregge di dio e indossa quelli di cappellano/boia militare argentino che negli anni tragici della dittatura militare era preposto all’accompagnamento dei “diavoli rossi” che venivano gettati in mare dagli aerei nei famigerati voli della morte. Come sappiamo i giovani di sinistra, che sparendo nell’oceano diverranno desaparecidos, storditi dalle droghe vennero gettati in mare a migliaia; circa trentamila. A decidere della loro sorte finale, cioè il tipo di esecuzione, come dimostrano i documenti raccolti dal giornalista Horacio Verbitsky e le testimonianze processuali, furono proprio gli alti prelati cattolici di cui Bergoglio faceva parte essendo in quel periodo  a capo, in Argentina, del più potente movimento cattolico: la Compagnia di Gesù. Il Vaticano come dimostra un documento era a conoscenza di tutto ciò.  Se volete saperne di più potete leggere alcuni articoli raccolti nel nostro Dossier Bergoglio.

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    A Bergoglio, succede a volte anche ai migliori simulatori, è caduta per un attimo la maschera di pecorella smarrita ed ha mostrato il suo vero volto che, come Dorian Grey, teneva ben celato. D’altronde di questa sua doppiezza ne avevo già scritto a marzo in un articolo titolato Lo strano caso del papa Jekill e del cardinale Hyde.

     

    Ora però mi chiedo perché lo abbia fatto. E perché lo abbia fatto in modo così pedestre, distorcendo addirittura il senso  del messaggio evangelico che semmai si riferiva – come potete leggere nell’originale posto in apertura del mio articolo –  allo scandalo della pederastia e non certo al furto o alla sete di denaro o allo scandalo di avere una doppia vita.

     

    Naturalmente tutti i media ottenebrati dall’odore dolciastro di santità emanato da Jorge Bergoglio, non si sono accorti né del fatto che avesse usato malamente il messaggio evangelico, né che avesse, con il discorso di gettare a mare i corrotti, evocato la tragedia dei desaparecidos di cui egli è, come dicono libri, documenti, inchieste e testimonianze processuali,  parte in causa.

     

    A dire il vero neppure io mi sarei accorta del nesso tra le parole di Bergoglio e la tragedia dei desaparecidos, se un caro amico, a cui va tutta la mia riconoscenza, non me lo avesse fatto notare. Grazie Massimo. 

    16 novembre 2013

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    Qui Dossier Bergoglio

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