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di Gian Carlo Zanon
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Emmanuel Carrère ha scritto Kolchoz un libro/memoria in cui lo scorrere dalla macro storia del modo si fonde indissolubilmente con la micro storia famigliare: lì, in quelle pagine, un suono di fondo emotivo fa … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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Emmanuel Carrère ha scritto Kolchoz un libro/memoria in cui lo scorrere dalla macro storia del modo si fonde indissolubilmente con la micro storia famigliare: lì, in quelle pagine, un suono di fondo emotivo fa … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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«Dostoevskij, forse, era egli stesso estremamente interessato a vedere quale sarebbe stato alla fine il risultato del conflitto ideologico ed etico dei personaggi da lui creati (o meglio che si creavano in lui)». … Leggi tutto
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… le porte d’avorio della realtà… le porte di corno della fantasticheria delirante… interpretazioni a margine della biografia di Philip K. Dick scritta di Emmanuel Carrère «Io sono vivo, voi siete morti»
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Durante le vacanze, in un luogo ameno … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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Prima parte qui:https://www.igiornielenotti.it/la-permanenza-dellinconscio-mare-calmo-prima-parte/
Seconda parte qui:https://www.igiornielenotti.it/la-permanenza-dellinconscio-mare-calmo-seconda-parte/
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«Non le è mai capitato» continuò Léon «di ritrovare in un libro un pensiero già formulato vagamente in noi stessi, un’immagine offuscata, quasi ci tornasse … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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Avvertenza:
per rendere più comprensibile questo testo e per non confondersi sulla paternità delle citazioni, ho messo tutte le citazioni appartenenti a Luigi Scialanca tra «caporali» e tutte le altre citazioni tra “virgolette” e … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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«La mia mente sta fantasticando intorno a Le donne e il romanzo… La mente è il più capriccioso degli insetti: svolazza inquieta, si agita, batte le ali,…» Virginia Woolf – Diario:18 febbraio 1928… Leggi tutto
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di Gian Carlo Zanon
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Solitamente si usa il termine “acronia” per indicare un evento privo di tempo, non collocabile nel tempo e senza connessione temporale con altri eventi. Con la citazione di Elisabeth Lenk, posta a epigrafe … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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«Lui mi ha sottratto i miei beni. Il mio sorriso, la mia tenerezza, la mia capacità di gioire, di compatire, di aiutare, la mia animalità, la mia radiosità, lui ha calpestato ogni singolo manifestarsi … Leggi tutto

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di Gian Carlo Zanon
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Pochi giorni fa ho finito di leggere L’anniversario, il libro di Andrea Bajani che ha vinto il premio Strega 2025.
Finito di leggere, sono andato a vedere la fotografia che appare nel risvolto … Leggi tutto
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di Gian Carlo Zanon
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Poco tempo fa mentre ascoltavo Radio3 giunse una telefonata di un ascoltatore preoccupato per la crisi del modello, economico e sociale, chiamato liberismo. Mi venne da pensare che la parola liberismo è di fatto … Leggi tutto
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di Gian Carlo Zanon
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Negli ultimi anni Cinquanta lo psicologo Daniel Keyes scrive un breve racconto, Fiori per Algernon, che nel 1960 vince il Premio Hugo come miglior racconto. Lo spunto letterario viene dalla sua esperienza d’insegnamento … Leggi tutto
Leggi dall’inizio il racconto QUI

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di Gian Carlo Zanon
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Nel linguaggio comune le parole indigeno, autoctono, aborigeno hanno assunto ormai lo stesso significato: l’indigeno, l’autoctono, l’aborigeno è colui che vive nel luogo originario dei suoi avi. Etimologicamente il sostantivo aggettivante indigeno è formato … Leggi tutto
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di Gian Carlo Zanon
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Ho appena finito di leggere “Leviatano” di Paul Auster. Lessi di lui “Follie di Brooklyn” e lo giudicai “inutile”. Così come ho giudicato “inutili” le prime 180/200 pagine di “Leviatano”… Leggi tutto
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