«Ogni generazione si crede votata a rifare il mondo. La mia sa con certezza che non lo rifarà. Ma il suo compito è forse più grande. Consiste nell’impedire che il mondo si disfi...». A. Camus (discorso del Nobel)
«Questo era il modo migliore di colpire l’uomo. Colpirlo dove l’uomo era più debole, dove aveva l’infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la costola staccata e il cuore scoperto. Dov’era più uomo»
–Negli anni che seguirono la liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, storici, romanzieri, poeti e pittori, molti dei quali avevano vissuto in prima persona l’esperienza partigiana, sentirono l’esigenza di
Il primo e l’ultimo romanzo di Fenoglio – Appunti partigiani 1944-1945, del ‘46 e Una questione privata, del ‘60 – hanno per tema la lotta partigiana, così
«La vita non è uno scherzo./Prendila sul serio/ma sul serio a tal punto/che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi/non perché restino ai tuoi figli/ma perché non crederai alla morte/pur temendola,/e la vita peserà di più sulla bilancia».
La storia che qui viene raccontata è la storia di una, due, tre, mille resistenze: la prima è quella con la R maiuscola; la seconda è quella che racconta la prima in modo ideologico
Ogni anno, da quasi ottant’anni, il 25 aprile viene commemorato l’Anniversario della liberazione d’Italia dall’occupazione nazifascista. La lunga guerra civile, iniziata l’8 settembre del 1943, in verità finì definitivamente il 2 maggio 1945 con la “resa di Caserta”. In
«Anche se molti scrittori non hanno fatto molto per la Resistenza, noi diremo, al contrario, che la Resistenza ha fatto molto per loro: ha loro insegnato le prix des mots. Rischiare la propria
I clangori della battaglia tra l’orda renziana e il drappello dei “professori” di sinistra si vanno lentamente spegnendo lasciando nell’aria lo stucchevole sapore del déjà vu.