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” … Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
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Il nuovo mare
La mancanza di te è giunta improvvisa.
Era un giorno d’estate.
Era caldo, la folla inquieta;
ancora nello sguardo il sogno della notte:
una figura di donna, triangolare, dorata.
E non poteva che essere quel giorno.
Lei
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Quanto è facile tacere, essere calma e obiettiva con gli esseri che in realtà non mi interessano, al cui amore o amicizia non aspiro. Allora io sono calma, cauta, perfetta padrona di me stessa. Ma con i pochissimi che
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All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.–
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Due parole così dolci, che la luna che passava
filtrando tra i rami
nella mia
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Anelli di cenere
(a Cristina Campo)Sono le mie voci che cantano
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affinché non cantino loro,
gli imbavagliati grigi nell’alba,
i vestiti di un uccello devastato nella pioggia.
C’è, nell’attesa,
un rumore di lillà che si rompe.
E c’è, quando
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La solitudine non è rimanere ferma sul molo, all’alba,
guardando l’acqua con avidità.
La solitudine è non poter descriverla per non poter
circondarla per non poter darle un volto
per non poter farla divenire sinonimo
di un paesaggio.
La
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L’autore di questa poesia (il Moro così preferisce autografarsi) ha capito, come noi della redazione del resto, la mistificazione culturale a causa della quale P.P. Pasolini è stato divinizzato non solo come intellettuale ma anche come uomo.
«L’ho scritta
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Tutto passa e tutto rimane
però il nostro è passare,
passare tracciando sentieri
sentieri sul mare.Mai ho cercato la gloria,
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né di lasciare il mio canto
alla memoria degli uomini;
io amo i mondi lievi,
sottili, gentili
come
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Succederà …
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Succederà che il mio nome risuoni nel tuo corpo
con il giusto suono del ricordo
e potrai amare la madre chiamandola Mamucska
perché non avrà più potere sui tuoi sogni;
e l’amerai come si ama un
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Nostoi/Νόστοι
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La macchina correva, rubando spazio al tempo
e nero suolo e linee bianche;
le luci incastonate sui guard rail macchiati di rumore,
si riflettevano nel nero delle pupille all’erta.
Un tempo sai,… un tempo sai,
sussurravano le
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di Giulia Barella
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“Non ci torni in Shiistan quest’anno?” mi chiede l’amico curdo con un’aria ironica. Mi ci vogliono una manciata di secondi per capire la battuta, poi gli sorrido anch’io e rispondo che sì, a novembre partirò.
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Un paio di scarpette rosse
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C’è un paio di scarpette rosse
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numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
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Miklós Radnóti e Miklósné Radnóti
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Ho vissuto su questa terra in un’epoca
quando l’uomo è diventato talmente vile
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che di notte uccideva per puro piacere
e non solo al comando,
e mentre credeva in falsi miti, agitandosi,
sua
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Da domani …
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Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi sarò contento. A che serve essere tristi, a che serve?
Perché soffia un vento cattivo?
Perché dovrei dolermi oggi, del domani?
Forse il domani è buono, forse
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Ghetto di Lodz
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La Farfalla
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L’ultima, proprio l’ultima,
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di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una goccia bianca
– così gialla, così gialla! –
l’ultima,
volava in alto leggera,
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Una macchia di sporco dentro sudicie mura
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e tutt´attorno il filo spinato
30.000 ci dormono…
Sono stato bambino tre anni fa.
Allora sognavo altri mondi.
Ora non sono più un bambino,
ho visto gli incendi
e troppo presto sono
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Cabo de Hornes
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… lì, a Cabo Horns,
a volte trovo capelli rossi
negli angoli nascosti
di questo vascello fantasma.
Di chi sono? Io li sognai.
Li sognai…. li sognai …–
Inseguendo sogni, inseguendo navi,
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vagando negli
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In un alba boschiva,
per colpa del caso,
due nostri atomi
si incontreranno
in un frutto di noce…
un attimo dopo
verranno trasformati
in salti amorosi
da scoiattoli fulvi…
accadrà tra mille anni,
più o meno.
Dove non so…
so … Leggi tutto
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L’undici settembre 1973 veniva assassinato Salvador Allende, pochi giorni dopo, il 27 settembre, il cuore di uno dei più grandi poeti della storia cessò di battere.
Pinochet, colui che causò questa ed innumerevoli altre morti, fu grande amico di
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–fr. 454
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Mi fu dato dagli Dei –
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quando ero una Ragazzina –
Ci danno la maggior parte dei regali – si sa –
quando siamo nuovi – e piccoli.
Lo tenevo in Mano –
Non lo posavo
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Peccato
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Peccai un peccato pieno di piacere,
in un abbraccio che era caldo e ardente.
Peccai tra braccia
che erano roventi, assetate di vendetta e come ferro.–
In quel luogo solitario, buio e silenzioso,
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guardai i suoi
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Nella letteratura giapponese, gli Haiku rappresentano una parte molto importante della poesia. La condizione alla base di questo tipo di poesia è la convinzione dell’inadeguatezza del linguaggio, rispetto al compito di testimoniare la verità. C’è molta cultura Zen alla
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Sole e Luna nascondono il volto.
Coperti da nebbia crescente
intrecciano i corpi nel gioco …
al mattino la brina flette le ore.
Rabbrividisce chi s’allontana dal nido…
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il mio viaggio verso te …
Le voci nere della notte
no non guidavan, ora,
né viaggio né memoria.
Al di là l’ultimo ponte,
e, oltre l’agonia notturna.
Seme di nuovo giorno
empio inarcava i fianchi –
… intanto
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… per star con te ogni mattina disimparo il mondo …
il mondo che non sa di te
e di noi perché non esisteva.
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Mi acquatto, spio il presente
vado anche a lezione, il corso
è “arte dell’incontro
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A volte dimentichiamo
di che sostanza
sia fatto il nostro cuore.–
Dimentichiamo di che si nutre,
perché vive e perché, a volte,pur sopravvivendo muore.
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Ma basta poco: il suono rosso,
il suono che non mente
per
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Dino Buzzati
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Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per
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NOI CHE CADEMMO
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Fummo una zolla qualunque
al taglio del vecchio aratro
che il nuovo trattore ferisce
inpianto, sudore e lavoro.
Ora ascoltiamo i sospiri
di neri e snelli cipressi
dipinti da soffi di sole
in chicchi
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I partigien
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Non è per via della gloria,
che siamo andati in montagna,
a far la guerra.
Di guerra eravam stanchi,
di patria anche.–
Avevamo bisogno di dire: lasciateci le mani libere,
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i piedi, gli occhi, le
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Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.–
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Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato























