• Cannibali: la distopia neoliberista – Primo capitolo

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    di Gian Carlo Zanon

    26 agosto 2026

    «Una civiltà puramente utilitaristica arriverà sempre all’estremo, vale a dire ai campi di lavoro forzato» Romain Gary – Le radici del cielo

    «In tutta Europa la lotta avanza, mille soffi di vita, i mille battiti di una speranza tenace e segreta…., assieme all’ostinato rifiuto di disperare» Romain Gary – Educazione Europea

    Tra il 2010 e il 2012 pubblicai su giornali e siti web due serie di articoli che avevano a che fare con il sistema sociale ed economico neoliberista. La prima serie aveva per titolo “Sviluppo economico cieco … che fare?” (1) e la seconda “Crisi economica: Mandanti, Sicari, Guardiani e Sciacalli” (2)

    Inoltre, dal 2010 in poi, ho scritto articoli che trattano di “economia politica”. La maggior parte di questi articoli li ho pubblicati sul blog “I giorni e le notti – diario polifonico” [www.igiornielenotti.it] – diario polifonico”.

    In quindici anni ne ho scritti un settantina, li potete trovare a sinistra della pagina iniziale sotto la categoria Criminalità – Crimini economici… categoria azzeccata direi questo visto che la storia dell’economia, soprattutto quella recente, ha molto a che fare con il crimine trasformato in “usi e costumi”, “norme liberali”, eccetera.   

    Devo dire, senza falsa modestia, che scorrendoli mi sono reso conto che la mia visione del “problema neoliberista” era esatta come lo erano le previsioni delle sue conseguenze. Torno immediatamente con i piedi ben piantati per terra perché in queste mie previsioni la “preveggenza” non ha nulla a che fare: non c’era in me la voce di un dio o di un demone che mi informasse sul futuro, si trattava solo di aprire gli occhi e guardare, aprire la mente e studiare, si trattava solo di scrivere ciò si vedeva, ascoltava, leggeva… si trattava solo, visti i presupposti, di dedurre e immaginare ciò che sarebbe accaduto. In altre parole si trattava “solo” di onestà intellettuale.

    D’altronde ciò che guida la Cassandra, rinata dalle mani di Christa Wolf, è una visionarietà che solo una realtà umana ben salvaguardata può donare: «Cassandra sa. Nessun dio le ha donato la veggenza. Il dono di vedere è solo la capacità tutta umana – che il potere asserve, corrompe e tacita – di attivare il proprio corpo, di vedere e dire il reale». (3)

    Ho appena letto Catastrofe neoliberista- Il regime che ha devastato le nostre vite di Angelo D’Orsi, (L.A.D. edizioni – 2025) ordinario di Storia del pensiero all’Università di Torino. Un testo che narra il farsi del liberismo dagli anni sessanta del secolo scorso fino ai giorni nostri. Un testo che in qualche modo conferma e ratifica ciò che ho pensato e scritto in questi quindici anni con l’utilizzo di parole e locuzioni in parte da me già utilizzate e altre che aprono brecce in questi muri in cui la cultura mainstream costringe visone e pensiero.

    Parole e locuzioni che hanno sempre un nesso tra loro e che se unite da linee immaginarie – come accade in quel gioco grafico comunemente chiamato “Unisci i puntini” o “Connect the Dots” in cui unendo i puntini viene rivelata un’immagine prima invisibile – possono fare apparire l’effige del Moloch neoliberista e le sue infinite derivazioni e sfaccettature.

    Parole che chiamano, neanche fossero rosse ciliegie mature, sciami di pensieri con cui nutrirmi… con cui nutrire chi del rosso delle parole vive. 

    Chicago Boys, Milton Friedman, Pinochet…

    Negli anni ‘70 le parole chiave sono Chicago Boys, Milton Friedman, Pinochet, privatizzazione, restaurazione delle diseguaglianze, riflusso, revanchismo fascista, modello americano, golpe militare, reazione, strategia della tensione. Sono parole nere, e non per l’inchiostro con cui sono state scritte, stampate, ma per il carico di tenebra che portano con sé. 

    Mi fermo qui  per ora per cercare di mettere insieme questi fili neri inquietanti e invisibili. In quel decennio, scrive D’Orsi, in Italia si vive «un periodo storico in cui si raccolsero alcuni dei risultati più rilevanti delle lotte degli anni precedenti . Lo statuto dei lavoratori, l’istituzione del servizio sanitario nazionale, la chiusura dei manicomi, il nuovo diritto di famiglia, le legge sul divorzio, quella sull’interruzione volontaria della gravidanza (…) Precisamente in quel periodo si registra una risposta violenta di quella parte di società che cercava di impedire il processo di trasformazione in senso progressivo» Proprio in quel momento inizia la messa in opera di un progetto revanscista, riuscito, che lentamente ma inesorabilmente porterà alla situazione attuale in cui le democrazie occidentali si svuotano del significato che le aveva caratterizzate per trent’anni. D’Orsi chiama questo movimento revanchista “lotta di classe dall’alto”, una definizione che serve per far ben comprendere questa ennesima restaurazione di un potere assoluto in cui uno sparuto numero di persone, è riuscito a dominare miliardi di persone. 

    Alle parole del paragrafo precedente aggiungo  Concilio Vaticano II, Teologia della Liberazione le quali evocano un progetto e un esperimento che provocò non solo decine di migliaia di desaparecidos ma anche il passo a ritroso sulla soglia che divide l’umanità dalla disumanità.

    Tutti conoscono la storia del golpe cileno messo in atto dal Pinochet.

    Molti sanno che dietro il golpe cileno del 1973 c’era la lunga mano della CIA: bastano le foto di Kissinger e Pinochet, di Pinochet e Friedman, ritratti sorridenti e cordiali come vecchi camerati, a testimoniarlo.

    Pochi sanno dell’Operazione Condor (Plan Condor): è il piano, a impronta e guida statunitense, che ha istigato, guidato e protetto ogni golpe militare del Centro e del Sudamerica, i cui crimini sono stati ultimamente portati alla ribalta mediatica dal processo iniziato nel 2015 a Roma, contro individui che hanno compiuto crimini specifici, inquadrati in questo piano criminoso.

    Quasi nessuno sa che il golpe cileno, come tutti gli altri, era sostenuto non solo dalla CIA – che era solo il braccio violento, come lo era quello dei militari golpisti – ma anche dalla Chiesa cattolica (4) – che voleva silenziare i sacerdoti e i vescovi terzomondisti della Teologia della Liberazione che dopo il Concilio vaticano II volevano concretizzare i suoi dettami umanitari liberando dalla povertà i popoli amerindi – e dalle corporation e dalle lobby occidentali, ovvero americane ed europee, che volevano porre fine alla “lotta di classe dal basso” invertendo la rotta.

    Quasi nessuno sa che l’intervento dei Chicago Boys nella gestione dell’economia cilena, post golpe, fu un esperimento darwinista per valutare il grado di sopportazione dei cittadini, poveri e impoveriti, controllato da uno stato poliziesco, in cui si seguivano fedelmente i criteri sociali ed economici neoliberisti propugnati da Milton Friedman, esponente principale della scuola di Chicago, insignito del premio Nobel per l’economia nel 1976, nonché sodale – è bene ricordarlo – di Pinochet e del segretario di stato americano Kissinger.

    Oggi tutto l’Occidente di fatto ha già accettato supinamente le regole e le leggi inique della Scuola di Chicago e le sta applicando. La povertà in aumento, le leggi antisociali, uno stato di polizia che assume il nome di “sicurezza nazionale”, le liaisons dangereusestra politica e affari depenalizzate da decreti iniqui, la privatizzazione della res publica e la conseguente distruzione mattone per mattone della Sanità pubblica e della scuola pubblica, l’eliminazione dei diritti dei lavoratori, eccetera, sono un chiaro segnale della restaurazione capital/fascista del Ventennio in cui la classe operaia non poteva alzare la testa e i sindacati erano messi fuori legge.   

    Di “esperimento darwinista” – questa volta messo in opera dal governo Trump – ha parlato anche la scrittrice canadese Margaret Atwood in un’intervista di Elena Molinari su Avvenire, del 27 agosto 2025:

    D. «Cosa scriverebbe se dovesse scrivere un libro su ciò che accadrà negli Stati Uniti nei prossimi anni?»

    R. «Penso che scriverei che assisteremo a un genocidio dei poveri già iniziato».

    D. «In che modo?»

    R. «È una estremizzazione della visione strumentale della società capitalistica che risale a Henry Ford. Il magnate capì di non poter automatizzare le sue fabbriche perché altrimenti non ci sarebbero stati abbastanza operai per comprare le sue auto. Oggi invece l’America dei privilegiati ha deciso che non ha più bisogno di manodopera a basso costo quindi cosa fanno? Tagliano i servizi sociali e  sanitari, la previdenza, e molte di quelle persone moriranno. È una decisione piuttosto consapevole».

    Il ragionamento perverso del governo Trump si basa sul razzismo sociale inscritto nell’ideologia religiosa protestante della predestinazione e della grazia, che è la bibbia dei WASP (White Anglo-Saxon Protestant) “bianco di origine anglosassone e di religione protestante”:  «(…) togliamo la sanità pubblica, togliamo i vaccini. I più forti, privilegiati e sani sopravviveranno e gli altri peggio per loro: significa che non erano adatti», che tradotto suona come: “non avevano avuto la grazia divina”.

    Oggi quindi oggi stiamo assistendo a ciò che aveva “profetizzato”, già nel 1997,  Viviane Forrester, nel suo saggio “L’orrore economico”: «Una quantità sempre crescente di essere umani non è già più necessaria al piccolo numero che, plasmando l’economia, detiene il potere. Una folla di esseri umani si ritrova così, secondo la logica imperante, senza una ragionevole ragione di vita in questo mondo dove sono comunque nati. Per ottenere la facoltà di vivere, per averne i mezzi, dovrebbero poter rispondere ai bisogni delle reti che governano il pianeta, a quella dei mercati. Il fatto è che i mercati non rispondono più alla loro presenza e non hanno bisogno di loro. O di pochissimi e di sempre meno di loro. La loro vita non è più “legittima” ma solo tollerata. Fastidiosa…».

    Questo perché, ovviamente, l’economia tecnologica fa diminuire sempre più l’occupazione anche nei quadri intermedi che non devono più gestire e vigilare operai e impiegati che a loro volta non servono più in quanto sostituiti dall’intelligenza artificiale in grado di gestire ogni fase dei lavori ripetitivi. È una specie di effetto domino in cui ciò che cade sono esseri umani. Una reazione a catena lineare in cui un singolo evento ne causa un altro, e così via, in una sequenza che può avere conseguenze catastrofiche sempre più ampie… e gli echi dei crolli si avvicinano sempre più.   

    Restaurazione neoliberista

    «Nell’intero mondo occidentale l’insegnamento dei meccanismi della finanza – scrive D’Orsi nel libro citato – viene affrontato con un rigido approccio aritmetico, quindi i corsi di economia si trasformano in corsi di matematica finanziaria. Si perde così quel sostrato umanistico che la scienza economica aveva e che in qualche modo i grandi padri fondatori dell’economia, i grandi esponenti del pensiero economico, da David Ricardo a Piero Sraffa, ci hanno fornito. Nello stesso tempo si cerca di far passare un messaggio, pericoloso, che l’economia è una scienza esatta, “apolitica” ed è il decisore principale, “neutro” delle nostre vite. (…) Una scienza talmente esatta che, appunto, viene smaterializzata.»

    L’economia, per i commentatori mediatici e per i politici, è quindi guidata da quella“mano invisibile”, “di origine soprannaturale”, che porta ad esiti di cui gli esseri umani non sono responsabili. L’economia è quindi pensata come un neutro ente metafisico trascendente. Accade spesso di leggere frasi come “le ragioni dei numeri”, “i numeri dicono che..”, “i numeri non hanno colore politico”, “le leggi economiche ci impongono”, eccetera. In questo modo si fanno digerire leggi e decreti antipopolari che impoveriscono sempre più le classi meno privilegiate. Con queste modalità cialtronesche politici e informatori mediatici affermano, in modo surrettizio, che leggi e decreti non sono frutto di decisioni prese da politici con tanto di nome e cognome, ma magari “dell’Europa che ce lo impone”,  trasformando così individui e istituzioni in entità tanto incombenti quanto fantasmatiche, entità metafisiche che dettano l’agenda alla politica a cui si deve solo obbedire neanche fosse scolpita sopra tavole della legge, e portata da Mosè sceso dal monte Sinai. A questo punto è chiaro che la casta politica sarebbe una mera esecutrice di scelte vergate da una divinità a cui, ovviamente, non si può rifiutare l’obbedienza assoluta. Per gli eretici ci si sta organizzando con un autoritarismo che assume tratti di fascismo e con uno stato di polizia che deve difendere la Sancta sanctorum dove vengono vergate e custodite le leggi eterne. Leggi neoliberiste divine ed eterne che l’impero occidentale si sente in dovere di esportare e imporre con le buone o con le cattive anche ai “non occidentali”, ai “non cristiani”.

    Tutto ciò all’insegna di uno scontro di civiltà che ha l’obiettivo di giungere ad un “nuovo ordine globale” che prevede scenari di una «“grande trasformazione” di cui la lotta di classe dall’alto e il conflitto militare diventano i pilasti» Questo “nuovo ordine planetario” deve evidentemente fondarsi sul dogma neoliberista il quale, inutile dirlo, essendo fondato sul concetto di “Bellum omnium contra omnes”, ossia una lotta continua di tutti contro tutti non sarà mai ordine ma caos, FarWest, guerra.

    «La ricchezza – lo sanno bene i lavoratori a tempo indeterminato – diventa non solo una forma di potere ma anche di sopraffazione»   Come ci avevano avvertito Torqueville e Camus l’essere umano si ribella all’ingiustizia e la diseguaglianza auspicata dal neoliberismo come motore sociale di sviluppo democratico, è e viene percepita sempre più come una ingiustizia e quindi prima o poi il conflitto sociale tra pochi ricchi e miliardi di poveri sfocerà in una rivoluzione globale con esiti terribili e incerti. 

    Intanto le utopie socialiste hanno lascito il posto alle distopie del sistema militar-industriale sperimentato in Cile (Military-industrial complex) che possiamo ora vedere con la nuova corsa al riarmo, con le “leggi per la sicurezza”, funzionali alle classi dominanti per l’intensificazione della “lotta di classe dall’alto”, delle classi dominati contro quelle subalterne . Politiche economiche che fatalmente conducono alla riduzione delle libertà e alla difesa della privatizzazione senza limiti dei territori e dello stato sociale. Finita “l’età dei diritti” – il Jobs Act è esemplare – si impone il controllo capillare alla Grande Fratello che sorveglia, ingabbia e impedisce ogni alito di ribellione. Un sistema di Stato poliziesco accompagnato da campagne propagandistiche che mettono in secondo piano la crisi climatica opponendo le ragioni dell’“economia del progresso” alle ragioni dell’ambiente… come se la salute della Terra che ci permette di sopravvivere fosse tutto sommato una questione non prioritaria. La negazione del disastro climatico impera con la complicità di un capillare servizio mediatico asservito ai grandi centri di potere finanziario.

    La globalizzazione della miseria, prevista dal sistema neoliberista, intanto avanza senza che un battito d’ali reale si oda dagli scranni, inutilmente occupati, che stanno a sinistra dell’epicentro parlamentare. Una sinistra si è autocondannata accettando, come disse Enrico Berlinguer, la “via melmosa” che porta al neoliberismo.

    Scrive D’Orsi «Il liberismo del resto è essenzialmente una ideologia privatistica e individualistica, che lotta per ridurre fino ad abbattere del tutto la dimensione pubblica. Rappresenta si può affermare un ritorno alla ferinità dello stato di natura, tra individui e popoli. L’unica legge che vale è quella della forza e quella della ricchezza, o meglio dell’arricchimento incessante, senza limiti, sulla base di uno sfrenato individualismo»

    Il mondo prosegue verso una brutalizzazione dei rapporti internazionali; verso una conflittualità estrema e permanente , la guerra di tutti contro tutti… soprattutto dei poveri contro i più poveri, dei più poveri contro gli emigrati.

    (1)https://www.igiornielenotti.it/sviluppo-economico-cieco-che-fare/

    (2)https://www.igiornielenotti.it/crisi-economica-mandanti-sicari-guardiani-e-sciacalli/

    (3)Anita Raja: postfazione al libro Cassandra di Christa Wolf

    (4)https://www.igiornielenotti.it/la-parole-del-genocidio-quarantanni-fa-24-marzo-1976-aveva-inizio-la-dittatura-ecclesiastica-neoliberista-e-militare-argentina/

     Questo è il primo di una serie di articoli che intendo scrivere sullo stato delle cose della società mondiale – dal punto di vista sociale, economico e ambientale – in cui l’ideologia neoliberista è diventata egemonica. Gli altri capitoli seguiranno con una cadenza settimanale.

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