• Poesia e ribellione – Nino Pedretti: “lasciateci dormire nel fienile,/ con una ragazza.”

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    I partigien

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    Non è per via della gloria,
    che siamo andati in montagna,
    a far la guerra.
    Di guerra eravam stanchi,
    di patria anche.

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    Avevamo bisogno di dire: lasciateci le mani libere,
    i piedi, gli occhi, le orecchie;
    lasciateci dormire nel fienile,
    con una ragazza.

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    Per questo abbiam sparato,
    ci siamo fatti impiccare,
    siamo andati al macello
    col cuore che piangeva,
    con le labbra tremanti.

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    Ma anche così sapevamo
    che di fronte a un boia di fascista
    noi eravam persone, e loro marionette.

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    (Nino Pedretti, poeta romagnolo)

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    • bellissima non la conoscevo.
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      posto una poesia di belgrado petrini partigiano anarchico e indomito antifascista.dopo un’intera vita passata in galera,finalmente libero nel 1975,sempre piu indomito,continuò la sua lotta ,contro il fascismo dello stato democratico. muore a carrara nel1979.
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      SCHIAVI
      carcere di fossombrone1967
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      Siamo la ciurma anemica
      d’una galera infame
      su cui ratta la morte
      miete per lenta fame.
      ………………………….
      Mai orizzonti limpidi
      schiude la nostra aurora
      e sulla tolda squallida
      urla la scolta ognora.
      ……………………………..
      I nostri dì si involano
      fra fetide carene
      siam magri smunti schiavi
      stretti in ferro catene.
      ………………………………
      Sorge sul mar la luna
      ruotan le stelle in cielo
      ma sulle nostre luci
      steso è un funereo velo.
      ……………………………….
      Torme di schiavi adusti
      chini a gemer sul remo
      spezziam queste catene
      o chini a remar morremo!

      Cos’è gementi schiavi
      questo remar remare?
      Meglio morir tra i flutti
      sul biancheggiar del mare.
      ………………………………
      Remiam finché la nave
      si schianti sui frangenti
      alte le rossonere
      fra il sibilar dei venti!
      ……………………………
      E sia pietosa coltrice
      l’onda spumosa e ria
      ma sorga un dì sui martiri
      il sol dell’anarchia.
      …………………………………
      Su schiavi all’armi all’armi!
      L’onda gorgoglia e sale
      tuoni baleni e fulmini
      sul galeon fatale.
      ………………………………..
      Su schiavi all’armi all’armi!
      Pugnam col braccio forte!
      Giuriam giuriam giustizia!
      O libertà o morte!
      …………………………………..
      Giuriam giuriam giustizia!
      O libertà o morte!
      …………………………………

      Nessun nocchiero ardito,
      sfida dei venti l’ira?
      Pur sulla nave muda,
      l’etere ognun sospira!

      …………………………………

      Falci del messidoro,
      spighe ondeggianti al vento!
      Voi siate i nostri labari,
      nell’epico cimento

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      ps
      la poesia divenne un famosissimo canto anarchico dal titolo; il galeone

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