• Una enorme montagna di disumanità…

      0 commenti

    di Gian Carlo Zanon

    Ho appena letto La montaña uno dei lunghi articoli che lo scrittore argentino Marcelo Figueras, scrive sul sito El cohete a la luna. Il titolo lo ha preso da un dramma scritto, pare, da William Shakespeare.

    Partirei dal frammento di questo dramma elisabettiano, Sir Thomas More, scritto tra il 1591 e il 1593. Il manoscritto ricostruisce la vita di Thomas More, cancelliere di Enrico VIII, morto martire per la fede cattolica.

    L’opera narra del giorno che la storia ricorda come Evil May Day: “Il malvagio Primo Maggio”:

    «Il primo giorno di quel mese del 1517, la città di Londra fu l’epicentro di una rivolta contro gli stranieri. Che a quel tempo non erano indù o orientali, ma fiamminghi e francesi. Tuttavia furono demonizzati con gli stessi argomenti che si usano oggi contro gli immigrati: togliere il lavoro agli operai inglesi e mangiare il pane che apparteneva ai loro figli.

    Quel giorno una folla marciò verso St. Martin Le Gran, (…) dove vivevano molti stranieri. Le loro intenzioni, come si può immaginare, erano delle peggiori. Ma Thomas More, che a quel tempo ricopriva la carica di sotto-sceriffo di Londra, li fermò. Nel secondo atto il Bardo ricrea ciò che More disse, con lo scopo di placare la loro violenza:

    “Se viene loro concessa la deportazione, questa rivolta/ spoglierà l’Inghilterra di tutta la sua maestà./ Immagina questi miserabili immigrati,/ von i loro bambini sulle spalle e i loro poveri bagagli,/ strisciando verso porti e coste in cerca di mezzi di trasporto./ (…) Cosa avranno ottenuto? Io vi dico: lo avranno dimostrato/ che ciò che dovrebbe prevalere è la maleducazione e la violenza,/ ed è così che si pone fine all’ordine; un modello/ secondo il quale nessuno di voi vivrebbe fino a diventare vecchio/ perché in questo modo altri furfanti, controllati dai loro impulsi,/ e usando le proprie mani e gli stessi desideri e argomenti,/ vi piomberanno addosso come squali; e così gli uomini,/ come pesci voraci, si nutrirebbero l’uno dell’altro.

    Diciamo ora che il re,/ che di solito è pio quando l’imputato si lamenta,/ non trovi modo di perdonare questa grande offesa/ e decide di bandirti: dove andresti?/ Quale paese, data la natura del suo crimine,/ ti darebbe un riparo? Vai in Francia, o nelle Fiandre;/ in qualche provincia tedesca, in Spagna o in Portogallo,/ in qualsiasi luogo che non appartenga all’Inghilterra,/ ti andrebbe bene diventare immigrato? Ti piacerebbe?/ Incontrando una nazione crudele e selvaggia,

    che, indulgendo in una violenza orribile,/ ti neghi rifugio ovunque ti metta un coltello odioso al collo,/ e ti disprezzi come fossi un cane; come se Dio/ non ti avesse creato né avesse dovuto a te nulla/ né ti avesse concesso gli elementi primari/ più che ai cittadini locali?/ Cosa penseresti se venissi trattato così?/ Questa è ciò che accade oggi agli stranieri;/ E questa è la tua disumanità, enorme come una montagna.”»

    Figueras parte dunque dalle ultime parole “la tua disumanità enorme come una montagna” per descrivere l’odio di quelle persone per altre persone che non conoscevano ma che erano state classificate, nella loro mente, come stranieri e quindi non aderenti al modello di essere umano impersonato da loro stessi.

    La stessa identica cosa è accaduta pochi giorni fa in Italia quando un gruppo di persone è andata a linciare un ragazzo, che avendo la pelle scura non corrispondeva al modello che essi impersonavano. Tutto è finito bene ma poteva accadere il peggio.

    Come dicevo, partendo da questo concetto di disumanità “enorme come una montagna”, l’autore dell’articolo esplora gli accadimenti compiuti da esseri umani che, avendo perduto l’umanità, hanno mandato in campo ciò che potremmo chiamare il quinto Cavaliere dell’Apocalisse che assume in sé le caratteristiche dei primi quattro: Morte, Carestia (fame), Guerra, Conquista.

    Come dice Figueras il mondo come lo conoscevamo sta scomparendo. È visibile, per chi vuole vedere, un progetto molto simile a quello della propaganda nazista capitanata da Goebbels: «l’obiettivo è brutalizzarla, (la società) abituarla all’umiliazione affinché acconsenta alla miseria, all’ingiustizia e alla violenza, (…) Oggi l’Argentina sembra un luogo di detenzione uscito da un romanzo horror vittoriano, (…) Questo fenomeno supera i nostri confini. Siamo una versione patetica di ciò che sta accadendo parallelamente negli Stati Uniti, a causa di Trump e degli interessi oscuri che rappresenta.»

    Il tutto mi sembra assolutamente condivisibile, a partire da quei “interessi oscuri che rappresenta”.

    D’accordo anche sul fatto che Trump stia «distruggendo tutto ciò che di positivo il mondo ancora associa all’American Way of Life. Penso all’innocenza dei minorenni che Epstein gli ha fornito.»

    Trump assume le sembianze di Penguin il personaggio della serie televisiva estrapolato dalla saga di Batman, ma anche quelle di Joker: entrambi provano un profondo risentimento contro la società intera che li ha sempre rifiutati per la loro bruttezza fisica che rappresenta quella interiore. Trump si comporta come Penguin e Joker: «resetta il suo paese a sua immagine e somiglianza, con l’intenzione di trasformare tutti in persone volgari e senza scrupoli come lui. (…) Poiché non può smettere di essere quello che è – dal momento che è non può diventare degno e virtuoso – fa in modo che il mondo intorno a lui scenda al suo stesso basso livello.»

    Tutto ciò se vogliamo rispecchia una coerente continuità: l’America ha bombardato Hiroshima e Nagasaki, ha mentito sulle armi di distruzione di massa e ha attaccato l’Iraq causando un milione di vittime, e quindi ora si può permettere di consentire il genocidio di Gaza, di censurare la stampa, di assediare le città americane con forze paramilitari, di uccidere cittadini americani inermi. A ben vedere però sotto i comandi di Trump l’Americaha solo tolto la maschera e adottato quella autenticità dell’essere  auspicata dall’ideologo del nazismo Heidegger: sei un mostro? Sì? e allora mostrati per quello che sei così avranno ancor più paura!

    -

    Penso anch’io come Figueras che, spinto dalla cecità indotta dal suo risentimento da castrato psichico, Trump finirà per rovinarsi con le proprie mani, ma questa storia non finirà il giorno in cui lui cadrà come un ennesimo Macbeth  perché dietro Trump, che ripropone l’imperialismo americano, però senza veli, ci sono i potentati economici:  «Il grado di concentrazione della ricchezza esistente nel mondo di oggi è una prova incontrovertibile. Ma allo stesso tempo, non possiamo ignorare il fatto che, per realizzare questo piano hanno unto dei generali la cui caratteristica essenziale è il capriccio, il grottesco e la violenza compulsiva. Non c’è modo di spiegare personalità come Trump e Milei nei termini esclusivi della geopolitica, o anche della psicoanalisi. Furono scelti, presumo, perché (…) erano noti per essere capaci di fare qualsiasi cosa.»

    E questo dovrebbe far paura… molta paura.

    «Li hanno finanziati e sostenuti perché non hanno freni. (…) permettono di introdurre misure che una politica liberale, per quanto conservatrice, non sarebbe in grado di imporre.» Ma questi psicotici «Non si scatenano solo quando fa comodo ai loro mandanti. Una volta abituati a scatenarsi, lo fanno sempre, anche se i loro scoppi d’ira si rivelano sempre più controproducenti. Il terzo atto dello spettacolo in corso suggerisce che la loro natura inarrestabile finirà per far crollare loro stessi, coloro che li hanno finanziati politicamente… e forse, se non agiamo rapidamente, il mondo intero.»

    I potentati economici hanno «messo al timone» Trump, come fecero cent’anni fa con Mussolini. Ma Trump non sa pilotare. Lui come un servo solerte, probabilmente sta facendo di più di ciò che stava nei desiderata dei suoi signori.

    «(…) In questo nostro mondo, 2 + 2 non fa più necessariamente 4, come aveva anticipato Orwell (…). Non tutto ciò che accade è il risultato di una catena di decisioni consapevoli e ragionate. Le regole degli scacchi sono chiare e inequivocabili, ma non lo è ciò che muove i giocatori nella loro interiorità più profonda. Per avvicinarci a una migliore comprensione di ciò che è reale dovremmo considerare anche il fattore umano, che introduce nel gioco dell’esistenza l’elemento dell’ineffabile, di ciò che non può essere spiegato logicamente» E dato che il fattore umano di Trump è un enorme montagna di disumanità, possiamo aspettarci di tutto… anche, come il Macbeth insegna, una sua fine tragica…

    13 febbraio 2026

    Il link https://www.elcohetealaluna.com/la-montana/?fbclid=IwY2xjawP5A9NleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFBeWlxTVp3OFlrRjZKMmtUc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHod7EifMapEIgujdh82KsUamdQptGIfAXBlcUwDFu0U_RnnAkEz1JZj-ROBF_aem_qXcMtABxO81XEEPlaN0mVg

    Scrivi un commento