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di Gian Carlo Zanon
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Il sionismo, come ogni altra forma di nazionalismo, è un teorema di società distopica in quanto si basa su un principio disumano e disumanizzante: il primato di un popolo, della sua cultura, della sua religione, della sua lingua, su tutti coloro che a quella specifica cultura, a quella specifica religione, a quella specifica lingua non appartengono.
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Ogni nazionalismo – e il sionismo è una forma di nazionalismo come lo fu, per esempio, il fascismo – anche quello dell’Isola di Utopia fantasticato da Thomas More, è un’aberrazione culturale.
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Ciò che viene teorizzato come diritto di un popolo alla autodeterminazione – che è in linea di principio può sembrare sacrosanta – poi nel suo concretizzarsi, nel suo istituzionalizzarsi, rivela il veleno della rivendicazione di una assurda identità di appartenenza la quale, basandosi su miti bislacchi – vedi le origini cristiane dell’Europa – non può che annullare, parzialmente o completamente, l’identità umana dello “straniero” in quanto esclude chi non corrisponde alle caratteristiche del modello imposto dalla cultura dominante: di conseguenza se sei mussulmano non sei un Europeo.
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La “terra promessa” agli ebrei, la “Reconquista” spagnola, l’evangelizzazione delle “terre del demonio”, l’italico “Risorgimento”, la “conquista del west”, lo “spazio vitale” per i tedeschi, l’“esportazione della democrazia”, eccetera, altro non sono che modi cialtroneschi per definire la volontà criminale di conquista e dominio di “signori della guerra” ai quali ragion di stato, ideologia e religione forniscono un alibi che giustifica i loro crimini.
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Ciò che viene propagandato come una realizzazione utopica – fornendo giustificazioni funzionali alla volontà di colonizzare territori – è di fatto la realizzazione di un pensiero distopico ossia disumanizzante.
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Sionismo
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Anche il Sionismo, ideologia che inevitabilmente ha portato al genocidio dei abitanti originari della Palestina, rientra nelle caratteristiche sopra citate in quanto rivelatosi razzista e suprematista. Essendo razzista e suprematista rientra evidentemente nelle caratteristiche del disumano.
Per non aver ancora dubbi sulle intenzionalità incistate nell’ideologia sionista basterebbe leggere i principi fondamentali inseriti nella Legge fondamentale 19 luglio 2018 che definiscono definitivamente Israele “Stato Nazione del Popolo Ebraico”.
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1 — Principi fondamentali più importanti
A. La Terra d’Israele è la patria storica del Popolo ebraico, in essa è stato fondato lo Stato d’Israele.
B. Lo Stato d’Israele è il focolare nazionale del Popolo ebraico, in cui si realizza il suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all’autodeterminazione.
C. Il diritto di esercitare l’autodeterminazione nazionale nello Stato di Israele è un diritto esclusivo del popolo ebraico.
A. La lingua ufficiale è l’ebraico.
B. La lingua araba gode di riconoscimento speciale nello Stato. La legge regolamenterà l’impiego dell’arabo nelle istituzioni di Stato
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7 — Insediamento ebraico
A. Lo Stato considera lo sviluppo dell’insediamento ebraico come un valore nazionale e si adopererà per incoraggiarne e promuoverne la creazione e il consolidamento.
11 — Immutabilità
La presente Legge Fondamentale (Basic Law) non sarà emendata, a meno che un’altra Legge Fondamentale (Basic Law) sia approvata a maggioranza dalla Knesset.
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Per chi ha conservato un pizzico di onestà intellettuale basterebbe questo manifesto distopico per includere lo Stato di Israele tra gli stati canaglia, i suoi leader politici che hanno voluto questa legge tra i razzisti genocidi, e i cittadini di Israele, che non si oppongono alla disumanizzazione di chi non è di sangue ebraico, tra coloro che mettono in atto la stessa identica “banalità del male” subita dagli ebrei europei durante il nazifascismo: parlo dell’annullamento della dignità e dell’identità umana del diverso non ebreo. Questo perché coloro che non si oppongono al genocidio, credono e vogliono credere, per ignoranza e/o per convenienza, di essere il “popolo eletto” e quindi aventi diritto divino di prevalere su ogni altro essere umano non ebreo.
Nel frattempo, secondo i rapporti dell’Israel Democracy Institute, negli ultimi anni è in atto un fenomeno chiamato “nuova diaspora” – o controesodo – dovuta a ciò che sta accadendo da anni in quei luoghi in cui l’utopia sionista si è evidenziata per ciò che era in nuce: un’utopia distopica.
Come spiega egregiamente Sergio Luzzato nel suo saggio – I bambini di Moshe – sulla colonizzazione ebraica della Palestina, iniziata nel 1917 e concretizzatasi nel 1948 – fin dai primi tempi la visione dei sionisti era fondata sull’annullamento degli abitanti della Palestina: per loro c’era solo una terra promessa da colonizzare da parte del popolo eletto. Tutto il resto era annullato: i non ebrei in Palestina – secondo la loro percezione alterata da un delirante pensiero magico religioso – non esistevano e se per caso si fossero fatti vivi, nel vero senso di questa espressione, sarebbero stati percepiti come un corpo estraneo da estirpare. E grazie alla “banalità del male” di tutti o quasi i governi del mondo, oggi ci stanno riuscendo. Anzi, visto ciò che sta accadendo in Libano, per loro è tutto “il creato” e non solo la terra degli avi ad essere stata promessa loro da Elòhe Sêbā’ôt ossia dal Signore della guerra di Moshe, David e Salomone, Ben-Gurion, Benjamin Netanyahu… e ai loro correligionari assetati di volontà di potenza.
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Israele è diventato come quel paese narrato da Welles nel racconto Il paesi dei ciechi: in quel paese erano tutti ciechi NON perché nascevano con la mancanza di luce negli occhi, ma perché i nascituri venivano accecati: tutti erano ciechi e tutti volevano che tutti fossero ciechi come loro. Per i cittadini di quel paese essere ciechi era la norma, il modello di umanità. Chi non corrispondeva a qual modello doveva accettare di essere accecato… oppure ciecamente, ovvero in modo anaffettivo, lo si giustiziava. Non lo si ammazzava, lo si giustiziava, perché le leggi, e quindi la giustizia, era gestita da esseri umani che si accecavano per non vedere.
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2 giugno 2026
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Vedi anche https://www.igiornielenotti.it/sionismo-ovvero-lutopia-distopica/

