
.
di Gian Carlo Zanon
.
«Una società fondata sul potere del denaro non può aspirare alla grandezza o alla giustizia. E lo può fare ancora meno quando il denaro mantiene i suoi privilegi senza accettare alcuna responsabilità» Albert Camus – Editoriale del 16 novembre 1944 su Combat
«Non esistono né giustizia né libertà quando è il denaro a farla da padrone» Albert Camus – Articolo del 21 ottobre 1944 su Combat
«La politica e il destino degli uomini sono foggiati da individui senza ideali e senza grandezza. Chi ha grandezza in sé non fa politica.» Albert Camus 1955 (Taccuini)
«Sono nato in una famiglia, la sinistra, e lì morirò, ma trovo difficile non vederne il declino» Albert Camus. (non ho più trovato la citazione)
.
Nei suoi tre celebri libri Vita e destino, Il popolo è immortale e Stalingrado Vasilij Grossman ha raccontato l’epopea della ritirata dell’esercito russo la sua ferma resistenza a Stalingrado dove fu fermato “l’invincibile” esercito nazista. Da lì partì la controffensiva che si fermò solo a Berlino.
Stalingrado è un simbolo sia di riscatto etico, sia di resistenza al dominio della disumanità, sia di rivincita contro ciò che può apparire invincibile.
Ciò che appare invincibile oggi è il sistema neoliberista che con le sue metastasi domina totalmente ogni angolo del pianeta distruggendo non solo l’ambiente, che ci consente di sopravvivere, ma anche e soprattutto la natura umana che ci consente di vivere insieme umanamente. Un sistema economico e sociale questo, disumano e disumanizzante, che spesso viene inconsciamente vissuto come destino.
.
L’ultimo referendum è stato la Stalingrado della Costituzione. Se avessero vinto i SI i fascio-liberisti avrebbero oltrepassato la linea che separa nettamente l’umano dal disumano. Hanno vinto i NO e quindi si deve ricominciare a riconquistare pezzo per pezzo i valori espressi dalla Costituzione antifascista già indebolita da questa deriva fascista che porta alla distruzione della civiltà dei diritti umani democratici.
.
Ho trovato l’articolo di Antonello Ciervo e Giovanni Russo Spena, Cosa occorre per una vera riforma, apparso sul numero di maggio 2026 di Left, decisamente interessante. Mi è piaciuto particolarmente perché in qualche modo coincide con ciò che dal referendum in poi ho pensato e ho scritto, anche in vista delle prossime elezioni politiche.
.
I due autori affermano che il NO referendario ha dato segnali chiari alla politica: «Bisogna ripartire non soltanto dalla difesa, ma dalla completa attuazione della Carta costituzionale che è innanzitutto un programma politico, in primis sul terreno della piena effettività e garanzia dei diritti sociali.»
Il voto referendario, quindi, deve essere considerato come un grido rivolto a chi tra i politici ha a cuore non solo la sopravvivenza delle persone ma anche il lato esistenziale che riguarda le esigenze umane e la salvaguardia dell’identità umana e della dignità.
Il NO ha rappresentato un netto rifiuto che «deve essere letto come una critica alle politiche neo-liberali che hanno caratterizzato l’azione del centro-sinistra nel corso degli ultimi due decenni, a partire dalla crisi finanziaria del 2007/2008»
«Si tratta, insomma, e di nuovo, di coniugare conflitto sociale e progetto di vita: se i partiti di sinistra vogliono interagire con questa generazione, l’unica strada possibile da imboccare è quella della coerente radicalità antiliberista, come ci ha indicato la piazza NO Kings del 28 marzo.»
Se i partiti vogliono il voto dei giovani e degli “assenteisti” di sinistra, devono trasformarsi radicalmente, altro che cucirsi addosso il titolo di “progressisti”.
Nei partiti del cosiddetto centro sinistra molte persone di sinistra non riescono proprio ad identificarsi, perché delusi da quelle persone che portano il vessillo della sinistra senza però aver abiurato il neoliberismo.
.
Questo stato delle cose nella sinistra italiana è stato determinato soprattutto dalla delusione data alle classi sociali a cui faceva riferimento il PCI di Berlinguer: gli ultimi e i penultimi. La crisi definitiva della sinistra italiana risale alla fondazione del PD, che nasce liberista e ultracattolico senza neppure inserire nello statuto il richiamo all’antifascismo. Il modello veltroniano è il partito democratico americano a cui vengono scopiazzati anche gli slogan. Se già la Bolognina aveva rappresentato un tradimento, dalla nascita del PD in poi inizia il progressivo allontanamento dal mondo del lavoro e dalle classi sociali rappresentate dal PCI fino al 1984, anno della morte di Enrico Berlinguer. Il PD è stato il partito delle armi, del jobs act che ha abolito l’articolo 18, è stato il partito che non ha dato diritti e cittadinanza ai emigrati, è stato il partito Marco Minniti che ha di nuovo legittimato i lager libici. È il partito che oggi ha al suo interno parlamentari che stanno decisamente dalla parte del governo genocida israeliano.
.
Ci si dovrebbe chiedere che ruolo ha avuto e ha il PD nella politica italiana e globale.
C’è un vecchio proverbio spagnolo da cui Lope de Vega ha tratto una commedia (El perro dell’ortolano): “El perro dell’ortolano ni come ni deja comer” ovvero “il cane dell’ortolano né mangia né lascia mangiare”. E questo fa il PD.. perché? Perché è il cane del neoliberismo che non fa nulla di sinistra ma non permette di fare qualcosa di sinistra nemmeno fare agli altri.
È un fenomeno presente da molti anni: c’è un’esigenza che si fa sempre più strada nella società? Ed ecco che qualcuno ci mette il cappello, ma non per lottare per realizzarlo ma per incanalarlo in modo che quell’esigenza non si realizzi mai. A questo sono serviti partiti e movimenti populisti, come il M5s, di questi due decenni; a questo sono serviti i partiti di pseudo sinistra: a catalizzare lo scontento popolare per smorzare la forza rivoluzionaria… oltre al PD abbiamo partiti e leader usa e getta che per qualche anno si mettono a rappresentare la ribellione… ribellione che hanno il compito di spegnere: sono i killer che devono uccidere la ribellione in culla.
.
Rosy Bindi 2018 «Non basta un nuovo segretario per cambiare» «Io penso che vada ricostruita una sinistra e che questo il Partito Democratico deve essere disponibile a mettere a disposizione se stesso fino a prevedere non l’idea di ricostruire il Partito Democratico, ma di ricostruire una sinistra anche attraverso lo scioglimento dello stesso Partito Democratico»
.
Cari compagni ascoltate Rosi Bindi se vi è rimasto un barlume di coraggio, voi che avete votato PD non prendetevela con chi, come me, ha votato a sinistra del PD perché, come dice Rosi Bindi tra le righe, il PD non rappresenta i valori della sinistra. Se ancora ce la fate guardatevi dentro per vedere ciò che gente come me rappresenta anche per voi. Cercate di capire che se questo pensiero critico sparisse completamente in voi vi trovereste a tremare di freddo sotto il sole d’estate. Se i “duri e puri” – così ci chiamate vero? – e quelli che soffrono, come me, di “purezza adolescenziale”, si adeguassero a un surrogato della sinistra, se si lasciassero avvinghiare dal canto delle sirene di un partito/azienda che vuole solo massimizzare i propri voti solo per non sparire dalla scena politica, vi ritrovereste senza quel pungolo che ancora vi consente di sentirvi vivi.
.
Eppure c’è tanta sinistra quante persone ci sono con le idee chiare di ciò che è sinistra e che ovviamente non possono sentirsi rappresentate da un partito a palese trazione clerico-liberista. No cari compagni, non mi guardo l’ombelico, guardo il teatrino della politica, lo interpreto secondo la mia personale visione del mondo senza accontentarmi di surrogati della sinistra che ripeto servono solo a distruggere persino gli ideali fondanti della sinistra. Molta gente sente il nome sinistra e pensa al PD e, ovviamente, rifiutando quell’azienda/partito, rifiuta anche tutto ciò che viene definito “di sinistra”. Come si dice getta via il bambino con l’acqua sporca: La persona comune pensa “se la sinistra è “quella roba lì” io non la voto… non è difficile da capire…
.
In questi ultimi decenni abbiamo visto ingigantirsi il fenomeno del leaderismo, ossia dell’apparizione di “capitani coraggiosi” – Craxi, Berlusconi, Grillo, Renzi, ecc. – e di pulzelle d’Orléans – Meloni, Schlein e l’ultima Jeanne d’Arc genovese – capaci di galvanizzare i cittadini che si trasformano in credenti o se preferite in tifosi da curva sud: “un Capitano, c’è solo un Capitano”… questo è il coretto…
Tutti lì a giurare e spergiurare sulla capacità di questa santeria politica di trasformare miracolosamente disoccupati in lavoratori ultrapagati, accise in benzina gratuita, file di attesa di pronto soccorso in sanificazioni immediate, pane in brioches.
È una deriva cognitiva inarrestabile che ha infettato anche parti importanti della… vabbè chiamiamola sinistra. Nella scelta del voto va considerato si il partito, e i suoi leader, ma anche, o forse soprattutto, il programma, scritto ovviamente.
E la Sinistra che ha votato NO il programma ce l’ha già: realizzare pienamente la Costituzione che è anti-neoliberista.
Un partito subalterno alla cultura neoliberista non è un partito di sinistra. È necessario creare una sinistra di governo che per governare non rinunci ai principi della sinistra. Una sinistra che non annacqui i principi fondanti della sinistra espressi nella Costituzione.
.
La storia è complessa… leggendo libro di ricordi Mistero napoletano di Ermanno Rea si possono intuire le ragioni umane e geopolitiche che ci hanno portato al punto di rottura che stiamo vivendo… la “svolta della Bolognina” è stata l’accettazione tout-court del neoliberismo come se quel sistema sociale ed economico fosse un destino ineluttabile… questa accettazione del fato neoliberista è il peccato originale dei partiti che si continuano a identificare come “di sinistra” ma che di sinistra non hanno neppure il nome… è questo il grande inganno…
Ci si è lasciati ingannare dalla promessa si prosperità, di sviluppo infinito che il neoliberismo, ideologicamente, offre, ignorando quali sarebbero stati domani gli effetti collaterali devastanti che oggi vediamo chiaramente. Cosa c’ era d’aspettarsi dalla globalizzazione? Ricchezza redistribuita per tutti, libertà infinita oppure accentramento più marcato delle ricchezze?
Eppure non era difficile pensare che in uno zoo senza gabbie i leoni prima o poi avrebbero sbranato ogni altro animale inferiore nella scala alimentare.
Che ci sia stato un abbaglio sociale è poco ma sicuro, e forse, dico, forse, è scusabile. Ma ciò che non è nemmeno umano è il fatto di non volere mantenere a tutti i costi quell’abbaglio chiedendo gli occhi su una realtà, sociale, economica, politica, ambientale che dagli anni Ottanta in poi è cambiata radicalmente. Di quell’abbaglio ne stiamo pagando il conto e la maggioranza delle persone fa ancora finta di non vedere nulla. Ma chi ha il potere reale ha capito benissimo che si sta andando verso una crisi terrificante… ma invece di invertire la rotta crea una casta militaresca che dovrà tenere a bada le prossime tragiche rivoluzioni incarnate da chi non avrà più nulla da perdere. La mossa sulla scacchiera della politica di Vannacci ha a che fare con tutto ciò: lui è il “boia” perfetto.
Il PD è a trazione neoliberista da quando è nato e quindi o getta la maschera e si dichiara un partito di destra, o si scioglie… così quanto meno non continueremo ad avere un nemico interno che ci succhia le forze vitali.
.
Ma cos’è Sinistra e cosa non lo è?
.
7 Maggio 2026 – Radio3 – Wikiradio, Le voci della storia
Nel 1941 si forma il partito Liberal Socialista, venne presentato il giuramento, steso da Ernesto De Martino, che viene considerato una sorta di programma ideologico: il testo è un risveglio e una rinascita al senso di solidarietà, nella libertà, «per cui un’offesa fatta a una creatura umana, nel punto più remoto della terra, è un’offesa fatta a me e alla mia dignità di uomo»
.
Le categorie destra- sinistra sono essenzialmente etiche. Il politico, se è di sinistra, interviene in un secondo momento per dar forma sociale ad un pensiero etico, oppure non etico se il politico è di destra. Essere di sinistra significa essere eticamente legato ai suoi valori fondanti: eguaglianza, libertà di essere senza negare l’altro da sé, fraternità intesa come solidarietà. Essere di destra significa negare uguaglianza, libertà e solidarietà agli esseri umani e quindi cercare di creare una società in cui i più forti dominano i più deboli.
.
Oggi i valori fondanti della sinistra, a cui tendere, si possono sintetizzare in
.
a) libertà di pensiero e prassi nell’ambito dei rapporti interumani che non possono prescindere da rapporti umani di realizzazione reciproca, intesa quindi come istanza interiore, ineludibile, di essere umani. libertà individuale responsabile che non annulli l’altro da sé. Libertà individuale responsabile e rispetto per la libertà altrui ben sintetizzata in una frase dello psichiatra Massimo Fagioli «La libertà è l’obbligo di essere esseri umani»;
.
b) uguaglianza non solo riguardante i diritti civili e sociali ma anche e soprattutto sentita in profondità come riconoscimento di una uguaglianza, alla nascita, identica per tutti gli esseri umani e quindi intesa come dialettica interumana con l’altro da sé uguale per nascita e diverso per vissuto. Uguaglianza intesa come giustizia sociale, intesa come solidarietà con tutto il genere umano. Uguaglianza intesa come riconoscimento di una nascita e la salvaguardia del diritto per nascita per tutti i neonati: “ho dei diritti perché sono nato! Non perché sono nato qui o là, non perché sono stato generato da questi o da quei genitori, ma semplicemente perché sono un essere umano”.
.
c) fraternità intesa come solidarietà con tutto il genere umano che porta naturalmente alla
giustizia sociale. Fraternità intesa come giustizia sociale e divisione della ricchezza, quindi come diceva Marx a “Ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni”.
.
Questi valori escludono l’ideologia neoliberista in quanto essa si fonda sulla sopraffazione del più forte sul più debole.
Quando parlo di “valori di sinistra” mi riferisco sempre agli ideali fondamentali della Rivoluzione francese che sono universali e quindi per propria natura includenti. Valori che si oppongono ai disvalori della destra neoliberista, “religione, ideologia, partito, territorio/stato, famiglia” che sono per loro natura escludenti in quanto si riferiscono a una specifica identità di appartenenza che esclude i non appartenenti a una determinata religione, a un territorio, a una famiglia, a una ideologia, eccetera.
.
Tra i disvalori della destra c’è la religione che, come disse in una intervista Gérard Biard, caporedattore del giornale Charlie Hebdo, è una negazione della democrazia. Perché Biard diceva, questo? «Perché è il senso stesso della democrazia. Sappiamo ormai che la democrazia è l’unico sistema di governo possibile. Senza laicità la democrazia non funziona. È la condizione della democrazia, che è un sistema politico che accetta di essere continuamente rimesso in questione. La religione, per sua natura, non accetta nessuna messa in questione. Una legge religiosa è per sua essenza immutabile. La religione, per sua natura, non è dunque compatibile con la democrazia.»
.
Un altra negatività etica è quella di dare un valore assoluto al territorio/stato in cui si nasce, pretendendo di aver il potere di decidere chi può accedervi e chi no, si fonda su disvalori razzisti e quindi disumani. La famiglia, generalizzando, è quel microcosmo in cui si generano quei disvalori – religione, protezione del proprio territorio, proprietà privata, ecc. – che poi sono legittimati e ingigantiti dai dogmi della destra: dio, patria famiglia.
Nell’ideologia della destra, l’altro da sé è solo un oggetto da sfruttare, un oggetto che serve per la propria economia, e quindi se possibile va ammaestrato in modo funzionale ai propri interessi, altrimenti va eliminato. È quello che facevano i nazifascisti nei territori occupati, è quello che hanno fatto i colonialisti adottando la doppia etica weberiana: ciò che nel proprio nucleo o ambito sociale – famiglia, città, azienda, gruppi di appartenenza, partito, nazione – non è etico è invece etico al di fuori del proprio nucleo sociale.
.
«I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli: li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più, al punto che non sapevano più dove metterli, i soldi. Così hanno inventato la guerra, ci hanno mandato in Africa, in Russia, in Grecia, in Albania, in Spagna… ma chi paga siamo sempre noi.» da Novecento, Bernardo Bertolucci, 1976 Gérard Depardieu a Robert De Niro
.
«È difficile fare/ le cose difficili:/ parlare al sordo/ mostrare la rosa al cieco./ Bambini, imparate/ a fare le cose difficili:/ dare la mano al cieco,/ cantare per il sordo,/ liberare gli schiavi/ che si credono liberi.»
G. Rodari
.
Un individuo, un partito, ecc. se non ha pensieri “di sinistra”, non è sinistra
.
Il 10 gennaio 2014, durate la trasmissione Fatti e misfatti, Paolo Liguori chiese a Massimo Fagioli:
«Domanda: In questa riflessione sull’identità cercata dalla sinistra, cosa c’entra il PD?
Risposta: “con Veltroni non c’è stata fusione, per cui la metà di questo partito democratico è democristiano palesemente. (…) E allora qui c’è il Rerum novarum, cioè tutto il discorso dell’ideologia di sinistra che è stata portata avanti dal papa dicendo che quello che contava era la povertà, quello che contava era accettare tutte le persone diseredate, sofferenti. Però lì c’è un cancro nell’ideologia, cioè non c’è il discorso della cura, c’è il discorso dell’assistenza perché quelli sono incurabili. E questo non è accettabile! Vuol dire che non c’è possibilità di riscattarli dalla loro condizione, è il concetto di elemosina, dare da mangiare agli affamati e dare da bere agli assetati, non altro! Mentre Marx tentò di portare avanti il discorso dell’identità. Cosa che adesso, qui, dovrebbe essere portata avanti.
Agli immigrati non basta dare da mangiare, bisogna dare loro un’identità, a partire dalla cittadinanza, a partire dai diritti civili. Noi abbiamo un’identità nel momento in cui la diamo agli altri. Nel momento in cui riconosciamo che nonostante le differenze sociali, economiche e di sviluppo, anche mentale, c’è un’uguaglianza di fondo tra gli esseri umani.»
.
Infine, Fagioli con la Teoria della nascita, scopre e definisce la nascita umana, e in questo modo delinea l’identità umana, oltre Marx. Fagioli scopre l’origine biologica della realtà umana. Per trasformazione. Si supera così, lo iato fra realtà non umana e realtà umana. La nascita umana è uguale per tutti. La Teoria della nascita di Fagioli, diventa così fondamento del pensiero di sinistra sulla realtà umana.
«… l’uomo non è fatto soltanto di bisogni , l’uomo è fatto di esigenze. È ovvio che deve soddisfare i bisogni altrimenti muore di fame e di freddo… Ma, appena completata la soddisfazione dei bisogni… bisogna passare immediatamente alla ricerca sulla vera realizzazione degli esseri umani che è il rapporto interumano, è ricerca nell’ambito del rapporto interumano, è situazione di realizzazione nell’ambito di questo rapporto, è sessualità, non intesa come scarica e bisogno…»
Left 27 maggio 2022 – Massimo Fagioli. Brano dell’intervista concessa a Radio Blu il 2 febbraio 1980. Pubblicata su il sogno della Farfalla 4/99
.
«La soddisfazione dei bisogni non ha posto nel rapporto interumano. Essa ha sempre portato gli uomini allo sfruttamento dell’uno sull’altro, a fare di una parte dell’umanità un gregge di animali per la sopravvivenza degli altri.» Massimo Fagioli
.
«Essere di sinistra è rivolta, ricerca, emancipazione, liberazione» Massimo Fagioli Left 24 ottobre 2015
.
«Una sinistra davvero e radicalmente nuova deve compiere quel “salto culturale”: deve rifiutare «ciò che nell’essere umano è disumano» Massimo Fagioli
.
Queste parole vanno al cuore del contenuto e della questione. Ci sono idee di sinistra che possiamo riassumere in uguaglianza, solidarietà, e libertà intesa come realizzazione individuale che non può prescindere dalla realizzazione dell’altro da sé altrimenti non si può parlare di realizzazione umana. Poi ci sono idee di destra che negano l’uguaglianza, che per solidarietà intendono l’elemosina cristiana. La destra per libertà intende quella individuale senza alcun freno se non quello delle leggi che se emanate da un governo di destra non proteggono le vittime dai carnefici. Carnefici che vedono l’altro da sé unicamente come un oggetto da usare, da sfruttare e che hanno l’ideologia neoliberista come stile di vita. Non è più il momento dei sospiri, è il momento delle grida… sinistra è sinistra destra è destra…
.
Ma per essere di sinistra è necessario aver salvaguardato la propria umanità, solo un essere umano rimasto umano può essere abbastanza felice per desiderare di proteggere la felicità degli altri.
.
14 Maggio 2026
.

