• L’avanzata dei panzer cattolici nell’Unione Europea: quando la dottrina di Santa Madre Chiesa fa da ponte tra il Pd ultracattolico e le destre oltranziste

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    di Emilia de Galotti

    REPORT

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    Le tappe e gli inquietanti risultati di una strategia di appropriazione ideologica delle istituzioni europee da parte dei fondamentalisti cristiani

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    Le due principali notizie che mi sforzerò di evidenziare ora, in modo critico, dinanzi ai lettori di questo Diario Polifonico, riguardano il desolante panorama antropologico che oramai da tempo si viene delineando sugli scranni delle assemblee politiche rappresentative dei cittadini europei, tanto quelle nazionali quanto quelle europee tout court.

    Le due notizie fanno riferimento al coinvolgimento alquanto sinistro e ambiguo di alcuni noti volti di politici del nostrano Partito Democratico in due recenti operazioni politiche, di chiara ispirazione ideologica cristiano-cattolica, a dir poco inquietanti.

    E, nel volere qualificare in particolare queste due notizie come “inquietanti”, intendo personalmente fare riferimento al modo con il quale, a mio personale avviso, queste notizie dovrebbero essere considerate da coloro che ancora, ritenendo di votare per il Partito Democratico sia pure “con il naso turato”, credano (o meglio, si ostinino pervicacemente a credere e ad illudersi) di poter in tal modo arginare in qualche maniera la marea montante del populismo reazionario e regressivo delle destre delle quali uno dei tratti pressoché indefettibili è l’essere succubi e dominati dalla alienazione religiosa.

     

    Intendo dunque fare riferimento, in primo luogo, al tristo affaire, consumatosi nel gennaio di quest’anno (2016), di un finanziamento di un importo complessivo di 600.000 Euro deciso, da parte del Parlamento Europeo, a favore del partito europeo e trans-nazionale Alliance for Peace and Freedom, il quale è notoriamente ed organicamente collegato al movimento politico italiano denominato Forza Nuova che è stato fondato ed è tuttora presieduto dall’ex terrorista e nazifascista italiano Roberto Fiore.

    Forza Nuova, sebbene affondi le proprie radici, almeno per quanto riguarda coloro che ne sarebbero in seguito  divenuti i fondatori ed originari leaders ed organizzatori, nella galassia delle organizzazioni terroristiche della estrema destra italiana (in particolare dell’estrema destra romana) formatasi tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso (l’albero genealogico del “popolo” di Fiore, ridotto all’essenziale, trova come capostipite l’organizzazione neo-fascista Avanguardia Nazionale e il proprio ultimo parente prossimo nella successiva organizzazione terroristica  Terza Posizione) ha subìto, quasi sul nascere, una vera e propria (e certamente del tutto dominante) neo-caratterizzazione integralistica cristiano-cattolica.

     

    Posso qui anticipare, in breve, che il “battesimo” cristiano-cattolico della nazi-fascista Forza Nuova sia  stato il frutto di una delle tante (e ricorrenti nella storia ai più diversi livelli palesi e/o occulti) operazioni di ingegneria genetica delle quali è specialista la multiforme e poli-funzionale task-force della chiesa romana, in nome e per conto della quale, nel caso dell’operazione  Forza Nuova, se ne sono  incaricati, a titolo di padrini illustri, alcuni settori (ed esponenti) dell’ultra-fondamentalismo cattolico italiano, quello, per intendersi, che qualche osservatore nostrano potrebbe ancora ritenere giustificato (personalmente non so quanto a ragione) di qualificare come “a destra“ del movimento Comunione e Liberazione.

    In secondo luogo, con le righe che seguono mi sforzerò di suggerire anche una possibile chiave di interpretazione di un ancora più inquietante ed ambiguamente (anzi dolosamente) orchestrato affaire (che ha preceduto di poco nel tempo quello del finanziamento europeo a favore di Forza Nuova) e che si è voluto perpetrare, sempre in seno al Parlamento Europeo, tra il dicembre del 2013 e il marzo del 2015.

     

    Si tratta, al riguardo, di alcune vicende parlamentari in sede U.E.  che hanno pesantemente condizionato e limitato l’efficacia dell’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, del Report sulla Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea nel 2013. Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, relatore Marc Tarabella (di seguito, per agevolezza espositiva, indicheremo questo Report come “mozione Tarabella”).

    Possiamo sinteticamente anticipare, in margine alla vicenda della approvazione della mozione Tarabella, come, ancora una volta, alcuni ben noti e ben individuabili esponenti (di area cattolica) del nostrano Partito Democratico abbiano giocato un ruolo pesantemente determinante per impedire che l’attuazione reale del diritto all’interruzione della gravidanza da parte delle donne, nonché quello più generale relativo ai diritti alla salute riproduttiva ed alla educazione e informazione sessuale, venisse effettuata, nell’ambito dei diversi stati europei che riconoscono e regolano che questi fondamentali diritti a livello di  legislazione ordinaria, in modo uniforme e con apprezzabili margini di garanzia concreta a vantaggio soprattutto delle donne che li intendano legittimamente esercitare.

     

    Questa “manovra” parlamentare di natura politico-religiosa, operata in sede di Unione Europea, relativa alle modalità di approvazione di quanto viene statuito nell’ambito della mozione Tarabella, si è svolta in due distinte fasi tra di loro collegate.

    Dapprima si è voluto impedire, da parte delle forze cattoliche-reazionarie parlamentari europee (= cattolici del Partito Democratico + cattolici del Partito Popolare Europeo + cattolici dei partiti europei neo cattolico-nazifascisti) che l’attuazione reale dei fondamentali diritti delle donne alla  interruzione volontaria della gravidanza, alla salute sessuale riproduttiva e quello alla educazione ed informazione sessuale venissero sottratti (come molto opportunamente era stato inizialmente proposto dalla ex parlamentare europea portoghese Edith Estrela), al meccanismo del c.d. “principio di sussidiarietà” in base al quale la regolamentazione attuativa immediata e discrezionale di tale materia deve essere posta in essere, autonomamente, da parte di ciascuno dei singoli stati).

    Successivamente, e al contrario, le forze parlamentari europee cristiano-cattoliche hanno decisamente  voluto che l’attuazione reale e concretamente operativa del diritto delle donne alla interruzione volontaria della gravidanza, alla salute sessuale riproduttiva e quello alla educazione sessuale venisse  abbandonata esclusivamente e autonomamente alla discrezionalità e, quindi, sostanzialmente, alla arbitrarietà, di ciascuno dei singoli Stati membri che attualmente compongono la Unione Europea.

     

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    Il finanziamento di 600.000 Euro deciso da parte del Parlamento Europeo in favore del partito transnazionale europeo neo-fascista “Alliance for Peace and Freedom” (Forza Nuova): ovvero dello strano e singolare trasalimento e revirement di certi (ex) democristiani di lungo corso

     

    Tecnicamente (e sinteticamente) i fatti in questione si sono, durante il mese di gennaio di quest’anno (2016), svolti in questa maniera.

    Il Bureau del Parlamento Europeo (che il massimo organo decisionale amministrativo dell’euro-parlamento), composto dal presidente Martin Schulz e, in più, da altri quattordici vice-presidenti (tra i quali, sarà molto bene ricordare, vi sono gli europarlamentari italiani Antonio Tajani e David Sassoli), ha deciso di assegnare 197.625 Euro alla fondazione tedesca Europa Terra Nostra (affiliata al partito neofascista europeo “Alliance for Peace and Freedomlegato a Forza Nuova) nonché altri 400.000,00 Euro direttamente allo stesso partito neofacista europeo (tuttora presieduto dall’italiano Roberto Fiore) “Alliance for Peace and Freedom” (A.F.P).

    L’ammontare complessivo di questo mega-finanziamento, deciso dal Parlamento europeo a concreto vantaggio di questo partito politico europeo transnazionale (legato inequivocabilmente al cattolico e neo-fascista Roberto Fiore ed al movimento politico italiano, da lui fondato e tuttora presieduto, Forza Nuova) si aggira intorno ad un importo di pochissimo meno di ben 600.000,00 Euro (si vedano, tra i diversi altri riferimenti disponibili in rete, www.left.it/2016/04/22/da-alba-dorata-a-forza-nuova-i-neonazisti-deuropa-fanno-rete-e-bruxelles-li-finanzia-con-600mila-euro/ e www.repubblica.it/europa/2016/04/18/news/dal_parlamento_europeo_600mila_euro_agli_euronazisti_di_roberto_fiore-56159).

     

    Teniamo a ricordare ai lettori di questo Diario Polifonico che Forza Nuova, tra i propri “otto punti” programmatici da essa formalmente e ufficialmente proclamati come “irrinunciabili”, annovera, tra gli altri:

    1) il ripristino del Concordato (da intendersi quello stipulato tra Pio XI e l’ “uomo della Provvidenza” tale signor Benito Mussolini, stipulato tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica il 29 febbraio 1929, il quale prevedeva la religione cattolica come religione ufficiale dello stato italiano);

     

    2) l’abrogazione delle leggi Mancino e Scelba (sul sito ufficiale di Forza Nuova queste due leggi, che prevedono il divieto di ricostituzione del partito fascista e l’aggravante di incitazione all’odio razziale, vengono liquidate da Forza Nuova come “liberticide” (sic));

     

    3) l’abrogazione delle leggi abortiste (si consulti, per una espressa e puntuale conferma di quanto da me appena riportato, quanto contenuto nel sito internet italiano ufficiale  di Forza Nuova www.forzanuova.eu/?page_id=103).

     

    Forza Nuova, che è tuttora presieduta dal proprio fondatore storico ed ex terrorista di destra Roberto Fiore, è partito membro (e non semplicemente affiliato come risultano essere altre formazioni politiche europee) del più esteso partito europeo Alliance for Peace and Freedom (A.F.P.), (anche esso attualmente presieduto dallo stesso Roberto Fiore), che risulta essere il destinatario sostanziale, e in parte anche immediato, del cospicuo finanziamento deciso nel gennaio 2016 da parte del Parlamento europeo e che abbiamo sopra indicato.

    É peraltro molto significativo tenere presente che nello Statuto ufficiale vigente dell’ Alliance for Peace and Freedom, accanto all’ovviamente immancabile (e sinistro) richiamo ai soliti “common Christian values” (Statuto A.F.P. Art. 3, c. 2) compare, altresì, una particolare clausola che autorizza l’Esecutivo di questo partito di estrema destra a garantire la qualità di proprio membro associato ad altri eventuali partiti politici stranieri che abbiano un “orientamento tradizionalista” (“any political party with a traditionalist orientation”) e che abbiano la propria sede al di fuori della Unione Europea (Statuto A.F.P. , Art. 6 “Associate Party Members”).

     

    Lascio così intendere, agli attenti e più informati lettori del nostro Diario Polifonico, come,  per mezzo di questa particolare clausola statutaria del partito europeo capeggiato da Roberto Fiore, di quale fauna umana ed ideologica si faccia in tal modo veicolo e voce significativa, in seno alle massime istituzioni europee, il partito europeo Alliance for Peace and Freedom presieduto da Roberto Fiore….(per un primo e immediato riferimento informativo sulle reti propagandistiche e organizzative dell’estrema destra italiana v., tra gli altri rinvenibili in rete, l’articolo di Santiago Greco, Dentro la propaganda sotterranea dell’estrema destra italiana, in https://news.vice.com/it/article/casapound-forzanuova-associazioni-onlus-propaganda).

     

    Sulla estrazione nazi-fascista di Roberto Fiore (e sui suoi ben noti trascorsi giudiziari nonché sulla sua lunga latitanza, insieme al cantautore di destra Massimo Morsello, in Inghilterra) e della prima generazione dei militanti extra-parlamentari dell’estrema destra italiana (e dell’estrema destra romana in particolare) non ritengo sia qui il caso di dilungarmi oltre in quanto si tratta di fatti e circostanze ultra notori e già fatti da tempo oggetto di una vastissima quanto articolata pubblicistica tanto a “destra” quanto a “sinistra”).

    Vale la pena, piuttosto, richiamare qui l’attenzione sul fatto di come il carattere e il “sigillo” di movimento ultra-fondamentalistico  cristiano-cattolico, che appare inequivocabilmente dominante (come abbiamo appena direttamente documentato) negli obbiettivi programmatici della formazione politica capeggiata da Roberto Fiore (la quale, come abbiamo visto, viene attualmente ben foraggiata dal Parlamento Europeo) sia stato intenzionalmente e, direi, “scientificamente” innestato nel corpo della caotica realtà umana originaria di questo movimento politico da parte di noti e qualificati esponenti dell’ultra-tradizionalismo cattolico italiano quali, ad esempio, il tradizionalista cattolico Agostino Sanfratello (co-fondatore dell’ultra fondamentalista [e politicamente molto influente  nella destra politica italiana Lega e P.D.L.] associazione italiana Alleanza Cattolica, che è stata ufficialmente riconosciuta dalla chiesa cattolica italiana come un’associazione di fedeli laici) ed il tradizionalista cattolico Piero Vassallo già storico oppositore, insieme a Gianni Baget Bozzo, delle correnti c.d. “progressiste” del concilio vaticano II.

     

    Al riguardo si veda, ad esempio, come il “lancio” e “varo” politico-culturale in Italia di Forza Nuova sia stato sostenuto ed indirizzato, insieme ad altri esponenti della destra politica italiana , da parte dei due cattolici ultra tradizionalisti italiani Agostino Sanfratello e Piero Vassallo al convegno politico di destra che venne celebrato a Latina nell’aprile del 1998, (al riguardo si veda, tra gli altri, www.globalproject.info/public/resources/pdf/dossier_FN_OK.pdf a cura della Campagna No Nazi in My Town).

    E non ha puntualmente mancato di tendere la mano più volte, più volte, nei confronti di Roberto Fiore e di Forza Nuova, anche  la stessa Comunione e Liberazione in occasione delle varie scorribande e conventions italiche anti-abortiste da essa organizzate (si veda, tra le altre, per la conferma della partecipazione di Roberto Fiore come rappresentante ufficiale di Forza Nuova al periodico meeting riminese estivo organizzato da Comunione e Liberazione del 2000, www.meetingrimini.org/default.asp?id=673&item=700; per ulteriori ed utili informazioni sulle varie tappe di incontro e osmosi, prima in Inghilterra e  successivamente in Italia, di Forza Nuova con le correnti culturali e clericali cattoliche-integralistiche europee vedi, fra gli altri riferimenti rinvenibili in rete, “L’arcipelago della destra radicale” in www.laltralombardia.it/public/docs/rifiuti3.html).

     

    La domanda però che, a questo punto, un lettore non proprio del tutto coglione né del tutto addormentato si potrà fare (peraltro in compagnia della sottoscritta scrivente): ma quell’onorevole David Sassoli (attuale membro, con qualità di vice-presidente, come abbiamo visto, del Bureau del Parlamento U.E.) il quale pure aveva individualmente votato, a gennaio di quest’anno (2016), a favore dello stanziamento, da parte del Parlamento Europeo, di 600.000 Euro al partito dell’integralista catto-fascista Roberto Fiore, (salvo poi, subito dopo, e a notizia diffusa nei canali di informazione, farsi tardivamente e curiosamente stupito e trasalito promotore di una “verifica” (sic) supplementare in ordine alla reale consistenza degli obbiettivi perseguiti da quel partito e dalla rete associativa internazionale che il medesimo sostiene) come ha potuto coniugare, ad esempio, la propria qualifica e sensibilità di co-fondatore della Associazione Art. 21 per la libera manifestazione del pensiero con l’appoggio, che pure, almeno inizialmente, ha certo dato con il proprio consenso, ad uno dei movimenti politici italiani ed europei più sostanzialmente reazionari e ab origine e costituzionalmente radicati nelle correnti religiose e ideologiche più oscuramente e dichiaratamente intolleranti appartenenti al cristianesimo odierno?

     

    Si tratta solo di una semplice “svista”?

     

    O potrebbe trattarsi in questo caso, al contrario, di una effettiva adesione, che ha potuto contemporaneamente accomunare l’ex demitiano David Sassoli (erede della c.d. “cultura” cristiana del “pluralismo politico” di  d.o.c. tipo Giorgio La Pira, Paolo Giuntella e Giovanni Bachelet, (v., al riguardo, un brevissimo schizzo sul profilo di Sassoli in cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadld=SASSOLI+David) e altri esponenti politici e parlamentari conservatori e di estrema destra (solo apparentemente un po’ lontani dal felpato milieu “catto-comunista” da cui proviene David Sassoli….) che sono inequivocabilmente legati ad aree notoriamente ultra fondamentalistiche cristiane quali Alleanza Cattolica e Comunione e Liberazione, ad un comune “vaticano e apostolico” ordine di scuderia che ingiunga, comunque e senza fiatare, a cattolici di ogni area ed estrazione di fare fronte comune nel nome di quei (loro) c.d. “valori [cristiani] non negoziabili” ?

     

    E tanto per farmi un po’  del male ho voluto così rievocare (non mancando di fare a mia tutela i debiti gesti apotropaici) come ci tocchi, di continuo ed tutti i livelli, fare pesantemente i conti con quanti con intento intimidatorio si riempiono la bocca e continuamente sbandierino ai quattro venti l’arcinoto slogan, di sapore komeinista, coniato, e lanciato micidialmente su scala mondiale, prima da Karol Wojtila, poi da Joseph Ratzinger e, da ultimo, ampiamente ri-utilizzato e maldestramente ri-addomesticato…. da parte di Jorge Luis Bergoglio.

     

    Tutti noi possiamo ancora toccare con mano come, in certi casi ed in vista di una strategia globale del papato cristiano di “offerta di valori fondamentali” per cementare e ri-battezzare le istituzioni della Unione Europea, l’adesione congiunta alle direttive ecclesiastiche cattoliche da parte dei parlamentari cattolici appartenenti a differenti formazioni politico-partitiche apparentemente distanti tra loro, può certamente  e costantemente tradursi anche in episodi quali il molto concreto e finanziario appoggio a neo-formazioni fondamentalistiche cristiane e fasciste quali Forza Nuova le quali sono senz’altro molto ben strutturate e organizzate per sobbarcarsi, in nome e per conto della “santa romana chiesa” e su una scala territoriale internazionale molto estesa e capillare, il dirty job di travasare, e a loro modo utilmente ed efficacemente inquadrare, picchiatori da stadio omofobici e anti-immigrati insieme a neo-eroi e neo-eroine con pruriti nostalgici per il concordato mussoliniano del 1929 e magari pure per il sacro romano impero,  nelle fila del gregge cattolico e della grande casa-chiesa-madre cattolica

    Per utili spunti ricostruttivi circa la strategia papale di “appropriazione” delle Istituzioni della Unione Europea sul piano ideologico-istituzionale indico ai nostri lettori, tra gli altri riferimenti in rete, anche il contributo di Richard Bennett e Michael de Semljen, “Papal Rome and the European Union” in www.the-highway.com/eu_Bennett.html.

     

    Inoltre, per qualche utile informazione e qualche spunto ricostruttivo con riferimento al piano strategico di di conseguimento del potere mondiale da parte del papato cattolico (e del presente pontificato del gesuita Bergoglio in particolare) si può consultare, tra gli altri, anche il notiziario on-line in lingua inglese di contro-informazione vaticanassassins.org curato da Eric Jon Phelps che è anche l’autore, molto più noto nell’area anglo-statunitense che da noi, del durissimo libro-requisitoria contro la politica di potere perseguita da parte del papato cattolico, e da parte dei gesuiti in particolare, durante gli ultimi cinquecento anni, e la cui diffusione a livello editoriale è stata pesantemente ostacolata in Italia, “Vatican Assassins: “wounded in the house of my friends”” (2001) (tengo, in ogni caso, ad avvertire che entrambi i due testi appena da me sopra segnalati, sebbene siano da ritenersi estremamente utili sul piano strettamente informativo e storico-ricognitivo in generale, tuttavia si ispirano a premesse teoriche e ad istanze religiose e culturali di base che da parte mia ritengo non condivisibili).

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    1 forza nuova brescia

     La “santa alleanza” tra gli europarlamentari italiani catto-democratici del Partito Democratico e le destre conservatrici, neo-naziste e neo-fondamentaliste in seno al Parlamento U.E.: alla faccia della concreta attuazione del diritto delle donne alla autodeterminazione in tema di aborto e di salute ed educazione e informazione sessuale

    Che il serio interrogativo (e l’eventuale amara risposta da me suggerita)  con il quale ho terminato le mie scarne considerazioni riguardanti il finanziamento deciso da parte del Parlamento europeo a favore del partito europeo catto-nazi-fascista di Roberto Fiore, non sia propriamente un interrogativo retorico potrà apparire maggiormente evidente se andiamo ora a dare un sia pur sommario sguardo a quanto è purtroppo ed effettivamente accaduto, sempre in sede di Parlamento europeo, in tema di tutela dei diritti delle donne alla propria auto-determinazione in materia di interruzione volontaria della gravidanza nonché di diritti alla salute riproduttiva ed alla educazione ed informazione sessuale, a partire dal dicembre 2013 fino al marzo 2015.

    In buona sostanza ci troviamo, purtroppo, di nuovo di fronte alla determinante e oltremodo maligna cooperazione inequivocabilmente intercorsa  tra gli  eurodeputati italiani del Partito Democratico e quelli appartenenti ai vari partiti conservatori e dell’estrema destra nazi-fascista e fondamentalista europea (tra i quali, distintamente, ancora risulta la Alliance for Peace and Freedom  presieduta da Roberto Fiore [Forza Nuova]) attraverso la quale  si è intenzionalmente e palesemente voluto mettere a segno, d parte dei cattolici, un pesante, e pericolosamente regressivo, ridimensionamento della effettiva attuazione e concreta attuabilità  di alcuni fondamentali  diritti, specialmente delle donne, in materia di procreazione libera e responsabile, e connesso diritto alla interruzione volontaria della gravidanza, nonché di salute e di educazione sessuale.

     

    La mozione Tarabella, alla quale avevo accennato all’inizio di questo articolo è una risoluzione approvata dal Parlamento europeo che ha ad oggetto il riconoscimento e la promozione, nell’ambito dei Paesi membri dell’Unione Europea, delle tutele e delle garanzie fondamentali relative ai fondamentali diritti delle donne specie con riguardo alla loro salute riproduttiva ed alla educazione e informazione sessuale di base tra la popolazione, la quale è stata approvata, nel trascorso marzo 2015, da una larga maggioranza del Parlamento Europeo (441 sì, 205 no, 52 astenuti).

    Tuttavia l’approvazione di questa importante risoluzione in tema di diritti civili è potuta andare in porto solo al grave prezzo del sacrificio e della eliminazione dal suo testo originario di una  ottima e e fondamentali previsioni normativa quali la proposta di sottrarre ai singoli Stati componenti della Unione Europea  la discrezionalità e arbitrarietà normativa e regolamentare in materia di attuazione pratica di quei fondamentali diritti delle donne e dei cittadini in generale ai  quali mi sono prima riferita.

    Infatti, la portata garantistica della mozione Tarabella in materia di diritto delle donne alla interruzione volontaria della gravidanza, alla salute riproduttiva e alla informazione sessuale è stata sostanzialmente vanificata e intenzionalmente impedita dalla preventiva approvazione dell’emendamento 43 bis, voluto dal Partito Popolare Europeo e decisivamente andato in porto grazie al voto favorevole della eurodeputata del Partito Democratico Silvia Costa (si rammenti anche che Silvia  Costa è attualmente anche presidente della Commissione Cultura dell’europarlamento…..).

     

    Secondo tale (infausto soprattutto per molte cittadine europee) emendamento apportato al testo originario della mozione Tarabella viene statuito che “l’elaborazione e l’applicazione delle politiche in materia di diritti sessuali e riproduttivi nonché in materia di educazione sessuale, sono di competenza degli Stati membri: ribadisce nondimeno che l’U.E. può contribuire alla promozione delle migliori pratiche degli Stati membri” (v. www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/10/aborto-approvata-la-mozione-tarabella-ma-ogni-stato-garantira-laccesso-che-vuole/1494449/).

     

    Non posso che sottoscrivere quanto è stato osservato, in merito alla portata essenzialmente mortificante e regressiva sul piano più direttamente e concretamene operativo dell’attuazione concreta dei diritti delle donne in materia di educazione e di informazione sessuale e di salute riproduttiva, che è conseguita dall’emendamento preventivo 43 bis della mozione Tarabella (voluto congiuntamente dai conservatori del Partito Popolare Europeo, dalle destre fasciste cristiano fondamentaliste e dagli europarlamentari italiani del Partito Democratico), e cioè che “ il dato negativo però è che con un escamotage furbo, attraverso un emendamento presentato da Silvia Costa, e appoggiato dai gruppi pro-life e dal Partito Popolare Europeo, la mozione stessa è stata in parte svuotata del suo contenuto. L’emendamento infatti specifica che la legislazione sulla riproduzione deve comunque rimanere di competenza nazionale. Questa affermazione tanto per essere chiari, dice, grazie a Silvia Costa, che le donne di Paesi in cui l’aborto resta illegale, come le donne di Malta, quelle polacche o irlandesi, dovranno continuare a vedersela da sole” (così, espressamente, tra le altre voci critiche, v. Antonio Luzi, Mozione Tarabella, cosa ne pensano Laiga e Vita di Donna, 12.03.2015, su www.vitadidonna.org/salute/11472-mozione-tarabella-cosa-ne-pensano-laiga-e-vita-di-donna.html).

     

    E non solo.

     

    Mi corre, infatti, l’obbligo, in ogni caso, di ricordare di nuovo, al riguardo, le pesantissime, e forse quasi fatali,  responsabilità che tutti gli euro-deputati italiani del Partito Democratico (tra i quali ancora entrambi sia David Sassoli che Silvia Costa) ebbero, grazie alla loro astensione del tutto decisiva, nel determinare la bocciatura, per pochissimi voti, del precedente Rapporto Estrela   che venne presentato nel dicembre del 2013  all’europarlamento dalla (ex) parlamentare europea portoghese Edite Estrela  e che aveva ad oggetto l’approvazione delle linee guida finalizzate all’obbiettivo che l’Europa andasse nella direzione di una legislazione comune sulla salute e sui diritti sessuali riproduttivi e comprendeva le note linee guida sulla educazione sessuale dei giovani ed alla contraccezione.

    Fu soprattutto la proposta, sorta in seno all’ Unione Europea, di approvare il testo delle linee guida sulla educazione sessuale e contraccettiva, che sollevò le (immancabili)  pesantissime condanne delle gerarchie cattoliche nonché le svariate campagne mediatiche e crociate, in senso totalmente  contrario, promosse da parte del vaticano e da parte della maggioranza dei maggiori movimenti ufficiali fondamentalisti cristiani italiani ed europei al seguito del papa.

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    Deve essere notato come, sin da allora, l’intero eurogruppo dei parlamentari del Partito Democratico, tra i quali gli allineati (cattolici) Silvia Costa e David Sassoli (questi ultimi, in particolare, nell’opinione pubblica italiana ancora spiccano per la loro estrazione di ex sinistra democristiana e catto-comunista), contribuì decisivamente, sotto evidente pressione della chiesa cattolica, alla degradazione sostanziale della portata progressista e garantista della mozione Estrela nel senso voluto dal reazionario e cattolico Partito Popolare Europeo congiuntamente ai partiti della ultra destra xenofoba europea e nazi-cristiani in modo tale  che “«la formulazione e l’applicazione delle politiche in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nonché in materia di educazione sessuale nelle scuole sia di competenza degli Stati membri».

    (Suggerisco, al proposito, la lettura, tra gli altri, dell’articolo di Aurelio Mancuso, Aborto, educazione sessuale, diritti di donne e gay: in Europa sei deputati PD fanno passare mozione PPE, Front National, Nazisti, 13.12.2013, in www.huffingtonpost.it/aurelio-mancuso/aborto-educazione-sessuale-diritti-di-donne-e-gay-in-europa-sei-deputati-pd-fanno-passare-mozione-ppe-front-national-nazisti_b_4439239.html).

     

    In sintesi ci viene dato ulteriormente modo di confermare come, con ogni evidenza e al di là di eventuali distinguo capziosi e meramente provvisori e tattici, dalla persistente e pervasiva radice dell’alienazione religiosa, viene a derivare inevitabilmente quella sottomissione psicologica alle arbitrarie, e oggettivamente infondate, concezioni etico-metafisiche autoritariamente imposte dai vari cleri (da noi cristiano-cattolici, altrove islamici o ebraico-rabbinici) la quale, a sua volta, risulta davvero fatale nel bloccare, ed invertire in senso regressivo, quei virtuosi (ed estremamente faticosi) processi di sostanziale emancipazione umana che in precedenza si sono sviluppati vittoriosamente esclusivamente a prezzo di durissime battaglie di libertà, di uguaglianza sostanziale tra gli uomini e le donne e di risanamento mentale ed antropologico.

    E le pesanti conseguenze negative dell’alienazione religiosa, che si ripercuotono inevitabilmente sul piano della limitazione delle tutele effettive dei diritti  umani e civili fondamentali,  risultano evidenti quando si è costretti a constatare come il dominio di questa alienazione umana si esprima pariteticamente sia attraverso i “volti” esplicitamente  duri e intolleranti di fondamentalisti cristiano-cattolici quali quelli, per citarne solo alcuni esempi certo non esaustivi, di un Roberto Fiore o di una Marion Le Pen (entrambi formati e dottrinalmente addestrati nelle retrovie del tradizionalismo cattolico di matrice lefebvriana che viene ora, come è a tutti noto, sulla scia di Joseph Ratzinger, progressivamente e sostanzialmente riabilitato da Jorge Luis Bergoglio) sia attraverso i volti pseudo “dialoganti” e pseudo “sorridenti” di soggetti, ad esempio tipo Silvia Costa e David Sassoli, eredi delle idee catto-comuniste tipiche del laboratorio politico della Palermo di Leoluca Orlando e dei suoi illustri mentori quali i due noti gesuiti Bartolomeo Sorge ed Ennio Pintacuda (l’elaborazione politica-programmatica dei quali è notoriamente all’origine culturale della esperienza sedicente cattolico-democratica post Democrazia Cristiana).

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    Desidero concludere facendo molto realisticamente mie le scarne ed eloquentissime righe con le quali Ilaria Bonaccorsi, all’inizio di quest’anno, ben rendeva  l’idea di quanto sia  duro il “mestiere di vivere” di quanti di noi ci vediamo, nostro malgrado, specialmente in Italia, continuamente costretti «ad ascoltare una pletora di gente sbandata (pure a sinistra) che quotidianamente si esercita a immaginare una presunta divisione fra Chiesa buona e chiesa cattiva , moderna o antiquata, chiusa o aperta»  (v. Ilaria Bonaccorsi, Il matrimonio gay per il papa è un “oggettivo errore. Siete pregati di sprecare meno inchiostro sulla rivoluzione di Francesco, Left, 22 gennaio 2016; vedi pure, nel senso di una interessante de-mitizzazione della falsa dicotomia tra chiesa cattiva e chiesa buona, utile solo ad estorcere abilmente consenso, le puntuali riflessioni, pubblicate in questo Diario Polifonico, di Giulia De Baudi,Starsky & Hutch: papa buono e cardinali cattivi, preti buoni   & preti cattivi, ecc. ecc.”, in I giorni e le notti 29.11.2011.

    1 agosto 2016

     

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